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centrali di

produzione


turbina idraulica


dati Terna:aggiornamento del 2007

Potenza efficiente degli impianti elettrici di generazione in Italia al 31 dicembre 2007 secondo fonte energetica

Potenza in MW
idroelettrici
termoelettrici
geotermici
eolici
fotovoltaici
totale
MW lordi
MW netti
21.450
21.095
71.800
69.100
711
671
2650
2640
60
60
96.671
93.566

dati - grtn aggiornamento: 2006
Potenza efficiente degli impianti elettrici di generazione in Italia al 31 dicembre 2005 secondo fonte energetica

MW
idroelettrici
termoelettrici
tradizionali
geo-
termoelettrici
eolici e
fotovoltaici
totale
lordi produttori
lordi autoproduttori
lordi totale
netti produttori
netti autoproduttori
netti totali
media disp. alla punta
21.139,3
203,5
21.342,8
20.794,1
198,7
20.992,8
13.700,1
60.508,0
4.848,5
65.356,6
58.195,8
4.639,7
62.835,5
42.200,2
59.797,0
4.848,5
64.645,6
57.525,0
4.639,7
62.164,7
41.600
711,0
0,0
711,0
670,8
0,0
670,8
600
1.644,6
1,5
1.646,1
1.640,6
1,5
1.642,1
400
83.291,9
5.053,5
88.345,4
80.630,5
4.839,9
85.470,3
56.300,3

dati grtn:aggiornamento del 2005

Potenza efficiente degli impianti elettrici di generazione in Italia al 31 dicembre 2004 secondo fonte energetica

MW
idroelettrici
termoelettrici
tradizionali
geo-
termoelettrici
eolici e
fotovoltaici
totale
lordi produttori
lordi autoproduttori
lordi totale
netti produttori
netti autoproduttori
netti totali
media disp. alla punta
20.862,1
210,5
21.072,6
20.538,6
205,6
20.744,1
13.550,1
57.352,5
4.859,9
62.212,5
54.981,3
4.651,1
59.632,4
38.950.2
56.671,5
4.859,9
61.531,5
54.339,3
4.651,1
58.990,4
38.400
681,0
0,0
681,0
642,0
0,0
642,0
550
1.137,1
1,5
1.138,6
1.133,5
1,5
1.135,0
250,3
79.351,7
5.072,0
84.423,7
76.653,3
4.858,2
81.511,5
52.750


Per avere una visione completa delle problematiche relative ai sistemi energetici si riporta la relazione del luglio 2005 dell'ing. Luigi Lombard di Amici della Terra:

Il sistema energetico tra passato e futuro"


produzione energia elettrica 1971 - 2003

Le centrali di produzione vengono classificate in funzione del tipo di energia primaria utilizzata per generare l'elettricità.
Una prima e fondamentale suddivisione viene fatta tra le energie primarie:

  • rinnovabili - (idraulica - geotermica - solare - eolica - e, per legge -forse discutibile- a biomasse e "rifiuti")

    (pdf - unibg-prof Perdichizzi)
    (pdf - statistiche fonti rinnovabili 2004 del GRTN)

    Produzione da fonti rinnovabili in Italia - dal sito GRTN:
    Nel 2004, in Italia la produzione lorda di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili ha raggiunto il valore di 55.670 GWh. Il maggiore contributo è venuto dalla produzione idroelettrica, pari a 42.744 GWh, seguito dalla produzione da biomasse e rifiuti, 5.637 GWh, geotermica, 5.437 GWh, ed eolica, 1.847 GWh.

    Nella Direttiva Europea 2001/77/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili, l’Italia ha indicato, quale obiettivo realistico al 2010, una produzione interna lorda di elettricità da fonti rinnovabili pari a 76.000 GWh ed una percentuale di produzione da fonti rinnovabili del 22% (rapporto della produzione rinnovabile nazionale, sommata alle importazioni di energia rinnovabile con certificazione riconosciuta, sul consumo interno lordo di elettricità).

  • non rinnovabili (termica dal carbone, da idrocarburi, da gas naturale; nucleari)

    Le centrali più diffuse nel nostro sistema elettrico sono le
    temoelettriche, vale a dire quelle che utilizzano l'energia dei combustibili; infatti producono oltre i 75% di tutta l'energia elettrica prodotta in Italia.

    Il secondo tipo più diffuso sono le centrali idroelettriche le quali utilizzano l'energia idraulica posseduta dall'acqua (energia potenziale o di posizione), cui compete circa il 14% della produzione totale.

    Le centrali geotermoelettriche utilizzano il calore endogeno (soffioni boraciferi di Larderello) e producono circa il 2% dell'energia.

    Le centrali eoliche e quelle solari la cui produzione è circa l'1% del totale.

    Le centrali elettronucleari, come è noto, non sono più presenti nel nostro sistema elettrico, a seguito della rinuncia avvenuta negli anni ottanta, dopo la consultazione popolare (referendum abrogativo).

    Non dobbiamo poi dimenticare che il nostro sistema elettrico è strutturalmente insufficiente a produrre tutta l'energia elettrica consumata in Italia, per cui è indispensabile ricorrere all'energia di importazione per circa il 10-15% del nostro fabbisogno.

    Questa energia fluisce nel nostro sistema attraverso le linee di interconnesione con i paesi confinanti.


    Ci si chiede il perchè di questa situazione strutturalmente insufficiente del parco di generazione in Italia.
    Come sempre le ragioni sono molte e complesse, ma le possiamo riassumere, semplificando, nella impossibilità dell'Enel ad effettuare i grandi investimenti necessari per il rinnovo del parco produttivo termoelettrico.
    Impossibilità le cui origini stanno nella modalità di nazionalizzazione (tarde e scarse dotazioni di capitali finanziari che portarono ad un indebitamento Enel abnorme) e nella situazione economica-finanziaria generale dell'Italia negli anni 80-90.

    La ricca dotazione dell'Enel di impianti idroelettrici di generazione e pompaggio, costruiti in previsione dello sviluppo del nucleare, resero inoltre possibile e conveniente l'importazione di energia (nucleare dalla Francia e idrica dala Svizzera) e frenarono ulteriormente lo stimolo alla costruzione di impianti nuovi e al rinnovamento dei vecchi.

    Le mancate scelte politiche per il risparmio e per investimenti in energie alternative, insieme alla aumentata sensibilità per i problemi ambientali che comportarono procedure autorizzative lunghe, completano il quadro.

    In sostanza ci troviamo ora (2004) a privatizzazione formalmente completata nelle sue linee essenziali, con tutti i problemi relativi non ancora risolti: sia l'Enel Produzione che le società private hanno in corso (credo col alcuni ritardi) l'ammodernamento del parco di produzione termoelettrica, vale a dire il passaggio da cetrali termiche a vapore tradizionali a centrali con ciclo combinato, ma l'incremento dell'offerta di produzione risulta ancora insufficiente a provocare prezzi competitivi.

    A vedere come sta funzionando la borsa elettrica nel suo primo mese si direbbe che siamo ancora lontani dalle luminose ipotesi di competitività tra produttori che comporti una riduzione di prezzo per gli utilizzatori.

    L'energia elettrica forse evoca ancora, in Italia, le "rendite di posizione" caratteristiche del nostro asfittico mondo industrial-finanziario ante 1963, e ciò si evince dal ritorno dei "soliti noti" che alla sbandierata concorrenza (degli altri) tra produttori, preferiscono riscuotere dai pensionati e dagli operai le "bollette" (adesso sono di moda le società "multiservizi" perchè riscuotono più tariffe con la stessa bolletta), il cui importo si possa far dipendere non dal servizio prestato ma dalle influenze politiche che ne stabiliscono il prezzo.




  • s.m. centrale termoelettrica


    passo d'uomo di condotta


    gruppo termoelettrico



    alternatore e turbina smontati


    giunto di dilatazione



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    Last updated 11.6.2008