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centrale idroelettrica


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ENEL   Milano

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da: REGIONE LOMBARDIA - Settore cultura e informazione - Servizio biblioteche e beni librari e documentari - Gli archivi d'impresa nell'area milanese - Censimento descrittivo
a cura di Duccio Bigazzi per conto dell'Istituto lombardo per la storia del movimento di liberazione in Italia
Editrice Bibliografica




passo Salarno


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ENEL ENTE NAZIONALE PER L'ENERGIA ELETTRICA
COMPARTIMENTO DI MILANO

Sede della direzione compartimentale: Via Carducci 1/3, Milano.

L'Enel, istituito dalla legge 6 dicembre 1962 n. 1.643 con la quale veniva nazionalizzata l'industria elettrica, ha ricevuto la sua configurazione organizzativa dal DPR 21 dicembre 1965 n. 1.720.
Sul piano territoriale opera attraverso otto compartimenti (Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Cagliari), stabiliti originariamente sulla base di bacini di utenza e complessi produttivi e distributivi di dimensioni relativamente omogenee tra di loro.

A loro volta i compartimenti si articolano nei distretti e questi nelle zone.

Ai compartimenti competono le responsabilità della programmazione e dell'indirizzo generale dell'attività, nonché la sorveglianza e il coordinamento delle loro articolazioni territoriali, i distretti.

I distretti svolgono funzioni esecutive sulla base delle direttive impartite dal compartimento e, sono responsabili, secondo fasce di competenze predeterminiate sulla base di parametri tecnici e finanziari, delle attività operative e Amministrative.

Analogamente accade per le zone nei confronti dei distretti.

Il compartimento di Milano comprende tre distretti:
quello di Milano (EDM o Esercizio distrettuale di Milano),
quello della Lombardia nord (EDLN o Esercizio distrettuale della Lombardia Nord) con sede a Como e
quello della Lombardia orientale (EDLO o Esercizio distrettuale della Lombardia orientale) con sede a Brescia.
Le zone sono 28.

Al momento della sua costituzione l'Enel ha assorbito le strutture e l'attività dei gruppi elettrici privati preesistenti.

Assieme al resto è stato trasferito anche un rilevante patrimonio archivistico.
A partire dal 1985, avvalendosi della consulenza del prof. Valerio Castronovo e del prof. Giorgio Mori e del contributo di ricercatori che fanno capo al Centro studi per la documentazione storica ed economica dell'impresa pubblica, l'Enel ha iniziato a individuare, raccogliere e inventariare questi fondi archivistici su tutto il territorio nazionale.

I singoli compartimenti hanno partecipato all'operazione, conferendo i fondi direttamente in loro possesso e rendendo possibile il reperimento di quelli custoditi dai distretti, eredi diretti di alcune delle società private preesistenti.
In prospettiva, ciascun compartimento costituirà un proprio archivio storico, dove saranno concentrati tutti i fondi ricuperati sul proprio territorio. L'inventario degli archivi di tutti i compartimenti, redatto con criteri comuni, raccorderà il tutto, consentendo di istituire i necessari collegamenti tra i fondi.

A Milano, i fondi di interesse storico sono stati trasferiti nell'archivio compartimentale (Via Milanese 1, Sesto San Giovanni), che esplica le funzioni di deposito dell'archivio corrente dello stesso compartimento; in esso è collocato sia il materiale documentario in attesa di essere scartato sia quello che dovrà essere conservato in perpetuo e confluirà quindi nell'archivio storico.

Le fasi dell'individuazione dei fondi e del loro trasferimento nell'attuale sede sono state ultimate. L'inventariazione e la descrizione sono ancora parziali. La loro prosecuzione è destinata ad arricchire notevolmente il quadro, per ora necessariamente incompleto, delle interconnessioni tra i vari fondi.

Nell'intento di facilitare la comprensione della composizione dell'archivio si fornisce una schematica descrizione dell'acquisizione dei fondi Edison da parte dell'ENEL.

Questa e le notizie sui fondi sono debitrici in larga misura verso il lavoro di preparazione e le relazioni del dott. Martino Pozzobon, dal quale è stata avviata l'individuazione e la raccolta del materiale archivistico.

Si rimanda alla scheda relativa alla Edison per una ricostruzione delle complesse vicende della formazione e dei mutamenti avvenuti all'interno del gruppo fino al momento della nazionalizzazione.

Nel secondo dopoguerra il gruppo Edison, sebbene continuasse a occuparsi in misura preponderante della produzione e distribuzione di energia elettrica, aveva sviluppato anche altri rami di attività.

Nel 1955 era stata attuata una ristrutturazione della sua configurazione societaria, con la separazione del settore elettrico dal resto.
Alla Edison S.p.A. erano rimaste tutte le attività extraelettriche e una quota di quelle elettriche, in funzione di quelle.

La Edisonvolta S.p.A. era diventata la capofila della costellazione delle società di produzione e di distribuzione elettriche, assorbendo gli impianti già di proprietà della Edison S.p.A. e, nel 1956, della Esticino.

La produzione di energia era stata concentrata nella Edisonvolta e nella Idroelettrica dell'Alto Chiese, che rifornivano le altre società in misura diversa a seconda della loro autosufficienza, che era nulla o molto piccola per la Emiliana, la Orobia, la Dinamo, le imprese liguri e piemontesi (il gruppo Cieli e le Officine Elettriche Genovesi), la Cisalpina, prevalentemente di distribuzione, comunque consistenti anche per una azienda come la Bresciana, che possedeva impianti propri di produzione.

La Società Italiana Partecipazioni Industriali (Italpi), infine, gestiva il portafoglio finanziario delle consociate elettriche del gruppo. Come conseguenza di questa sistemazione, molte società che negli anni precedenti avevano giocato un ruolo rilevante all'interno del gruppo erano state assorbite da altre: la Ovesticino, ad esempio, era stata incorporata nella Dinamo e la Esticino nella Edisonvolta, come si è detto.

Quando i gruppi privati confluirono nell'Enel, e le varie società vennero ridistribuite tra i compartimenti, le imprese del gruppo Edison vennero suddivise tra il compartimento di Milano, al quale andò la quota maggiore, e quelli di Torino, Venezia e Firenze.

Tutte le imprese liguri e piemontesi andarono al compartimento di Torino, quelle trentine e le attività elettriche della Edison S.p.A. al compartimento di Venezia.
La Vizzola del gruppo Sip, invece, fu attribuita al compartimento di Milano.

Conformemente alle modalità con le quali avvenne il passaggio delle società dei gruppi privati all'Enel e alla conformazione del gruppo Edison, i fondi archivistici posseduti dal compartimento di Milano sono i seguenti:



A) una parte dell'archivio Edison Edisonvolta;

B) i fondi relativi alla Bresciana, alla Orobia, alla Idroelettica Subalpina, alla Società Termoelettrica Italiana (Stei);

C) i fondi relativi alle società confluite nelle capofila;

D) il fondo relativo alla Vizzola (gruppo Sip).






A) In questa sezione sono compresi quegli spezzoni dell'archivio Edison Edisonvolta che sono stati direttamente acquisiti e incorporati dai vari servizi del compartimento, in quanto necessari alla loro attività.
Costituiscono, quindi, la base delle serie documentarie prodotte da tali servizi, che ne sono la prosecuzione.
Si tratta dei seguenti fondi:

Fondo Edison Edisonvolta, 1936 1963, mtl. 40.
Per quanto riguarda la Edison, comprende: una serie di statistiche settimanali dei carichi di energia prodotta e ricevuta dagli impianti dell'intero gruppo, 1937 1962; planimetrie delle reti di distribuzione delle società del gruppo al 1936 38 e schemi e disegni di impianti ai primi anni '50; gli atti notarili di fusione e concentrazione di società del gruppo nel 1939, 1942 e 1955; documentazione sui rapporti con l'Inps, 1947 1962; corrispondenza con il CIP relativa ai problemi di unificazione tariffaria, 1954 1962; serie incompleta di bollettini della Giunta tecnica del gruppo degli anni '40 e '50; verbali del Comitato di gruppo per le ricerche di mercato, 1958 61; relazioni e corrispondenza con la Cassa conguaglio tariffe elettriche, 1957 1962; relazioni sull'elettrificazione rurale, 1957 1961; corrispondenza con alcuni grandi utenti, 1958-1963. Della Edisonvolta si conservano i repertori dei titoli in portafoglio e i libri giornali di contabilità generale, 1956 1963.

Fondo Servizio personale e sindacale, 1952 1971, mtl. 25. Comprende: documentazione sull'istruzione professionale nelle scuole Edisonvolta, 1952 1967; riassuntivi sulle vertenze sindacali Edisonvolta e sulla contrattazione, 1956 1962; statistiche sugli scioperi, 1965 1968 e verbali delle elezioni di Commissione interna dagli anni '60 fino al 1971.

Fondo trasferimento imprese all'Enel, 1962 1969, mtl. 10. Comprende: i verbali di trasferimento delle 110 imprese elettriche, già appartenenti al gruppo Edison e non, assorbite dal compartimento.

Fondo ammortamenti, 1927 1967, mtl. 10. Contiene libri, tabulati, inventari relativi ai valori dello stato patrimoniale, ai piani di ammortamento e alle rivalutazioni degli impianti di produzione e di distribuzione, in particolare della Edison, 1927 1962; della Volta, 1937 1947; della Bresciana, 1956 1963; della Orobia, 1956 1963; della Vizzola, 1959-1963 e del compartimento di Milano, 1963 1967.

Fondo bilanci Edison Enel, 1894 1975, mtl. 30. E diviso in due parti: a) raccolta degli opuscoli a stampa relativi alle assemblee delle società del gruppo Edison dal 1936 al 1955, b) serie dei bilanci della Edison, Edisonvolta e compartimento di Milano; fino al 1916 si tratta di opuscoli a stampa, in seguito di riepiloghi dettagliati dello stato patrimoniale e del conto economico d'esercizio.

Fondo libri matricola, 1883 1971, mtl. 20. Contiene i libri matricola di operai e impiegati dei cantieri, delle centrali, delle sedi sociali e delle zone della Edison Edisonvolta, della Esticino, della Vizzola, della Orobia, della Forze Idrauliche di Trezzo sull'Adda, della Cisalpina, ecc.

Fondo di deposito del Servizio personale Enel, 1938 1962, mtl. 250. Comprende in particolare le cartelle nominative del personale cessato, i tabulati dei fogli paga della Edison-Edisonvolta, della Orobia, della Esticino, della Vizzola dal 1938 al 1962 e altro materiale che riguarda l'infortunistica, le malattie professionali, la previdenza, l'istruzione professionale ed elaborazioni statistiche varie.

Fondi di deposito del settore produzione e trasmissione: 1905 1962, mtl. 200. Comprende documentazione sulla progettazione, costruzione ed esercizio tecnico di impianti della Edison, dell'Orobia, della Crespi, della Vizzola e di altre imprese minori del gruppo. Si tratta di progetti di dighe, di carteggi con gli organi pubblici e con i fornitori, dì rapporti sui lavori di costruzione e manutenzione.

Fondo di deposito del Servizio commerciale, 1949 1962, mtl. 30. Comprende spezzoni di documentazione sul movimento dell'energia tra Edisonvolta e altre imprese, serie statistiche sulle forniture a grandi utenti e sui conguagli tra imprese elettriche.






B) Questa sezione include i fondi rimasti al compartimento di Milano dell'Enel relativi alle società capofila del gruppo Edison, secondo la sua configurazione al momento della " nazionalizzazione " dell'energia elettrica.


SOCIETA' ELETTRICA BRESCIANA (SEB)

La Bresciana fu costituita come anonima il 29 maggio 1905, da imprenditori locali, con un capitale di lire 2.500.000.
La nuova impresa elettrica si proponeva il programma di

" richiamare, partecipandovi anche con capitali propri, le industrie (...), offrendo energia a un ragionevole buon mercato ".

E, infatti, la Bresciana raccolse la partecipazione dell'utenza industriale locale e funse allo stesso tempo da catalizzatore nei confronti di molte altre imprese elettriche dell'area circostante, quali la Società Benacense, la Società di Vestone, la Società del Comune di Palazzolo e la Società Elettrica Industriale di Valle Camonica.

La politica delle fusioni la dotò della rete iniziale di distribuzione e di una ragguardevole capacità produttiva di energia elettrica, ma anche di una notevole riserva di concessioni idrauliche.

Nel 1907, l'ingresso tra gli azionisti della Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo, che in seguito alla nazionalizzazione delle ferrovie era in possesso di ingenti capitali liquidi da investire, potenziò la politica di espansione della neonata impresa elettrica.

Questo legame favorì la Bresciana sul piano finanziario e su quello tecnologico, lasciandole una larga autonomia senza che si verificassero mutamenti nel suo gruppo dirigente.

Da una parte, infatti, agevolò il reperimento di risorse finanziarie che le consentirono di procedere con ritmi accelerati alla realizzazione dei suoi programmi di estensione degli impianti elettrici, dall'altra promosse il suo ingresso anche nel settore dei trasporti con la costruzione e la gestione di linee tranviarie a Brescia e interprovinciali, attività quest'ultima che interessava più direttamente la Mediterranea.

L'acquisizione nel 1910 del pacchetto di maggioranza della Società Emiliana di Esercizi Elettrici, una impresa di distribuzione attiva nelle città e nel territorio di Parma, Reggio e Modena, e la precedente penetrazione nelle città e nelle province di Mantova e Cremona erano le tangibili prove del successo della energica strategia espansiva della Bresciana, e definivano l'area del suo sviluppo futuro.

Quando nel 1916 la Mediterranea cedette la sua partecipazione nella Bresciana alla Edison, questa già possedeva una quota di minoranza nella Seb.
Per assicurarsene il pieno controllo, la società milanese dovette tuttavia esautorare, tra il 1919 e il 1920, il gruppo dei bresciani, capeggiato da Alberto Magnocavallo, che l'aveva fondata.
Da allora, i massimi dirigenti della Edison fecero costantemente parte del consiglio di amministrazione della Bresciana.

L'inserimento della Bresciana nell'orbita della Edison costituiva un ingrediente fondamentale per la realizzazione del programma di espansione e ristrutturazione del gruppo sostenuto dal successore di Carlo Esterle, Giacinto Motta.

Anzitutto, ottenere il controllo della Bresciana, e con esso della Emiliana, significava sottrarre queste due 'società al gruppo rivale facente capo alla Sade. Inoltre, la Bresciana era un'impresa appetibile anche per altri motivi.

Quando entrò a far parte del gruppo Edison, aveva già costruito o acquistato numerose centrali idroelettriche sull'Oglio, sul Chiese e i loro invasi, consolidando la sua capacità produttiva.
Anche i contorni della sua sfera di distribuzione erano in larga misura definiti e comprendevano la provincia bresciana con le sue valli, dal Brembo alla costa occidentale del Garda a nord, estendendosi a sud fino ai territori di Cremona e Mantova.

Al nord " ricco ", costituito da una fitta maglia di centri abitati e di insediamenti produttivi si contrapponeva un sud " povero ", dove l'attività prevalente era quella agricola ed era assai più onerosa e lenta la diffusione dell'energia elettrica per scopi produttivi e per l'illuminazione pubblica e privata.

Nel 1921 la Emiliana rimase pesantemente coinvolta nel crollo della Banca Italiana di Sconto e gli azionisti della Bresciana, cioè la Edison e le altre società del gruppo, si fecero carico delle perdite che questa circostanza aveva provocato alla Seb, acquisendo le azioni svalutate della Emiliana.

Nel 1920 le attività tranviarie dell'area Bresciana vennero scorporate e concentrate nella società anonima Tranvie Elettriche Bresciane, le cui azioni rimasero di proprietà della Seb.

In seguito, fino alla nazionalizzazione dell'industria elettrica, la Bresciana continuò a svilupparsi secondo le direttrici che abbiamo prima individuato.
I suoi impianti di produzione vennero ampliati e crebbero di numero, anche se in ritardo rispetto al ritmo di incremento della domanda di energia elettrica, che venne espressa nello stesso ambito territoriale precedentemente descritto.
Rimase, dunque, almeno formalmente, un'azienda elettrocommerciale autonoma.
La sua azione, tuttavia, sotto la forma di un'entità esteriormente indipendente, si svolse nell'ambito della politica generale del gruppo Edison e dell'Unfiel, che, capeggiata da Motta, raccoglieva in un fronte compatto le altre concentrazioni elettrocommerciali. E, poiché il suo consiglio di amministrazione, come si è visto, fu Composto permanentemente da Motta stesso e dai maggiori dirigenti del firmamento Edison, le finalità e i metodi di tale politica vennero realizzati da amministratori che si identificavano pienamente nelle une e negli altri, e cioè dall'ing. Natale Balsamo, passato poi alla Cieli, fino al 1927, dall'ing. Eugenio Denti fino al 1953 e dall'avv. Galileo Motta fino al 1962.

L'archivio, che ha una consistenza di mtl. 580 e copre il periodo 1906 1962, si articola in 6 sezioni:

Sezione Atti segreteria ing. Eugenio Denti;
Sezione commerciale;
Sezione fornitori;
Sezione impianti tecnici;
Sezione finanziaria e ufficio del personale;
Sezione tecnica (attraversamenti);
Sezione copialettere.

Si tratta di un complesso organico di documenti che riflette tutte le funzioni aziendali della Bresciana dal 1927 al 1962 e i rapporti di questa con la Edison.


OROBIA

Statuto, 1906;
Giornale cassa, 1935 1964;
Libri mastri, 1906 1937;
Bilanci, 1934 196 4;
Assemblee e bilanci, 1908 1963;
Libri matricola;
Cartelle nominative del personale cessato;
Progettazione, costruzione ed esercizio tecnico degli impianti.


SOCIETA' IDROELETTRICA SUBALPINA

Libri giornale, 1950 1962;
Assemblee e bilanci, 1951 1962;
Copialettere, 1950 1964.


SOCIETA' TERMOELETTRICA ITALIANA (STEI)

Statuto, 1949;
Libri giornale, 1949 1969;
Assemblee e bilanci, 1950 1969; Vari, 19501969.






C) Questa sezione comprende le società che al momento della nazionalizzazione non esistevano più in quanto erano state concentrate in altre società del gruppo. Sono rimasti
Bilanci,
Libri mastri,
Copialettere,
Libri giornali.

Le società in questione sono le seguenti:

Società Elettrica Alessandrina, 1899 1954; Società Immobiliare Alberghi Val Formazza, 1926 1956; Società Esticino (comprese le società incorporate), 1898 1956; Società Ovesticino, 1930 1956; Società Elettrica Basso Milanese, 1934 1938; Società Cerro al Lambro, 1912 1934; Società Elettrica Cuggionese, 1920 1933; Società Grimoldi, 1904 1930; Società Anonima Elettrica Suburbana Milanese, 1905 1937; Società Pavese di Elettricità " A. Volta ", 1895 1930; Officine Elettriche del Sillaro, 1913 1938; Società Elettrica Alto Cremonese, 1908 1930; Società Idraulica del Barbellino, 1924 1935; Società Forze Idrauliche Basso Brembo, 1924 1935; Società Elettrica Bergamasca, 1900 1939; Società Idroelettrica Briantea, 1905 1935;

Consorzio per l'alienazione degli impianti e materiali elettrici, telegrafici, telefonici residuati dalla guerra, 1919 1932; Società Anonima Gas e Elettricità Erba, Incino e paesi limitrofi, 1863 1937; Società Elettrica Gera d'Adda, 1906 1909; Società Anonima La Brianza, 1903 1906; Società Anonima La Brianzola, 1924 1928; Società Lecchese di Elettricità, 1899 1928; Società Martesana, 1903 1917; Società Medio Brembo, 1899 1939; Società Idroelettrica Mont'Introzzo, 1919 1928; Società Negrini, 1911 1930; Società Elettrica Prealpina, 1909 1916; Società G. M. Regazzoni, 1905 1916; Società Anonima per le Forze Idrauliche di Trezzo sull'Adda, 1904 1938; Società Elettrica Valsassinese, 1901 1929; Società Anonima Vie d'Acqua Lombarde, 1919 1933; Società Elettrica Comense " A. Volta ", 1902 192l; Società Idroelettrica Comacina, 1921 1958; Società Anonima Prealpina di Elettricità, 1938 1949; Società Idroelettrica Subalpina, 1950 1964; Società Idroelettrica del Tresa, 1928 1939; Società Anonima Varesina per Imprese Elettriche, 1906 1941.






D) VIZZOLA

Assemblee e bilanci, 1939 1962;
Titoli, 1943 1957;
Libri giornale contabilità generale, 1958 1964;
Libri giornale contabilità fornitori, 1938 1964;
Libri giornale contabilità industriale, 1961 1963;
Schema generale della rete ad alta tensione zone di Busto Arsizio Saronno (cartina illustrata).


A.M.





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Last updated 10.1.2008