blackout


G E A
Società Generale Elettrica dell'Adamello


Attività 1907 - 1927


assemblea 21 Gugno 1927
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......

LA
SOCIETA' GENERALE
ELETTRICA
DELL'ADAMELLO

E
L'ATTIVITA' DA ESSA SVOLTA
NEL SUO PRIMO VENTENNIO

1907 - 1927

In occasione della
Assemblea generale dei soci
21 Giugno 1927


LA
SOCIETA' DELL'ADAMELLO
E LE
SOCIETA' DEL SUO GRUPPO

NOTIZIE GENERALI

La Società Generale Elettrica dell'Adamello è stata costituita nell'aprile 1907 con lo scopo principale di utilizzare le forze idrauliche ritraibili dai ghiacciai del gruppo dell'Adamello e dai corsi d'acqua da essi defluenti, e con l'immediato programma di attuare due impianti idroelettrici, idraulicamente ed elettricamente collegati, uno superiore alimentato dal lago d'Arno con Centrale a Isola, ed uno inferiore sul T. Poglia con Centrale a Cedegolo (Val Camonica), il tutto per una produzione complessiva prevista di 50 milioni di Kwh. annui, e di trasportare l'energia in essi generata a Milano ed a Monza

Era questo un proposito molto ardito perchè le due derivazioni comportavano la creazione di un lago serbatoio di 35.000.000 di m.c. di capacità, da ottenersi con una diga di sbarramento costruita a oltre 1.800 m. sul livello del mare; la utilizzazione di questa grande massa d'acqua su due salti di m. 931 e 474 e il trasporto della energia così prodotta con una linea di oltre 120 km. di lunghezza e colla tensione di 72.000 volt.



Tali cifre rappresentavano allora dei massimi non ancora raggiunti, e sopratutto riusciva cosa nuova il concetto di produrre energia di serbatoio da impiegarsi esclusivamente nei mesi invernali, ad integrazione dell'energia prodotta in Impianti ad acqua fluente soggetti alle magre invernali.

Le due Centrali di Isola e di Cedegolo entrarono in servizio nel 1910 rispondendo perfettamente alle aspettative.


Entro il corrente anno 1927, a vent'anni dalla fondazione, la Società dell'Adamello avrà in esercizio undici centrali con una produzione complessiva prevista di 700 milioni di K. W. h. annui, e precisamente:

Le tre Centrali di Campellio, Isola e Cedegolo che costituiscono il così detto sistema Poglia, ed utilizzano in tre salti successivi, rispettivamente di metri 158, 931 e 474, le acque che naturalmente defluiiscono nella vallata del T. Poglia, alle quali ora si uniscono anche le acque dell'alta valle del T. Remulo, entrambi affluenti di sinistra del F. Oglio.
Queste acque sono regolate dai 3 laghi serbatoi: Baitone (14 milioni di m. c.) Salarno (14 milioni di m.c. ) e Arno (35 milioni di m.c.).
La potenza complessiva del macchinario installato in queste tre centrali è di K. W. 85.500, e la relativa energia viene immessa in due linee a 125.000 volt ed in quattro linee a 70.000 volt.

La Centrale di Temù posta a nord del gruppo Adamello, allo sbocco della Val d'Avio nel F. Oglio, che utilizza in un salto di 772 metri le acque raccolte nel lago d'Avio trasformato in serbatoio di 18 milioni di m.c. Essa ha una potenza installata di 42.000 K. W. e ne partono due linee a 125.000 volt.

Le due Centrali di Paisco e di Forno d'Allione, di proprìetà della consociata Società idroelettrica dell'Allione, che impiegano in due salti successivi le acque del T. Allione, affluente di destra del F. Oglio, ed hanno complessivamente una potenza installata di 16.000 KW.

Le due Centrali di Ligonchio e di Predare, di proprietà della consociata Società idroelettrica dell'Ozola, poste nell'alto Appennino Reggiano, che utilizzano le acque del T . Ozola, affluente di destra del F. Secchia, ed hanno complessivaniente una potenza installata di 24.500 K. W.

La Centrale idroelettrica di Sonico sul F. Oglio, con una potenza installata di 60.000 K. W. e la Centrale termoelettrica di Piacenza disposta per l'installazione di 40.000 K. W., che la Società Adamello ultimerà entro l'anno corrente.

La nuova Centrale idroelettrica di Ligonchio, sull'Ozola con la potenza installata di 15.000 K. W., che entra in servizio in questi giorni.

COMPLESSIVAMENTE IL SISTEMA DI PRODUZIONE DELLA SOCIETA' ADAMELLO DISPORRA' COSI' DI
283.000 K. W. INSTALLATI.



Cedegolo: sala macchine


Isola : sala macchine


centrale di Cedegolo



Parallelamente allo sviluppo degli impianti di produzione si sono andate estendendo le linee di trasporto dell'energia, a 125.000 ed a 70.000 volt, che collegano gli impianti della Valle Carnonica a quelli deil'Ozola ed alla Centrale termica di Piacenza, si spingono fino a Bologna, e, varcato l'Appennino si allacciano alle principali reti di distribuzione della Toscana.

LA RETE DI TRASPORTO DELLA SOCIETA' ADAMELLO HA
CIRCA 950 KM. DI CIRCUITI A 70.000 VOLT, E 220 KM. DI LINEE A 125.000 VOLT, ATTUALMENTE IN ESERCIZIO,
OLTRE AD ALTRI 260 KM. DI LINEE A 125.000 VOLT ATTUALMENTE IN AVANZATO STATO DI COSTRUZIONE.

Questa importante rete di linee primarie consente alla Societù Adamello di effettuare importanti scambi di energia con le altre Società produttrici ad essa direttamente o indirettamente collegate, mettendo in valore, grazie ai suoi serbatoi, energia discontinua che sarebbe diversamente inutilizzata.

La Società Adamello non effettua direttamente la distribuzione di energia; è però largamente interessata nella SOCIETA' BRIOSCHI PER IMPRESE ELETTRICHE, di cui ha la maggioranza delle azioni, la quale distribuisce annualmente 60.000.000 di K. W. h. di produzione Adamello nelle provincie di Milano, Piacenza e Parma.

La Società Adaniello fornisce direttamente energia alle FF. SS. e ad alcune grandi Società industrali quali gli STABILIMENTI DI DALMINE, la SOCIETA' FRANCHI GREGORINI, la Ditta TASSARA a Breno, la SOCIETA' ESERCIZI FORNI ELETTRICI, ecc. A questi utenti diretti sono stati forniti complessivamente, nell'esercizio 1926-27, 126.000.000 di K.W.h.

La rimanente quantità di energia prodotta o acquistata viene venduta a importanti Società distributrici.
Oltre la Società Brioschi, già citata, fra i principali utenti dell'Adamello si annoverano:

la SOCIETA' GENERALE EDISON DI ELETTRICITA';

la SOCIETA' ELETTRICA BRESCIANA;

la SOCIETA' OROBIA;

la SOCIETA' ELETTRICA BERGAMASCA;

la SOC. FORZE IDRAULICHE DI TREZZO D'ADDA;

la SOCIETA' ADRIATiCA DI ELETTRICITA';

la SOCIETA LIGURE TOSCANA DI ELETTRICITA';

la SOCIETA' ELETTRICA DEL VALDARNO.

L'energia della Società Adamello viene così distribuita in Lombardia, nel Veneto, in Emilia e in Toscana.

I diagrammi A) e B) rappresentano lo Sviluppo delle vendite di energia espresse in K. W. h. ed in lire carta.
Ben diverso sarebbe l'andamento del diagramma delle vendite espresse in lire oro perchè i prezzi di vendita dell'energia non sono ancora adeguati al presente valore della moneta.

Naturalmente ad un così forte sviluppo della propria attività, fa riscontro il notevole incremento negli investimenti di denaro negli impianti.
Considerando anche gli impianti delle Società dell'Ozola e dell'Allione, finanziate dall 'Adamello, al 31 marzo 1927 l'ammontare complessivo degli immobilizzi raggiungeva la cifra cospicua di 390,6 milioni di lire.
Parallelamente agli investimenti è andato aumentando il capitale sociale, e il diagramma C) da l'andamento del capitale sociale, della Società Adamello, versato alla data di chiusura dei singoli esercizi.
Oltre che nella SOCIETA' IDROELETTRICA DELL'OZOLA di cui ha la quasi totalità delle azioni, e di cui esercisce gli impianti,
nella SOCIETA' IDROELETTRICA DELL'ALLIONE della quale possiede circa il 90% delle azioni e di cui pure esercisce gli impianti e
nella SOCIETA' BRIOSCHI PER IMPRESE ELETTRICHE della quale ha la maggioranza delle azioni, la Società Adamello ha importanti partecipazioni in parecchie altre Società elettriche quali:
la SOCIETA' FORZE IDRAULICHE DI TREZZO SULL'ADDA,
la SOCIETA' ELETTRICA BERGAMASCA,
la SOCIETA' IDROELETTRICA DEL BARBELLINO
la SOCIETA' GENERALE ELETTRICA TRIDENTINA,
la SOCIETA' ELETTRICA INTERREGIONALE CISALPINA,
il CONSORZIO CENTRALI TERMICHE, ecc.

Il Capitale Sociale dell'Adamello è attualmente diviso in n. 1.500.000 azioni da L. 200 ciascuna. Sono stati finora distribuiti i seguenti dividendi
L. 8,- per azione nel periodo di costruzione e nell'esercizio 1911-12;
L. 9,- per azione nell'esercizio 1912-13;
L. 10,- per azione negli esercizi ]913-J4 e 1914-15;
L. 12,- per azione nell'esercizio 1915-16;
L. 14,- per azione nell' esercizio 1916-17;
L. 16,- per azione nell'esercizio 1917-18 fino all'esercizio 1924-25;
L. 17,- Per azione nell'esercizio 1925-26.
Per l'esercizio 1926-27 verrà distribuito un dividendo di L .18,- per azione.

La Società Adamello ha emesso:
Nel 1910 e 1912, complessivamente n. 20.000 obbligazioni ipotecarie 4,1/2% del valore di L. 500,- cad. per coniplessive L. 10.000.000. Questo debito deve essere estinto entro il 1935, e sono ora in circolazione n. 11.110 obbligazioni per L. 5.555.000.

Nel 1924, n. 100.000 obbligazioni ipotecarie 6% del valore di L. 500,- cad. per complessive L. 50.000.000. Questo debito deve essere estinto entro il 1956, e sono ora in circoiazione n. 80.630 obbligazioni per L. 40.315.000.

Inoltre nel gennaio di quest'anno ha contratto un debito ipotecario di 6.000.000 di dollari, rimborsabili in 25 anni, al tasso del 7 %, con la International Power Securities Corporation di Delaware negli Stati Uniti d'America.

DESCRIZIONE DEGLI IMPIANTI

SOCIETÀ ADAMELLO

Sono riportati nello specchio seguente i valori degli impianti in lire, quali risultano dal bilancio al 31 marzo 1927

Derivazione Arno . . 22.754,-

" Poglia 17.793,-

" Adamé 7.505,-

" Salarno. 13.300,--

" Avio . . . . . . 54.225,-

" Baitone - Remulo . . . 12.688,5

" Alto Oglio 31.661,--

Centrale Termica di Piacenza 15.229.-

Condutture Elettriche 68.760,-

Stazioni di Trasformazione . . . . 18.112,-

Impianti in progetto 2.231,-

TOTALE . . . 264.348.5

SISTEMA POGLIA.

Le derivazioni Baitone - Remulo, Salarno, Adamè, Arno e Poglia, costituiscono un complesso organico di impianti, in serie fra di loro nell'ordine citato, e vengono utilizzate con tre salti successivi nelle Centrali di Campellio, Isola e Cedegolo. Le derivazioni si svolgono a tre differenti altezze corrispondentri ai tre salti successivamente utilizzati.

La derivazione BAITONE - REMULO ha inizio dal Lago Baitone che verrà trasformato in serbatoio Stagionale della capacità di 14 milioni di m.c. mediante una diga a gravità, la cui costruzione è appena incominciata che avrà la sua sommità a quota 2278 s.l.m.
Le acque del lago sono deviate, mediante un canale per la massima parte in galleria, della lunghezza di m. 2205 e di m. 2 per 2 di sezione, nell'alta valle del T. Remulo.
Questo a sua volta è deviato con uno sbarramento a quota 2170, dal quale parte una galleria di m. 1960 di lunghezza e di m. 2 per 2 di sezione mediante la quale le acque riunite del L. Baitone e del T. Remulo passano nella valle del T. SALARNO e vengono raccolte nel lago omonimo trasformato in serbatoio stagionale della capacità di 14.000.000 di m.c. mediante la costruzione di una diga in muratura del tipo a gravità di m. 270 di lunghezza e dell'altezza di m. 30.

Dal lago Salarno le acque passano, attraverso una galleria lunga m. 2996 e di m 2 per 2 di sezione, nella valle del T. ADAME', sbarrato a sua volta con una diga in muratura del tipo a gravità di m. 40 di lunghezza e dell'altezza di m. 6.50.
Mediante questo sbarramento le acque riunite del Lago Baitone e dei torrenti Remulo, Salarno e Adamè, regolate dai laghi Baitone e Salarno vengono convogliate in una quarta galleria della lunghezza dim. 5970 e di m. 2 per 2 di sezione, e quindi raccolte nella vasca di carico della Centrale di Campellio, avente una capacità di invaso di m.c. 1200.

Da questa vasca di carico partono due condotte forzate in lamiera, della lunghezza di m. 325 ciascuna aventi il diametro interno variabile da m. 1,45 a in. 0,80 che vanno ad alimentare mediante apposito tubo collettore di m. 0,80 di diametro, le turbine idrauliche della Centrale di Campellio.
Il salto utilizzato in questo impianto è di m. 153.

La CENTRALE DI CAMPELLIO consta di un fabbricato di struttura speciale addossato alla montagna e precipuamente costituito dalla sala macchine di m. 44 per 8 per 8, entro la quale sono installati i gruppi generatori, i trasfornìatori ed i quadri di comando.

Dei gruppi generatori due, ad asse orizzontale, sono costituiti ciascuno da una turbina di tipo Francis da 2200 K. W. a 840 giri, accoppiata con due alternatori della potenza complessiva di 3000 K. V. A. a 42 periodi e 4300 volt, con eccitatrice coassiale.
Il terzo ad asse verticale è costituito da una turbina di tipo Pelton a 4 ugelli da 3600 K. W. a 315 giri, accoppiata con un alternatore da 4800 K. V. A. a 42 periodi e 4300 volt, pure con eccitatrice coassiale.
Dei trasformatori elevatori, tutti di tipo trifase in olio, due hanno la potenza di 3000 K.V. A. ciascuno, ed uno quella di 4800 K. V. A.
Tutti e tre elevano la tensione da 4300 a 13000 volt.

L'acqua di scarico della Centrale di Campellio viene direttamente immessa nel lago d'Arno.

Il lago d'ARNO trasformato in serbatoio stagionale della capacità di metri cubi 35 milioni mediante la costruzione di una diga in muratura del tipo a gravità della lunghezza di metri 164 e di metri 27,50 d'altezza, viene così a costituire il bacino collettore delle acque utilizzate con le derivazioni superiori ed in pari tempo il bacino di carico della derivazione media (Centrale di Isola).

Da esso parte una galleria sotto pressione della lunghezza di metri 1450 avente una sezione di metri 2 per 2, di cui metri 800 rivestiti con tubi di lamiera di m. 1,70 di diametro, che fa capo ad un pozzo piezometrico da cui partono le condotte forzate della Centrale di Isola.

Queste condotte forzate sono costituite da 4 tubazioni in lamiera di cui due della lunghezza di m. 1502 ciascuna e due della lunghezza di metri 1470 ciascuna.
Tre di esse hanno un diametro interno variabile da m. 0.786 a m. 0.556 ed una da m. 0.800 a m. 0.560.
Le quattro suddette tubazioni fanno capo ad appositi tubi collettori, mediante i quali vengono alimentate le turbine idrauliche della Centrale di Isola.

Il salto massimo utilizzato in questa Centrale è di m. 931 .10. La CENTRALE DI ISOLA si compone di un fabbricato principale costituito dalla sala macchine di nìetri 65 x 15 x 11,50 e da un corpo di fabbricato contiguo alla sala macchine di metri 15 di larghezza per metri 43 di lunghezza nel quale trovano posto i trasformatori elevatori, l'apparecchiatura a 12.000 volt ed a 72.000 volt, nonchè i quadri di comando. In altro piccolo fabbricato separato sono installate le apparecchiature inerenti alle linee a 12.000 volt provetmienti dalla Centrale di Campellio ed a quelle pure a 12.000 volt partenti per la Centrale di Cedegolo e per i cantieri dei lavori.

Nella sala macchine sono installati n. 8 gruppi generatori ad asse orizzontale, di cui : 5 sono costituiti da una turbina Pe1ton da 4400 K.W. a 420 giri, accoppiata ad alternatore della potenza di 6000 K. V. A. a .42 periodi e 12.000 volt; 2 sono costituiti da una turbiiìa Pelton da 6600 K. W. pure a 420 giri, accoppiata ad un alternatore della potenza di 9000 K. V. A. pure a 42 periodi e 12.000 volt; ed infine 1 è costituito da una turbina Pelton da 13.200 K. W. a 504 giri, accoppiata ad un alternatore della potenza di 18.000 K. V. A. pure a 42 periodi e 12.000 volt.

Per la eccitazione degli alternatori sopra elencati sono installati 3 gruppi da 350 K. W. di cui 1 azionato da una turbina Pelton da 500 HP. a 630 giri; e 2 invece da motori elettrici da 500 HP. 42 periodi, 220 volt.

I trasformatori elevatori, in numero di 15, sono tutti del tipo monofase in olio della potenza di 2700 K. V. A. ciascuno con rapporto di trasformazione da 12.000 a 72.000 volt.

L'acqua di scarico della Centrale di Isola viene raccolta e convogliata, unitamente a quella derivata dalle prese inferiori sui torrenti Salarno, Adamè e Arno (che confluendo poco a valle della Centrale di Isola formano il torrente POGLIA) ai bacini di carico della Centrale di Cedegolo, ed in questa nuovamente utilizzata.

La prima delle derivazioni inferiori è quella fatta dal torrente Salarno alla quota 884 circa con una diga in muratura del tipo a gravità della lunghezza di m. 8,50 per un'altezza di in. 2,50. Mediante essa vengono raccolte le acque del bacino inferiore del torrente Salarno e deviate entro apposito canale della lunghezza complessiva di metri 1428, avente una sezione di m. 1,50 x 2,- parte in galleria e parte a mezza costa.

Attraverso questo canale le acque del torrente Salarno passano nella valle del Torrente Adamè, anch'esso sbarrato con una diga in muratura del tipo a gravità della lunghezza di m. 14,40 e di m. 2,50 di altezza, e proseguono quindi, unitamente a quelle del torrente Adamè, con un canale a mezza costa avente una sezione di m. 1,80 x 2,- ed una lunghezza complessiva di metri 180, fino allo scarico della Centrale di Isola.

Immediatamente a valle di questo vengono immesse nel canale principale le acque del bacino inferiore del torrente Arno (naturale emissano del lago d'Arno) raccolte con una diga in muratura del tipo a gravità di metri 9,50 di lunghezza per metri 2,- di altezza, e convogliate con un breve canale secondario dim. 32 di lunghezza e di metri 1,--x 1,- di sezione.

Le acque così riunite delle derivazioni inferiori dei torrenti Salarno, Adamè, e Arno, unitamente a quelle di restituzione della Centrale di Isola proseguono quindi in un unico canale della lunghezza di m. 4530, di cui m. 3012 in galleria e m. 1518 a mezza costa, avente una sezione di metri 1,90 per 2,-, e vengono raccolte in un primo bacino di carico della Centrale di Cedegolo.

A questo primo bacino di carico, avente una capacità di m.c. 26.000, allo scopo di aumentare l'invaso, ne è stato successivamente aggiunto un secondo collegato al primo mediante una galleria di m. 350 di lunghezza con una sezione di m. 2,- x 2,-. La capacità complessiva dei due bacini è stata così portata a m.c. 55.000.

Dal primo di questi bacini partono le condotte forzate della Centrale di Cedegolo. Queste sono costituite da tre tubazioni in lamiera aventi una lunghezza di metri 1050 ciascuna ed un diametro interno variabile da m. 1,030 a in. 0,825.

Dette tubazioni mediante appositi tubi collettoni alimentano le turbine idrauliche della Centrale di Cedegolo.
Il salto utilizzato in questa Centrale è di metri 473.70.

Il fabbricato della CENTRALE DI CEDEGOLO conmprende una sala macchine di m. 64 x 15 x 12 ed un vasto corpo di fabbricato ad essa contiguo di pari lunghezza, avente una larghezza di circa m. 30 ed un'altezza massima di m. 22,50. In esso sono installati i trasformatori elevatori da 12.000 volt a 72.000 volt, il quadro a 12.000 volt e quello a 72.000 volt, nonchè i quadri di misura e di manovra e l'officina meccanica.

Nella sala macchine sono installati n. 7 gruppi generatori ad asse orizzontale, di cui: 5 sono costituiti da una turbina Pelton da 3500 K. W. a 420 giri, accoppiata ad un alternatore della potenza di 4700 K. V. A. a 42 periodi e 12.000 volt; e 2 sono costituiti da una turbina Pelton da 6000 KW. pure a 420 giri, accoppiata ad un alternatore della potenza di 8000 K. V. A. pure a 42 periodi e 12.000 volt.

Per la eccitazione dei suddetti alternatoni sono installati 3 gruppi da 350 K. W. di cui uno azionato da una turbina Pehon da 500 HP a 630 giri, e 2 invece da motori elettrici da 500 HP, 42 periodi, 220 volt.

I trasformatori elevatori da 12.000 volt a 72.000 volt, installati all'interno del fabbricato, in numero di 12, sommo tutti del tipo monofase in olio, 6 di essi della potenza di 2700 K.V.A. ciascuno, e 6 della potenza di 3000 K.V.A. ciascuno.

L'acqua di scarico della Centrale di Cedegolo, dopo avere così alimentato i diversi impianti del sistema Poglia, viene direttamente restituita al F. Oglio.

Contigua al fabbricato della Centrale di Cedegolo, ed innmediatamente a valle di essa, è costruita una sottostazione all'aperto, di trasformazione da 72.000 volt a 125.000 volt, che serve a connettere il vecchio sistema di trasporto a 72.000 volt alle nuove linee a 125.000 volt, provenienti dalle Centrali di Temù e di Sonico. In questa sottostazione all'aperto sono installati n. 2 trasformatori da 10.000 K.V.A. ciascuno con la relativa apparecchiatura a 72.000 volt ed a 125.000 volt.

Il costo di questa sottostazione di trasformazione all'aperto non figura nella derivazione Poglia, ma invece fra le stazioni di trasformazione.

DERIVAZIONE AVIO.

La derivazione Avio ha luogo in corrispondenza del laghetto d'Avio, inmmediatamente a valle del lago omonimo. Il laghetto d'Avio è stato trasformato in bacino di carico della Centrale di Temù, della capacità di 400.000 mc., con la costruzione di una diga in muratura del tipo a gravità di m. 82 di lunghezza per metri 8,25 di altezza. Il lago d'Avio invece è stato trasformato in un serbatoio stagionale della capacità di 18 milioni di metri cubi, con la costruzione, per altro non ancora ultimata, di una diga in muratura del tipo a gravità di m. 300 di lunghezza e di m. 30 di altezza. I due serbatoi sono resi comunicanti attraverso appositi organi di regolazione mediante una galleria della lunghezza di m. 140. Dal laghetto d'Avio parte una galleria sotto pressione della lunghezza complessiva di m. 3486 di cui m. 1462 in roccia nuda con sezione di in. 2 x 2, e m. 1844 rivestiti in calcestruzzo e con tubi di lamiera di ferro, del diametro interno di m. 1,80. Questa galleria fa capo ad un pozzo piezometrico da cui partono le condotte forzate della Centrale di Temù. Queste sono costituite da 2 tubazioni in lamiera della lunghezza di m. 1796 di cui una col diametro interno variabile da m. 1,10 a m. 0.78, e l'altra da m. 1,25 a m. 0,80. Le due tubazioni fanno capo ad un tubo collettore mediante il quale vengono alimentate le turbine idrauliche. Il salto massimo utilizzato in questa Centrale è di m. 771,80.

La CENTRALE DI TEMU' si compone di un fabbricato costituito dalla sala macchine di metri 45,80 x 16,60 x 11,90, adiacente ad un corpo di fabbricato avente una lunghezza di m. 65,75 una lunghezza massima di m. 25,-- ed un'altezza massima di m. 14,-, nel quale sono installati i trasformatori elevatori, il quadro a 70000 volt ed a 125.000 ed i quadri di manovra e di misura.

Nella sala macchine sono installati n. 5 generatori ad asse orizzontale, di cui 3 sono costituiti: da una turbiììa Pelton da 7400 K.W. a 504 giri, accoppiata ad un alternatore della potenza di 10.000 K.V.A. a 42 periodi e 7000 volt, e 2 sono costituiti da una tuìrhina Pelton da 10.000 K.W. a 420 oppure a 500 giri, accoppiata ad un alternatore della potenza di 13.500 K. V. A. a 42 oppure a 50 periodi e 7000 volt. Tutti gli alternatori sono muniti di eccitatnici coassiali.

I trasformatori elevatori in numero di 5, sono tutti del tipo trifase in olio, 3 della potenza di 9600 K.V.A. ciascuno, e 2 della potenza di 13.000 K.V.A. ciascuno, Con rapporto di trasforniìazioume da 6500 a 125.000 volt.

DERIVAZIONE ALTO OGLIO.

La derivazione Alto Oglio, attualmente in avanzata costruzione, viene a trovarsi in serie con la derivazione Avio, e come questa viene a godere della regolazione data dal serbatoio del lago d'Avio (18.000.000 di mc.). Essa ha inizio con uno sbarramento del F. Oglio immediatamente a valle della Centrale di Temù. Il canale di derivazione, della lunghezza complessiva di km. 14 circa si svolge interamente in sponda sinistra, parte all'aperto e parte in galleria, con sezioni differenti a seconda della natura dei terreni attraversati, previsto per una portata di 16.000 litri al 1".

All'imbocco del canale si ha un bacino di regolazione di circa 85.000 mc. di capacità: il canale di derivazione attraversa con un ponte canale la Val Paghera, ed in corrispondenza dello sbocco della Vai Grande nel F. Oglio riceve, mediante un sifone metallico che attraversa la vallate del fiume, le acque della Val Grande raccolte poco a monte dell'abitato di Vezza d'Oglio. Il canale principale di derivazione sbocca in un bacino di circa 20.000 mc. di capacità che funziona da vasca di carico della Centrale di Sonico.

Da esso partono n. 2 tubazioni della lunghezza di metri 853 ciascuna, aventi un diametro variabile da m. 1,650 a un. 1,296, che mediante appositi tubi collettori alimentano le turbine della Centrale. Il salto utilizzato in questo impianto è di m. 439,50.

Nella sala macchine vengomìo installati n. 5 gruppi identici costituiti ciascuno da una turbina Pelton, a 420 oppure 500 giri, da 12.000 K.W., e da un alternatore a 42 oppure a 50 periodi da 16.000 K.V.A. con eccitatrice coassiale.

I trasformatori elevatori in n. di 5, della potenza di 16.000 K.V. A. ciascuno, con rapporto di trasformazione da 7000 a 130.000 volt, vengono installati all' aperto unitamente all' apparecchiatura relativa a 130.000 volt.

Le acque di restituzione della Centrale vengono ritornate nel F. Oglio.



centrale idroelettrica


centrale idroelettrica


centrale idroelettrica



CENTRALE TERMOELETTRICA DI PIACENZA.

La Centrale termoelettrica di Piacenza, attualmente in costruzione, sorge in riva al Po, immediatamente a valle del ponte della ferrovia Milano-Piacenza.

La potenza del macchinario installato per ora è di 20.000 K.W. ottenuti con due unità da 10.000 K.W. ciascuna; ma l'impianto è previsto per l'installazione di macchinario per una potenza di 40.000 K.W. I due turbo-alternatori sono stati previsti per le seguenti caratteristiche:
- pressione del vapore alla valvola di ammissione di 32 atmosfere con una temperatura di 400° C.
- 2520 giri al primo; frequenza di 42 periodi ; tensione di 6000 a 6600 volt; K.V.A. 16.700.

Il relativo impianto di produzione del vapore comprende:
- 4 caldaie Babcok & Wilcox di tipo marino con una superficie di riscaldamento di 800 mq. ciascuna e con un surriscaldatore di 400 mq. di superfìcie per produzione di vapore surriscaldato a 35 atmosfere e 420 C°;
- 4 caldaie Yarrow con una superficie di riscaldamento di 700 mq. ciascuna, per produzione di vapore saturo a 14 atmosfere;
- e 4 batterie di economizzatori con una superficie di 520 mq. ciascuna.

Il funzionamento delle caldaie è per ora previsto con nafta; ma vi è pure la possibilità di modificare l'impianto per l'impiego di carbone in pezzatura comune oppure in polvere.

I due trasformatori che vengono installati in un primo temnpo, sono del tipo trifase in olio, hanno una potenza di 16700 K.V.A. ciascuno, con un rapporto di trasformazione da 6500 a 68.250 volt e sono previsti per montaggio all' aperto.



CONDUTTURE ELETTRICHE.

Tolti alcuni brevi tratti di linee elettriche a 12.000 volt colleganti la Centrale di Campellio a quella di Isola, e questa a quella di Cedegolo, tutte le linee di trasporto di energia della Società Adamello sono a 125.000 oppure a 70.000 volt.

Linea a 125.000 volt: TEMU - SONICO - CEDEGOLO - GORLAGO - S. POLO D'ENZA, a semplice palificazione, con una terna di conduttori di rame: Km. 222,910.

Linea a 125.000 volt, in montaggio: TEMU' - SONICO - CEDEGOLO - GORLAGO - S. POLO D'ENZA - LIGONCHIO, a - semplice palificazione con due terne di conduttori di rame nel tronco Cedegolo-Gorlago, ed una sola terna in tutti gli altri tronchi: Km. 260,-.

Linea a 70.000 volt: ISOLA - CEDEGOLO, a doppia palificazione con una terna di conduttori di rame ciascuna: Km. 5,200.

Linea a 70.000 volt: PAISCO - FORNO - D'ALLLONE - CEDEGOLO, a semplice palificazione, con una terna di conduttori di rame: Km. 8,-. Linea a 70.000 volt: CEDEGOLO - GORLAGO - CISERANO - COLOGNO MONZESE, a doppia palificazione, con quattro terne di conduttori di rame nel tratto Cedegolo-Gorlago-Ciserano, e tre terne di conduttori nel tronco Ciserano-Cologno: Km. 112,820. Linea a 70.000 volt: GORLAGO - SERIATE, a semplice palificazione, con due terne di conduttori di rame: Km. 7,670.

Linea a 70.000 volt: CISERANO - DALMINE, a semplice palificazione, con due terne di conduttori di rame: Km. 7,940.

Linea a 70.000 volt, congiungente la sottostazione di SERIATE a quella di DALMINE, attraverso la Centrale di Bergamo (S. Lucia) della Società elettrica Bergamasca: Km. 12,-.

Linea a 70.000 volt: COLOGNO - MONZA, a semplice palificazione con due terne di conduttori di rame: Km. 6,060.

Linea a 70.000 volt: COLOGNO - SESTO S. GIOVANNI, a semplice palificazione con due terne di conduttori di rame: Km. 3.300.

Linea a 70.000 volt: CISERANO - PANDINO - LODI - PIACENZA, a semplice palificazione con due terne di conduttori di rame fino a Lodi ed una da Lodi a Piacenza: Km. 66.840.

Linea a 70.000 volt: PIACENZA - BORGO S. DONNINO S. POLO D'ENZA - BOLOGNA, a semplice palificazìone, con una terna di conduttori di rame: Km. 152.270.

Linea a 70.000 volt: S. POLO D'ENZA - PREDARE, a semplice palificazione, con due terne di conduttori di rame: Km. 37,180.

Linea a 70.000 volt: PREDARE - LIGONCHIO - GALLICANO, a semplice palificazione, con due terne di conduttori di rame: Km. 34,525.

Linea a 70.000 volt: PREDARE - LIGONCHIO - AULLA, a semplice palificazione, con una terna di conduttori di rame: Km. 36,-.

Completano le condutture le CABINE di sezionamento e di smistamento di: BRENO, con la quale si alimentano gli stabilimenti Tassara; COSTA VOLPINO; CISERANO, da cui partono, oltre alle linee citate, gli allacciamenti con la Società Trezzo, con le Acciaierie e Ferriere Lombarde, e con l'Azienda Elettrica Municipale; GORGONZOLA; COLOGNO MONZESE; PANDINO che alimenta ancora la Società Trezzo; LODI, PIACENZA e BORGO S. DONNINO che alimentano la rete della Società Brioschi. Parallelamente alle linee di trasporto di energia corrono le LINEE TELEFONICHE di proprietà della Società, indispensabile corredo degli impianti.

STAZIONI DI TRASFORMAZIONE.

Oltre alla Stazione di trasformazione di CEDEGOLO, citata unitamente alla centrale omonima, la Società Adamello possiede le seguenti altre sottostazioni:

SOTTOSTAZIONE DI GORLAGO, attraverso la quale possono venire smistate le linee a 125.000 ed a 70.000 volt che fanno capo ad essa.

SOTTOSTAZIONE DI SERIATE, nella quale sono installati n. 3 trasformatori tnifasi in olio con raffreddamento a circolazione d'acqua e con rapporto di trasfornmazione da 60.000 a 20.000 volt, di cui due aventi una potenza di 1500 K.V.A. ed uno di 2500 K.V.A., che servono per la fornitura di energia alla Società elettrica Bergamasca.




sottostazione di Dalmine


sottostazione di Dalmine


sottostazione di Dalmine



SOTTOSTAZIONE DI CONVERSIONE DI DALMINE.

Essa serve oltrechè per la trasformazione di energia a 42 periodi da fornirsi alla Società degli stabilimenti di Dalmine, anche per la conversione di energia dalla frequenza di 42 periodi a quella di 50 periodi, o viceversa, per permettere scambi di energia con gli impianti della Società Lombarda, e fornitura di energia a 50 periodi alla Società degli Stabilimenti di Dalmine.

Essa consta di un fabbricato costituito di due corpi distinti: uno a 3 piani di m. 17,05 x 9,70 x 114.- nel quale sono installati i trasformatori e la relativa apparecchiatura a 70.000 ed a 7000 volt, nonchè i quadri di misura e di comando; - ed una sala macchine di metri 20,1.5 x 10,60 x 11,20 nella quale sono installati i gruppi di conversione di frequenza.

Questi, in numero di due, della potenza di 1375 K.V.A., sono gruppi speciali costituiti ciascuno di due distinti gruppi rotanti ad esse orizzontale. Il gruppo principale è costituito da un convertìtore asincrono della potenza di 1375 K.V.A. accoppiato ad una macchina a corrente continua della potenza di 200 K.W. Il gruppo ausiliario è costituito da una macchina a corrente continua da 200 K.W., da un motore asincrono da 370 HP e da una eccitatrice coassiale capace di fornire l'eccitazione occorrente alle due macchine a corrente continua. Completa ciascun gruppo un regolatore di tensione ed un trasfornmatore da 1400 K.V.A. con rapporto 770/6500 volt.

I trasformatori abbassatori, in numero di 5 del tipo trifase in olio hanno un rapporto di trasformazione da 60.000 a 6500 volt. Di essi: n. 4 hanno una potenza di 2800 K.V.A. ed uno di 5600 K.V.A.


sottostazione di Dalmine


sottostazione di Dalmine


sottostazione di Dalmine



SOTTOSTAZIONE DI MONZA, per la fornitura di energia alla Società Edison. Essa è costituita da n. 4 trasformatori, abbassatori da 59.000 volt a 3800 volt, della potenza di 1750 K.V.A. ciascuno, e da n. 3 trasformatori abbassatori da 59.000 volt a 22.000 volt di cui uno della potenza di 2250 K.V.A., uno di 4000 K.V.A., ed uno di 6000 K.V.A.

SOTTOSTAZIONE DI S. POLO D'ENZA. Essa comprende: Un corpo di fabbricato a 2 piani di m. 21 x 9,70 x 14,60. adibito a sottostazione di smistamento delle linee a 70.000 volt, con contiguo fabbricato a 3 piani di m. 10,40 x 9.10 x 11,-- adibito a posto telefonico, locale quadri di misura e di manovra, ed abitazione del personale; una sottostazione all'aperto nella quale sono installati trasformatori abbassatori da 117.000 a 67.000 volt con l'apparecchiatura relativa; un corpo di fabbricato di m. 21,80 X 14,10 x 15,-- adibito ad officina meccanica per lo smontaggio, e la riparazioume dei trasformatori; un corpo di fabbricato di m. 17,50 x 6,--. x 5,-, adibito a magazzino.

I trasformatori in numero di tre, della potenza di 10.000 K.V.A. ciascuno, sono del tipo trifase in olio, con raffreddamento a circolazione d'acqua e per montaggio all'esterno. La sottostazione all'aperto è completata da n. 5 interruttori a 125.000 volt e da n. 5 interruttori a 70.000 volt, tutti del tipo in olio per esterno e dalla relativa apparecchiatura, sbarre e connessioni, sostenute da apposite intelaiature a traliccio in ferro.

Nella sottostazione di smistamento delle linee a 70.000 volt sono installati n. 6 interruttori tnifasi in olio con la relativa apparecchiatura, sbarre e connessioni.

Oltre alle linee citate, a 125.000 volt ed a 70.000 volt di proprietà Adamello, fa capo alla Sottostazione di S. Polo una linea a 125.000 volt proveniente da Merano di proprietà della Società Generale Elettrica Tridentina

SOCIETÀ OZOLA
Capitale Sociale L.30.000.000

Le centrali di PREDARE e di L1GONCHIO (vecchia) utilizzano rispettivanieumte le acque della seconda derivazione del T. Ozola e quelle della derivazione del T. Rossendola.

La presa della seconda derivazione Ozola è costituita da una traversa provvisoria nel letto del fiume a quota 931,50 circa sul livello del mare, Il canale derivatore di m. 1,40 x 2,- di sezione si svolge in galleria per metri 1535 circa, quindi all'aperto per metri 565 circa. Il canale derivatore nella sua parte all'aperto, passa sul fronte della Centrale di Ligonchio e contorna su due lati il bacino omonimo nel quale le acque dell'Ozola possono essere immesse sia in corrispondenza della Centrale di Ligonchio, unitanmente a quelle di restituzione di questa Centrale, sia al termine del canale all'aperto in corrispondenza di apposita torre.

Il bacino di Ligonchio della Capacità di metri cubi 180.000 ha funzioni di serbatoio gìornaliero e serve da bacino di carico della Centrale di Predare. Da esso parte un canale sotto pressione di forma tubolare, costruito in cemento armato, di m. 2.20 di diametro interno e avente una lunghezza di m. 805, che termina ad un pozzo piezometrico dal quale parte la condotta forzata che alimenta la Centrale di Predare. Essa è costituita da un tubo in lamiera, della lunghezza complessiva complessiva di m. 450 con un diametro interno variabile da m. 1.70 a m. 1.40. Non si ha collettore vero e proprio e le derivazioni alle turbine idrauliche sono fatte in corrispondenza dell'ultima livelletta orizzontale della tubazione.

Il salto utilizzato nella Centrale di Predare è di m. 242.

Scopo della Centrale di Predare è oltrechè la produzione di energia idroelettnica anche la conversiotme di frequenza da 42 a 50 periodi o viceversa e quindi la potenza installata di macchinario elettrico è notevolmente superiore alla potenza installata delle turbine. Nella sala macchine sono montati n. 5 gruppi ad asse orizzommtale di cui n. 2 gruppi uguali costituiti ciascuno da una turbina pelton, a 2 ruote e 4 ugelli, da 6000 HP, a 500 giri, da un alternalorc da 6000 KVA, a 50 periodi e 7000 volt e da un alternatore pure da 6000 KVA, a 50 periodi e 7000 volt con eccitatrice coassiale per l'eccitazione dei due alternatori; un gruppo costituito da una turbiìna Pelton a 3 ruote e 6 ugelli, da 9000 HP a 500 giri, da un alternatore da 10.000 KVA a 16,7 periodi e 7000 volt, e da un alternatorc da 9000 KVA a 50 periodi e 7000 volt, con eccitatrice coassiale; un gruppo costituito da una turbina Pelton a 3 ruote e 6 ugelli, da 9000 HP a 500 giri, da un alternatore da 9000 KVA, a 42 periodi e 7000 volt e da un alternatore pure da 9000 KVA a 50 periodi e 7000 volt con eccitatrice coassiale per l'eccitazione dei due alternatori; un gruppo come il precedente, ma adibito soltanto a conversione di frequenza e quindi senza turbina.

In un locale contiguo alla sala macchine sono pure installati 2 gruppi di eccitazione di riserva costituiti ciascuno da un motore trifase a 6 poli da 360 HP e 7000 volt, e da una dinamo da 240 KW a 125 volt.

I trasformatori in numero di 10 sono tutti del tipo trifase in olio con raffreddamento a circolazione d'acqua. I trasformatori a 42 periodi sono abbassatori con rapporto di trasformazione da 58.000 a 6000 volt e di essi ve ne sono 2 da 6000 KVA e 2 da 9000 KVA. I trasformatori a 50 periodi sono elevatori con rapporto di trasformazione da 6000 a 64.000 volt e di essi ve ne sono 2 da 6000 KVA e 3 da 9000 KVA.
Il trasformatore a 16,7 periodi, installato in fabbricato separato, è elevatore con rapporto di trasformazione da 6000 a 61.000 volt e della potenza di 10.000 KVA.
Alla Centrale di Predare fanno capo due cavi trifasi a 7000 volt e 50 periodi che vi convogliano energia prodotta nella Centrale di Ligonchio, la quale viene così a funzionare come se fosse un generatore della Centrale di Predare.
Le opere di derivazione dai Rii Rossendola e Re, utilizzati nella Centrale di Ligonchio, conmprendono:
Uno sbarramento del Rio Rossendola eseguito con una traversa sommergibile avente la cresta a quota 1129,50 sul livello del mare; un edificio di presa e un primo tronco di canale a pelo libero per la portata di metri cubi 1,2 parte a mezza costa e parte in galleria, della lunghezza di circa metri 810; uno sbarramento del Rio Re eseguito esso pure con una traversa sommergibile avente la cresta a quota 1133,30 s.l.m.; un edificio di presa ed un tubo di allacciamento in pressione, costruito in cemento avente un diametro interno di m. 0,70 ed una lunghezza complessiva di metri 206. Dopo la riunione delle acque dei Rii Rossendola e Re viene subito attraversata la vallata del Rio Re stesso con un sifone in tubi di lamiera del diametro interno di m . 0.90 ed avente una lunghezza complessiva di metri 152. Dal pozzetto di scarico del sifone incomincia il canale ad acque riunite previsto per una portata di metri cubi 1,8, che si sviluppa parte in galleria e parte a mezza costa per una lunghezza complessiva di 1458 metri. Questo canale fa capo ad una vasca di carico della Centrale di Ligonchio della capacità di 10.000 mc. dal quale parte un canale sotto pressione di forma tubolare, costruito in cemento, di m. 0,90 di diametro interno e avente una lunghezza di metri 245, che termina ad un pozzo piezometrico dal quale parte la condotta forzata che alimenta la Centrale di Ligonchio.

Essa e costituita da un tubo in lamiera della lunghezza complessiva di metri 355 con un dianìetro interno variabile da metri 0.925 a metri 0.750, che va ad alimentare le due turbine esistenti nella Centrale di Ligonchio.

Questa è costruita in un unico corpo di fabbricato con la casa di abitazione dei personale, sulla sponda meridionale del bacino di Ligonchio (bacino di carico della Centrale di Predare). Una sala nmacchine di m. 12 x 10 e due locali contigui di metri 5,75 x 2,95 ciascuno, destinati ai quadri ed all'apparecchiatura costituiscono gli unici locali utilizzati per la Centrale propriameiite detta. Nella sala macchine sono installati due gruppi ad asse orizzontale; il primo costituito da una turbina Francis da 3000 HP a 1000 giri e da un alternatore da 3000 KVA. a 7000 volt e 50 periodi con eccitatnice coassiale; il secondo costituito da una turbina Pelton da 500 HP a 750 giri e da un alternatore da 500 KVA pure a 7000 volt e 50 periodi. Non esistono trasformnatori elevatori. L'acqua di restituzione della Centrale di Ligonchio va direttamente nel bacino di Ligonchio (bacino di carico della Centrale di Predare).

Il nuovo impianto di LIGONCHIO, utilizzante le acque della prima derivazione Ozola comprende: Un serbatoio di testa di circa 50.000 mc., con cresta diga a quota 1225,10; un -canale denivatore a pelo libero, per la massima parte in galleria della lunghezza di circa 3,3 Km., previsto per una portata di 3500 litri; un allacciamento del Rio Lavachiello con immissione delle acque nel bacino di testa; un allacciamento del Rio Rimale in corrispondenza dell'attraversamento di questo torrente con il canale principale; una vasca di carico di circa 7.000 mc. al termine del canale a pelo libero; una condotta forzata parallela a quella della derivazione Rossendola, avente una lunghezza complessiva di m. 671 circa ed un diametro variabile da m. 1,300 a m. 1,050: e la nuova centrale di Ligonchio che si sviluppa a tergo della primitiva centrale, essendo con questa comunicante. La nuova centrale di Ligonchio, ha il piano pavimento a quota 931,80, ed in essa sono installati: Un primo gruppo rotante a 500 giri costituito da una turbina Pelton da 7500 KW., un giunto elettromagnetico, un motore asincrono da 7000 KW. a 42 oppure a 50 periodi, un secondo giunto elettromagnetico, un alternatore da 10.000 K. V. A. a 16,7 periodi, un terzo giunto elettromagnetico, una seconda turbina Pelton da 7500 KW.

Un secondo gruppo rotante costituito da un motore asincrono direttamente accoppiato ad un alternatore, aventi le medesime caratteristiche di quelli del primo gruppo.

- La centrale è prevista per l'installazione di un terzo gruppo identico al secondo.
Per ogni alternatore a 16,7 periodi è installato un trasformatore elevatore da 7000 a 70.000 volt di pari potenza.
Completano l'impianto una prima sottostazione di trasforinazione all'aperto, prevista per tre trasformatori abbassatori da 70.000 a 7.000 volt da 10.000 K. V. A. a 42 periodi, per l'alimentazione dei motori asincroni; ed una seconda sottostazione di trasformazione pure all'aperto, prevista per quattro trasformatori a tre avvolginìenti a 125.000, 70.000 e 7.000 volt., pure da 10.000 K. V. A. ciascuno a 50 periodi, la quale oltrechè per l'alimentazione dei motori asincroni serve per collegare direttamente gli impianti a 50 periodi dell'Ozola, da un lato alle Centrali di Temù e di Sonico, e d'altro lato alla rete di distribuzione della Società elettrica del Valdarno mediante una linea di 125.000 volt Ligonchio-Firenze di proprietà di questa Società.

La Società dell'Ozola ha pure un piccolo IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE diretta, nei comuni di Ligonchio, Villa Minozzo, Collagna, Busana Castelnovo ne' Monti, Carpineti, Casina e Vetto in provincia di Reggio Emilia. Al 31 dicembre 1926 le caratteristiche principali di questo impianto erano le seguenti: Km. 74 di linee primarie a 7.000 volt; n. 41 cabine di distribuzione; n. 1520 utenti luce; n. 57 utenti forza motrice..


sottostazione di Dalmine


sottostazione di Dalmine


sottostazione di Dalmine



SOCIETA' ALLIONE
Capitale Sociale L. 10.000.000

I due impianti di questa Società, utilizzano in due salti successivi le acque del torrente Allione: La presa principale dell'IMPIANTO SUPERIORE ha luogo a quota 1386 circa s. l. m.. ed il canale derivatore si svolge in sponda sinistra parte all'aperto e parte in galleria con una lunghezza complessiva di metri 5817 ed una sezione di m. 1 per 1,50 per i primi 660 metri e di m. 1,20 per 1,50 per i rimanenti 5157 metri. E' pure allacciato il torrente Vivione con un canale a mezza costa di m. 0,60 per 0,60 di sezione della lunghezza di m. 527, che ne porta le acque alla presa principale. Il canale derivatore sbocca ad una vasca di carico della capacità di mc. 8400, dalla quale parte la condotta forzata, della lunghezza di m. 1239, avente un diametro variabile da m. 0,800 a m. 0,485; che alimenta la Centrale di Paisco.

Il salto utilizzato in questa derivazione è di m. 578,35.
Nella Centrale di PAISCO sommo installati due gruppi di cui uno costituito da una turbina Pelton da 2700 K.W. a 504 giri accoppiata ad un alternatore da 3600 K. V. A. a 42 periodi con eccitatrice e l'altro costituito da una turbina da 5300 K. W. a 504 giri accoppiata ad un alternatore da 7000 K. V. A. pure a 42 periodi con eccitatrice coassiale. L'energia così prodotta ad una tensione di 12.000 volt viene portata alla tensione di linea mediante un trasformatore elevatore da 8000 K. V. A. con rapporto di trasformazione 12.000-72.000 volt.

Lo scarico della Centrale di Paisco avviene nel T. Allione immediatamente a monte della presa dell'IMPIANTO INFERIORE. Questa ha luogo a quota 799 s. 1. m., ed il canale derivatore, della lunghezza dim. 2880, si svolge in sponda destra quasi totalmente in galleria con una sezione di metri 1,60 per 2,05.

Dal canale le acque passano in una vasca di carico della capacità di mc. 6000 dalla quale parte la condotta forzata della lunghezza di m. 921, avente un diametro variabile da m. 1 a m. 0,850, che alimenta la Centrale di Forno d'Allione.

Il salto utilizzato in questa derivazione è di m. 331,75.
Nella Centrale dai FORNO D'.ALLlONE sono installati tre gruppi di cui uno costituito da una turbina pelton da 1450 K.W. a 630 giri accoppiata ad un alternatore da 1800 K. V. A. a 42 periodi; uno costituito da una turbina Pelton da 2700 K.W. a 504 giri accoppiata ad un alternatore da 3600 K. V. A. a 42 periodi; ed infine il terzo gruppo con turbina pelton da 4000 K.W. a 420 giri ed alternatore da 5500 K.V.A. pure a 42 periodi.

La corrente di eccitazione per questi tre alternatoni è data da due gruppetti separati azionati da turbine Pelton da 150 K.W. a 800 giri. La tensione di macchina è sopraelevata mediante trasformatore da 8000 K. V. A. con rapporto di trasfornìazmone 12.000 -72.000 volt.

Le due centrali di Paisco e di Forno dAllione sono collegate fra loro mediante una linea elettrica a 70.000 volt.

SOCIETÀ BRIOSCHI
Capitale Soeale L. 48.000.000

La Società Brioschi fu costituita nel 1908 col capitale di L. 800.000 elevabile per deliberazione del Consiglio a Lire 3.000.000, cifra questa che venne gradatamente raggiunta nel 1913. Per successivi aumenti il capitale venne portato a Lire 30.000.000 e infine dall'assemblea del 23 Marzo 1925 a Lire 48.000.000.

Il Piacentino ed il Lodigiano formarono la zona di azione originaria della Società: di là essa si estese nella zona di Parma indi in quella di Cremona fino alla linea Piadena - Casalmaggiore.

Attualmente l'ossatura della Società si può così stabilire: collegamento colle condutture della Società Adamello alla Cabina di Lodi, Piacenza e Borgo S. Donnino dove l'energia viene consegnata alla tensione di 60.000 V.; collegamento colla Società Emiliana pure a Borgo S. Donnino, e colla Società Bresciana a Cremona; piccole centrali generatrici da KW 200 circa ciascuna a S. Angelo Lodigiano, Colombina di Bertonico, Fornovo Taro, ed una di circa KW 1000 al Boreca.

La Cabina di Lodi è congiunta con quelle di Piacenza e di Borgo S. Donnino, con conduttura a 25.000 V., la quale provvede alle alinìentazioni di Codogno e di Casal Pusterlengo ed alle reti dipendenti da tali centri. Lodi è inoltre collegata verso occidente con S. Angelo Lodigiano, che distribuisce l'energia anche nelle regioni di Colombano, Villanterio e Lodi Vecchio; verso nord infine con Melegnano, grosso centro servito dalla Società di Cerro al Lambro.

Da Piacenza altre linee, alcune a 25.000 V., altre a 7.200 V. si spingono verso gli Appennini, a Ponte dell'Oglio ed in Val Nure, a Rivergaro, in Val Trebbia ed in Val Tidone passando per Bogonuovo e Pianello: una diramazione serve il grosso centro di Castel S. Giovanni.

Da Borgo S. Donnino si diramano infine linee a 12.000 V. colleganti i centri di Salsomaggiore, Bardi, Felino e Busseto. Numerosissime sono in tutta la zona le cabine di trasformazione principali e secondarie: ramificata al massimo la rete per servire i numerosi centri della popolosa regione agricola sovradescritta.

Per meglio soddisfare ai suoi intenti, la Società Brioschi si è largamente interessata in Società di distribuzione: la Società Idroelettrica di Cerro al Lambro, che stende le sue linee fino alle porte di Milano, la Società Elettrica Industriale di Valdarda, che occupa le regioni Appenniniche della Valdarda, Val Trebbia e Val Staffora. Per il servizio tramviario della città di Piacenza è interessata nella Società Imprese Elettriche Piacentiìme e nella Società Italiana Ferrovie e Tramvie esercente quest'ultima il servizio tramviario nella Provincia di Piacenza, alcune linee della quale sono in corso di elettrificazione.

L'ultimo aumento di capitale è stato fatto per provvedere ai nuovi impianti ed all'acquisto degli impianti del Boreca in Val Trebbia, che entrarono in funzione dell'estate 1926. Sono allacciati alla rete della Società Brioschi e delle Società ad essa consociate circa 60.000 utenti luce e 5.500 utenti per forza motrice e riscaldamento. La popolazione esistente nella zona servita è di circa 900.000 abitanti. La potenza complessiva delle cabine di distribuzione supera i 60.000 KVA, ed in questi ultimi anni sono stati distribuiti annualmente nella zona circa 80.000.000 di KWh, di cui come già detto, oltre 60 milioni di provenienza dagli impianti Adamnello. Notevole beneficio risentirà la Società Brioschi dalla entrata in servizio della Centrale termica di Piacenza della Società Adamello, che costituirà per essa una importantissima riserva.

UNIONE ZINCOCRAFI
VIA SETTEMBRINI, 108
MILANO





monte Calvo


Venerocolo


centrale di Isola



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Last updated 7.12.2007