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1900-1950 1950-1963 1963-1999 1999-2004

Il sistema elettrico italiano

...dopo il 2004... ..?..

GRTN A.U. G.M.E. Borsa E.E.


centrale idroelettrica

glossario


Paradossi:
- Roma, 8 novembre 2007 - Fulvio Conti conclude così la sua presentazione:
"Si prevede che la presenza verticalmente integrata nel mercato russo dell'energia e l'esperienza di Enel possano creare valore per OGK-5 e fornire un contributo estremamente significativo alla crescita dei risultati operativi del Gruppo".


chissà perchè l'essere "verticalmente integrati" porta a "contributi estremamente significativi" nel 2007, mentre nel 1999 l'imperativo per l'ENEL era l'UNBUNDLING.

Per potersi fare una opinione circa le problematiche relative all'energia elettrica si riporta la relazione del luglio 2005 del dott. Mario Signorino di Amici della Terra: (in formato pdf)

"L'energia nella politica italiana"



Forse è ancora presto per pretendere di vedere i risultati della privatizzazione, certo è che fino ad ora (e dal 2000 sono passati 7 anni!!!!) non abbiamo visto alcun vantaggio sulle tariffe dell'energia per usi domestici.

Alcuni svantaggi sono stati invece alla portata di tutti: il cosidetto distacco programmato dei carichi del 26 giugno 2003 (brown-out) è stato, per gli interessati, una improvvisa mancata alimentazione (e quindi un vero e proprio blackout), inoltre il blackout generalizzato del 28 settembre 2003, che fortunatamente è avvenuto in un giorno festivo ed in un orario che più propizio non poteva essere (agli effetti di avere meno danni collaterali), ha reso tutti consapevoli che qualcosa è veramente cambiato da quando l'Enel (Ente Nazionale per l'Energia Elettrica) assicurava a tutti un buon servizio, anche se costoso).

Non possiamo poi dimenticarci che dal 1963 e fino alla fine del 2000 cioè finchè l'Enel è rimasta monopolista in Italia non abbiamo mai avuto un blackout generale come quello subito nel 2003.

Come si spiega? quali sono i motivi?

Secondo il mio parere si spiega col fatto che in presenza dell'Enel monopolista in ogni unità produttiva: in ogni centrale termica o gruppo di centrali idroelettriche tutti erano consapevoli che loro obiettivo primario era essere a completa disposizione della "Ripartizione" vale a dire dell'organismo che gestiva il sistema elettrico.

Attualmente invece, poichè ogni società ha come obiettivo la massima riduzione dei costi e l'ottenimento del maggiore prezzo possibile dall'energia prodotta, sono tutti orientati a produrre nelle fasce orarie più remunerative e non si preoccupano minimamente delle esigenze di rete, se non nel rispetto di quei vincoli,(evidentemente insufficienti!!) codificati dal GRTN, che traducono in remunerazione ogni impegno supplementare per la rete.

Nei giorni immediatamente successivi al 28 settembre si è letto sulla stampa nazionale che l'Enel avrebbe data la propria disponibilità a rimettere in servizio impianti non remunerativi allo scopo di ridurre i rischi di eventuali altri blackout.

Non ho letto analoga disponibilità da parte di altre società elettriche, anche se sappiamo che dei circa 75.000 MW disponibili in Italia circa 30/35.000 sono ora di società private.

Dopo pochi anni dalle scelte liberiste (fatte dalla sinistra!!), siamo già al solito teorema italiano che abbiamo osservato praticamente da sempre: oneri allo stato; onori (in euro) ai privati?





PC levante


Speriamo di no. Speriamo che sia solo un problema temporaneo in attesa che le regole del GRTN riescano veramente a consentire un esercizio ottimale del sistema elettrico, nel pieno rispetto di tutti gli operatori, ma in un contesto che imponga veramente una concorrenza economica paritaria, che si traduca nella disponibilità di energia a minor costo per gli utenti finali.

Le ragioni per un intervento di privatizzazione del sistema elettrico, anche se non tutte condivisibili, avevano pure una loro logica, se non altro erano in un certo senso obbligate dal fatto che avendo, nel 1963 nazionalizzato il sistema senza aver provvisto di un adeguato fondo di dotazione finanziario all'Enel, nel corso degli anni l'indebitamento raggiunse valori tali che le poche dotazioni tardive non furono in grado di arrestare.

Con questa situazione finanziaria l'Enel non fu in grado di reperire le risorse per ammodernare il suo sistema di produzione termica, infatti, fino al 1999 praticamente tutto (escluso poche eccezioni, come Trino Vercellese) il suo parco di centrali era costituito da gruppi di seconda generazione, ossia termici tradizionali a vapore con ciclo a condensazione, e con rendimenti complessivi non superiori al 42%

E questo quando sul mercato già esisteva la possibilità di installare gruppi a ciclo combinato che, sia pure col limite di dover funzionare a metano (più costoso dell'olio pesante, ma meno inquinante!) avevano però il vantaggio di raggiungere un rendimento superiore al 54%

Altra possibilità sarebbe stato il rifacimento parziale degli impianti: recuperare la turbina a vapore ed il relativo generatore elettrico, inserendo una nuova caldaia a recupero di calore a valle di un gruppo turbogas.

Questa seconda ipotesi è quella inserita nel programma di liberizzazione della produzione e tutt'ora in corso (non conosco la situazione attuale rispetto al programma temporale previsto, ma credo che sia stata sostanzialmente rispettata)


380 KV



Rimaniamo quindi in fiduciosa attesa che la privatizzazione porti dei vantaggi economici a tutti gli utenti: per le attività produttive affinchè ci sia positiva ricaduta sullo sviluppo, e per i privati cittadini, e che non ci sia solo, come è avvenuto in questi anni, un vantaggio economico per quelli che hanno spartito con l'Enel il "popolo delle bollette".



La prima "Generation Company", Elettrogen, è stata venduta nel settembre 2001 ad un consorzio composto da:
Endesa s.a.,
Asm s.p.a.,
Banco Santander Central Hispano s.a.

La seconda "Generation Company", Eurogen, è stata acquistata nel marzo 2002 dal
consorzio Edipower, composto da
Edison s.p.a.,
Aem Milano s.p.a.,
Aem Torino s.p.a.,
Aare-Tessin Ag,
Elektrizitat,
Unicredito Italiano s.p.a.,
Interbanca s.p.a., e
Mrbs Capital Partner Ltd.

la terza "Gen.Co.", Interpower, è stata aggiudicato il 12 novembre 2002 al consorzio costituito per quote paritetiche da
"Energia Italiana" s.p.a. e
Ebl - Acea s.p.a. (Electrabel, società belga, e Acea).




centrale idroelettrica


centrale idroelettrica


centrale idroelettrica



Come è cambiato l'Enel in questi ultimi anni? - Ecco com'è ora:

ENEL (4 aprile 2007):
- presente in 3 continenti - 19 nazioni
- potenza installata circa 90.000 MW - clienti 57.600.000


ENEL (30 settembre 1999):
- presente solo in Italia
- potenza installata circa 75.000 MW - clienti circa 40.000.000 (??)



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