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dal sito ENEL - nov. - dic. 2007 - gen. 2008
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Italia-Francia, nuove sintonie sul nucleare ......
Un piede in Francia, del resto, Enel già ce l'ha da diverso tempo: con Erelis, una società che ha nel suo carnet 500 MW di impianti eolici in via di realizzazione, e con il 5% della borsa elettrica francese Powernext, attestandosi inoltre come uno dei principali operatori nel trading di energia elettrica nel Paese con oltre 1.000 MW intermediati nel solo 2006.
L'intesa raggiunta con Edf, in più, dà accesso alla multinazionale dell'energia italiana al primo impianto nucleare di nuova generazione Epr (European pressurized water reactor), con un'opzione per i successivi cinque, e a una quota compresa tra 30% e 40% di nuova capacità produttiva mid merit da due centrali a ciclo combinato alimentate a gas, attualmente in corso di realizzazione in Francia per un totale di circa 1.400 MW. Alla società francese offre, invece, la possibilità di partecipare a progetti e ritirare energia prodotta da nuove centrali e con caratteristiche simili in Europa e nell'area del Mediterraneo. La partecipazione del 12,5% alla realizzazione del progetto Epr di Flamanville, che entrerà in esercizio nel 2012 e sarà dotato di una potenza pari a 1.600 MW, permetterà a Enel di acquisire il know-how e il diritto di uso della tecnologia Epr, attraverso il coinvolgimento - sia nella fase di progettazione e costruzione degli impianti che nella fase successiva di esercizio - dei tecnici del gruppo italiano, ai quali sarà dedicato un programma di formazione sulla tecnologia nucleare dall'attuale a quella Epr, appunto. Come anticipo della capacità che verrà prodotta dall'impianto di Flamanville, per Enel è prevista la disponibilità di 600 Mw a partire dal 2008, con volumi progressivamente crescenti fino a raggiungere 1.200 Mw nel 2012. Una capacità virtuale che verrà progressivamente sostituita da quella proveniente dagli impianti Epr che entreranno in funzione. Un accordo importante che "contribuirà alla crescita di un mercato europeo dell'energia più aperto e competitivo - ha commentato Fulvio Conti - Per Enel, in particolare, vuol dire avere accesso alla più avanzata tecnologia nucleare oggi disponibile e creare basi per una significativa presenza in Francia". |
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L'atomo per riequilibrare il mix produttivo In un'intervista al settimanale Nòva de Il Sole 24 Ore, il Responsabile dell'Area Tecnica Nucleare di Enel, Giancarlo Aquilanti, fa il bilancio della crescita dell'azienda in questa tecnologia, anche in termini di risorse umane di impegno nella ricerca. Il 2007 si è chiuso con una cifra nuova per Enel: 10% di energia elettrica da nucleare. "Tra centrali slovacche e spagnole, chiudiamo l'anno con una potenza nucleare di 4.400 megawatt: triplicata negli ultimi ventiquattro mesi - spiega Giancarlo Aquilanti, responsabile dell'area Tecnica Nucleare. - Abbiamo un obiettivo chiaro: riequilibrare il nostro mix produttivo. Il prezzo del petrolio, dal 1999 ad oggi, è cresciuto di quasi sei volte, e il gas di tre. Ci è bastata una semplice simulazione su questi trend per decidere che la quota di nucleare doveva crescere, se volevamo assicurarci sufficiente valore aggiunto. E l'ottimo si colloca oggi intorno al 20-30%". Nel 2006 l'acquisizione di Slovenské Elektrárne, con le sue due centrali slovacche, di cui quella di Mochovce oggi in fase di raddoppio. E l'anno dopo, l'ingresso al 67% nell'Endesa spagnola, con le sue cinque centrali nucleari e l'annuncio di un'alleanza con la francese Edf sul nucleare di terza generazione (Flamanville 3) con una quota del 12,5% e un'opzione sui successivi 5 che dà diritto a Enel a ritirare energia per 600 MW già da quest'anno fino ad arrivare a 1.200 MW nel 2012. Questo le principali mosse sullo scacchiere europeo che vedono l'azienda chiaramente intenzionata a proseguir su questa strada Con evidenti conseguenze anche sul piano tecnologico, e industriale, per il sistema Italia. Uno sviluppo ben visibile, ad esempio, dal lato delle risorse umane. "Fino due anni fa, in Enel eravamo pochi ad avere conservato una cultura nucleare. - osserva Aquilanti - Oggi, in Italia, abbiamo costituito un'area tecnica di 55 ingegneri, prevalentemente dedicati ad attività di progettazione. A questi vanno aggiunti 2.400 ingegneri e tecnici operativi slovacchi, e 1.260 spagnoli: in totale, circa 3.700 persone. Nel nostro Paese, contiamo di continuare ad assumere, per disporre di almeno una trentina di ingegneri nucleari in più entro il 2008". Queste nuove risorse serviranno per impadronirsi della tecnologia Epr (terza generazione) di Flamanville, alla cui realizzazione e gestione parteciperà una task force Enel a fianco dei tecnici di Edf. "Ma saranno impegnati anche nella costruzione di un database di conoscenze sui reattori di quarta generazione. Con modelli di valutazione sulle tecnologie emergenti più interessanti, utili per decidere a quali programmi di R&S convenga partecipare". Per Aquilanti, la terza generazione è "una tecnologia industriale evolutiva, a maggiore sicurezza e a più alta produttività energetica, in cui dobbiamo esserci. Il programma chiave è quello francese: loro hanno 14 centrali nucleari costruite negli anni '80 che, al 2020, avranno compiuto 40 anni di servizio. Per questo, già nel 2004, Edf ha deciso di avviare la prima centrale di terza generazione, appunto Flamanville 3, che sarà pronta entro il 2012". "A quel punto- prosegue Aquilani - se l'ente nucleare francese avrà già deciso la dismissione delle 14 centrali più vecchie, Edf sarà in grado di programmare la realizzazione di almeno 5 nuove centrali Epr, disponendo di esperienze e competenze già consolidate. E nel 2020 avranno così rinnovato una buona parte del loro parco di centrali nucleari. Noi vogliamo seguire la stessa rotta. Lungo una traiettoria certa, di tecnologie evolutive già programmate". Se poi, all'orizzonte del 2010-2020, effettivamente le ricerche sulla quarta generazione (capace di ridurre il problema delle scorie radioattive riutilizzandole come combustibile) avranno successo, il piano francese potrebbe anche virare verso le soluzioni più avanzate, oggi allo studio nei laboratori di ricerca. |
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