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blackout tutti colpevoli?

da La Repubblica del 3 Luglio 2004


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Il ministero delle Attività produttive, dopo 9 mesi, rende noti i responsabili del "grande buio". Ha già chiesto rimedi al Gestore

"Blackout, sono tutti colpevoli"
L 'inchiesta:
catena di errori dalla Svizzera alle aziende locali

Gianluca Monastra

ROMA-Tutti colpevoli, tutti responsabili di una catena di errori che hanno spento la luce in Italia nel giorno del grande blackout.

Era il 28 settembre e per 19 ore il Paese rimase al buio bruciando 640 milioni di euro.
Nove mesi dopo escono dal cassetti i risultati della commissione di indagine del ministero delle Attività produttive che chiamano in causa l'intera struttura:

dall'operatore di rete svizzero Etrans al Grtn, il gestore della rete di trasmissione nazionale, dalle ex municipalizzate come Aem Milano, Aem Torino e Acea fino all'Enel e a tutti gli altri operatori elettrici che non hanno attuato correttamente le procedure per scongiurare il grande buio.

In quelle ore l'Italia dipendeva per almeno un quarto del suo fabbisogno dalle importazioni di energia:
"Una situazione assai delicata che va accuratamente sorvegliata e programmata",
scrive la commissione di tecnici, presieduta da Adriano De Majo.

Un quadro a rischio indebolito da troppi sbagli:

la "non corretta partecipazione" degli operatori alle procedure di alleggerimeto del carico;
i "ritardi nelle riaccensioni",
le "disfunzioni nei sistemi di telecomunicazione" e il distacco improvviso di centrali e impianti.

Secondo la commissione, l'errore più grande è stato commesso dall'operatore di rete svizzero Etrans, che ha
"chiesto al Grtn una modifica del programma di importazioni di 300 MW invece dei 2000 MW necessari".
"Se la modifica chiesta fosse stata adeguata in termini di potenza, il blackout non si sarebbe innescato".
Poi però il sistema italiano si è rivelato "intrinsecamente debole";
E cioè: sarebbero dovuti scattare meccanismi di protezione nazionali, ma le cose sono andate diversamente.
Per la commissione ci sono state "carenze" degli alleggeritori che "non erano in numero tale da alleggerire del 60% la totalità del carico", come invece "previsto dal piano di difesa del Grtn".

"Se tutto il carico nazionale e non soltanto quello Enel avesse partecipato in modo corretto all'alleggerimento automatico del carico, non ci sarebbe stato il collasso" è il giudizio degli esperti.

Municipalizzate nel mirino; ma non solo.
Sono dell'Enel alcuni dei gruppi termoelettrici che all'improvviso si sono staccati dal sistema.
Accelerandone il collasso.
E il Grtn? Secondo la commissione, ci sono state "disfunzioni nei sistemi di telecomunicazioni tra Grtn e operatori locali" e
"una scarsa esperienza applicativa del piano di riaccensione".

Protesta il presidente onorario di Legambiente e deputato della Margherita Ermete Realacci che giovedì aveva chiesto in Parlamento di poter conoscere i risultati della commissione:
"C'è stato da parte del Governo un occultamento doloso dei risultati della relazione. Ci chiediamo ora se sono state prese le contromisure per evitare incidenti simili".
Dal ministero dell'Attività produttive rispondono:
"L'inchiesta era interna, dunque non c'era la necessità di renderla pubblica. Appena conclusa abbiamo comunque scritto una lettera al Grtn che invitava il gestore a impegnarsi su una serie di indicazioni precise".
Conferma il presidente del Grtn Andrea Bollino:
"Quelle direttive le abbiamo tutte attuate con il piano di sicurezza presentato a maggio. Possiamo ora contare su una linea di difesa più forte che ci garantisce risultati nettamente migliori rispetto al passato".



Ecco cosa appare sulla stampa nel Luglio 2004:
lettera


centrale idroelettrica


centrale di Paderno 1896


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