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energia nucleare - pdf - (prof. Perdichizzi unibg)

rischi connessi al nucleare

dal sito ENEL - nov. - dic. 2007 - gen. 2008
  • Il Gruppo italiano parteciperà con una quota del 12,5% al primo impianto nucleare di nuova generazione EPR, con una opzione per i successivi cinque, acquisendo un prezioso know how e l’accesso alla capacità nucleare francese per quantità crescenti da 600 MW nel 2008 fino a 1.200 MW nel 2012.
  • Inoltre, Enel potrà partecipare con una quota tra il 30 e il 40% a nuove centrali a ciclo combinato, per un totale di circa 1400 MW, attualmente in fase di realizzazione da parte di Edf in Francia.
  • Nel quadro della collaborazione avviata, Edf potrà partecipare con analoghe percentuali a centrali realizzate da Enel con simili caratteristiche in Europa e nell’area del Mediterraneo.



    Epr, partono i lavori in Normandia

    Al via a Flamanville la costruzione del reattore nucleare di terza generazione, al quale Enel parteciperà per una quota del 12,5%.
    Una squadra di tecnici e ingegneri dell'azienda parteciperà a ogni fase della costruzione e alla successiva gestione dell'impianto, di 1.650 MW, che entrerà in servizio nel 2012.

    Per Enel vuol dire aggiungere alle sue attuali conoscenze nucleari nella filiera russa, maturate con l'acquisizione di Slovenske Elektrarne, e a quelle nella filiera americana, che le derivano dalla acquisizione di Endesa, un impegno diretto nella tecnologia francese.

    La terza generazione alla quale Enel prenderà parte promette il 30% in meno di rifiuti chimici e radioattivi, come pure di scorie, e un consumo di combustibile inferiore del 17%.
    L'impianto prevede inoltre un dissalatore, per non gravare troppo sui prelievi di acqua dolce che serve al raffreddamento.
    Per aumentare la sicurezza dell'impianto sono previsti quattro sistemi separati di raffreddamento e un contenitore aggiuntivo per il "nocciolo".
    La vita utile della centrale, inoltre, sarà di 60 anni, superiore del 50% a quella dei reattori attualmente in funzione.


    «L'inizio della costruzione del blocco nucleare - ha commentato il presidente e direttore generale di Edf, Pierre Gadonneix - costituisce una tappa importante nella realizzazione dell'Epr di Flamanville».

    Il successo del cantiere, ha sottolineato,

    «è essenziale e beneficerà all'insieme dell'industria nucleare francese, questa tecnologia essendo oggi riconosciuta come una soluzione innovativa, sicura e competitiva nel mondo».


    L'accordo prevede, in particolare, l'accesso immediato per Enel alla capacità virtuale di base:
    quale anticipo della capacità che verrà prodotta dall'impianto di Flamanville, è difatti prevista la disponibilità per Enel di 600 MW a partire dal 2008, con volumi progressivamente crescenti fino a raggiungere 1.200 MW nel 2012. Una capacità virtuale che a partire dal 2012 verrà progressivamente sostituita da capacità proveniente dagli impianti Epr che entreranno in funzione.
    Questa energia verrà in prevalenza destinata da Enel alla vendita a clienti finali in Francia.


BWR




reattore nucleare




pian di neve




elemento di combustibile




pompa refrigerante primario




PWR unificata Enel

Italia-Francia, nuove sintonie sul nucleare

...... Un piede in Francia, del resto, Enel già ce l'ha da diverso tempo: con Erelis, una società che ha nel suo carnet 500 MW di impianti eolici in via di realizzazione, e con il 5% della borsa elettrica francese Powernext, attestandosi inoltre come uno dei principali operatori nel trading di energia elettrica nel Paese con oltre 1.000 MW intermediati nel solo 2006.

L'intesa raggiunta con Edf, in più, dà accesso alla multinazionale dell'energia italiana al primo impianto nucleare di nuova generazione Epr (European pressurized water reactor), con un'opzione per i successivi cinque, e a una quota compresa tra 30% e 40% di nuova capacità produttiva mid merit da due centrali a ciclo combinato alimentate a gas, attualmente in corso di realizzazione in Francia per un totale di circa 1.400 MW.

Alla società francese offre, invece, la possibilità di partecipare a progetti e ritirare energia prodotta da nuove centrali e con caratteristiche simili in Europa e nell'area del Mediterraneo.

La partecipazione del 12,5% alla realizzazione del progetto Epr di Flamanville, che entrerà in esercizio nel 2012 e sarà dotato di una potenza pari a 1.600 MW, permetterà a Enel di acquisire il know-how e il diritto di uso della tecnologia Epr, attraverso il coinvolgimento - sia nella fase di progettazione e costruzione degli impianti che nella fase successiva di esercizio - dei tecnici del gruppo italiano, ai quali sarà dedicato un programma di formazione sulla tecnologia nucleare dall'attuale a quella Epr, appunto.

Come anticipo della capacità che verrà prodotta dall'impianto di Flamanville, per Enel è prevista la disponibilità di 600 Mw a partire dal 2008, con volumi progressivamente crescenti fino a raggiungere 1.200 Mw nel 2012.
Una capacità virtuale che verrà progressivamente sostituita da quella proveniente dagli impianti Epr che entreranno in funzione.
Un accordo importante che "contribuirà alla crescita di un mercato europeo dell'energia più aperto e competitivo - ha commentato Fulvio Conti - Per Enel, in particolare, vuol dire avere accesso alla più avanzata tecnologia nucleare oggi disponibile e creare basi per una significativa presenza in Francia".


L'atomo per riequilibrare il mix produttivo

In un'intervista al settimanale Nòva de Il Sole 24 Ore, il Responsabile dell'Area Tecnica Nucleare di Enel, Giancarlo Aquilanti, fa il bilancio della crescita dell'azienda in questa tecnologia, anche in termini di risorse umane di impegno nella ricerca.

Il 2007 si è chiuso con una cifra nuova per Enel: 10% di energia elettrica da nucleare.

"Tra centrali slovacche e spagnole, chiudiamo l'anno con una potenza nucleare di 4.400 megawatt: triplicata negli ultimi ventiquattro mesi - spiega Giancarlo Aquilanti, responsabile dell'area Tecnica Nucleare. - Abbiamo un obiettivo chiaro: riequilibrare il nostro mix produttivo. Il prezzo del petrolio, dal 1999 ad oggi, è cresciuto di quasi sei volte, e il gas di tre. Ci è bastata una semplice simulazione su questi trend per decidere che la quota di nucleare doveva crescere, se volevamo assicurarci sufficiente valore aggiunto. E l'ottimo si colloca oggi intorno al 20-30%".

Nel 2006 l'acquisizione di Slovenské Elektrárne, con le sue due centrali slovacche, di cui quella di Mochovce oggi in fase di raddoppio. E l'anno dopo, l'ingresso al 67% nell'Endesa spagnola, con le sue cinque centrali nucleari e l'annuncio di un'alleanza con la francese Edf sul nucleare di terza generazione (Flamanville 3) con una quota del 12,5% e un'opzione sui successivi 5 che dà diritto a Enel a ritirare energia per 600 MW già da quest'anno fino ad arrivare a 1.200 MW nel 2012.

Questo le principali mosse sullo scacchiere europeo che vedono l'azienda chiaramente intenzionata a proseguir su questa strada Con evidenti conseguenze anche sul piano tecnologico, e industriale, per il sistema Italia.

Uno sviluppo ben visibile, ad esempio, dal lato delle risorse umane.

"Fino due anni fa, in Enel eravamo pochi ad avere conservato una cultura nucleare. - osserva Aquilanti - Oggi, in Italia, abbiamo costituito un'area tecnica di 55 ingegneri, prevalentemente dedicati ad attività di progettazione. A questi vanno aggiunti 2.400 ingegneri e tecnici operativi slovacchi, e 1.260 spagnoli: in totale, circa 3.700 persone. Nel nostro Paese, contiamo di continuare ad assumere, per disporre di almeno una trentina di ingegneri nucleari in più entro il 2008".

Queste nuove risorse serviranno per impadronirsi della tecnologia Epr (terza generazione) di Flamanville, alla cui realizzazione e gestione parteciperà una task force Enel a fianco dei tecnici di Edf.

"Ma saranno impegnati anche nella costruzione di un database di conoscenze sui reattori di quarta generazione.
Con modelli di valutazione sulle tecnologie emergenti più interessanti, utili per decidere a quali programmi di R&S convenga partecipare".

Per Aquilanti, la terza generazione è

"una tecnologia industriale evolutiva, a maggiore sicurezza e a più alta produttività energetica, in cui dobbiamo esserci. Il programma chiave è quello francese: loro hanno 14 centrali nucleari costruite negli anni '80 che, al 2020, avranno compiuto 40 anni di servizio. Per questo, già nel 2004, Edf ha deciso di avviare la prima centrale di terza generazione, appunto Flamanville 3, che sarà pronta entro il 2012".

"A quel punto- prosegue Aquilani - se l'ente nucleare francese avrà già deciso la dismissione delle 14 centrali più vecchie, Edf sarà in grado di programmare la realizzazione di almeno 5 nuove centrali Epr, disponendo di esperienze e competenze già consolidate.
E nel 2020 avranno così rinnovato una buona parte del loro parco di centrali nucleari. Noi vogliamo seguire la stessa rotta. Lungo una traiettoria certa, di tecnologie evolutive già programmate".

Se poi, all'orizzonte del 2010-2020, effettivamente le ricerche sulla quarta generazione (capace di ridurre il problema delle scorie radioattive riutilizzandole come combustibile) avranno successo, il piano francese potrebbe anche virare verso le soluzioni più avanzate, oggi allo studio nei laboratori di ricerca.


circuito primario




PWR unificata Enel




generatore di vapore




circuito primario




pressurizzatore

"La Francia rilancia il nucleare e costruisce il nuovo maxi-reattore": - sarà il reattore più potente del mondo:
"con i suoi 1.650 MW può assicurare da solo l'elettricità ad una città di un milione e mezzo di abitanti".
I lavori, partiti nel novembre scorso a Flamanville, per essere pronti nel 2012, come previsto.

A breve tra Parigi, Lione e Flamanville arriverà una ventina di ingegneri italiani dell'Enel, in seguito all'accordo di collaborazione firmato a novembre, che prevede la partecipazione dell'azienda italiana - per una quota del 12,5% - alla realizzazione ed all'utilizzo di questo progetto EPR e l'opzione per Enel di partecipare nella stessa misura nei successivi 5 progetti EPR previsti in Francia.


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