blackout .... fuori tema undici .... 27 - 28 Febbraio 2005

le ragioni degli industriali.. adamello 1984.. Miller 15 giugno 2004..

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da il Manifesto di lunedì 28 febbraio 2005

Eversione in corso

di GIANNI FERRARA

Manifestare sorpresa è, francamente, il minimo che si possa dire sulle dichiarazioni dell'onorevole Berlusconi sull'uso che il presidente della Repubblica fa dei poteri che la Costituzione gli conferisce.

Nessun altro presidente della Repubblica nell'esercizio del potere di autorizzazione alla presentazione dei disegni di legge del governo, del potere di promulgazione, in quello di rinvio delle leggi al parlamento e in quello di esternazione, è stato così prudente, così cauto, così rispettoso dell'indirizzo politico programmato e realizzato dalla maggioranza e dal governo.

A mio giudizio, prudenza, cautela e considerazione degli interessi politici (e non sempre solo politici) della maggioranza hanno addirittura fatto aggio sul controllo che il presidente della Repubblica è tenuto ad assicurare sugli atti legislativi per corrispondere alla sua funzione di garante della Costituzione nel corso della dinamica istituzionale.

E' del tutto evidente che l'onorevole Berlusconi spari le sue ingiurie in anticipo rispetto alle prossime occasioni di rottura della legalità costituzionale che la maggioranza e il governo si apprestano a fare.

Mi riferisco alla legge "salva Previti", mi riferisco a quell'abominio dì atto che chiamano riforma costituzionale che stanno per approvare in prima lettura al senato della Repubblica.

Va detto a questo punto con molta chiarezza che la promulgazione delle leggi da parte del presidente della Repubblica, così come il rinvio di quelle che appaiono sicuramente incostituzionali, è funzione di controllo della correttezza formale del procedimento di formazione delle leggi e di verifica che gli atti legislativi siano tali da non debordare, da non straripare dall'alveo della costituzionalità che in tutti i paesi civili rappresenta il limite invalicabile anche delle leggi.

E le ipotesi di straripamento del potere legislativo sono note.
Da quelle che, ad esempio, possono essere perpetrate con leggi-sentenze, cioè, quelle che una maggioranza parlamentare potrebbe porre in essere per dettare la norma da applicare a un giudice nel corso di un procedimento giudiziario, a quelle che con legge ordinaria rompere subdolamente ma irreversibilmente la legalità costituzionale.

Tutte quelle di uso illegale del potere legale, che usano la legalità in maniera illegittima, fraudolenta, eversiva.

Sono queste ipotesi astratte tutt'altro che lontane dai casi concreti, che stanno caratterizzando la legislazione italiana.

Se questo paese vuole mantenere la sua appartenenza ai paesi civili deve reagire duramente alle intimidazioni, agli attacchi, alle compressioni che via via da quattro anni a questa parte vengono rivolti contro tutti gli organi di garanzia del nostro ordinamento.

La ragione è evidente.
Se la garanzia è il parametro che distingue gli ordinamenti costituzionali da quelli assoluti, da quelli tendenzialmente autoritari, è evidente che le forze che mirano a questi obiettivi attacchino gli istituti come la magistratura, il consiglio superiore che la garantisce nell'indipendenza e nell'autonomia, la Corte costituzionale, il presidente della Repubblica, cioè il garante politico della Costituzione.

Sorprende l'attacco del presidente del consiglio al presidente della Repubblica perché non ha precedenti nella storia costituzionale italiana.

E non ha precedenti perché, questo paese è governato per la prima volta da un governo eversore dell'ordine costituzionale.

Prenderne atto è un dovere civico di tutti.







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da "La Repubblica" di domenica 27 febbraio 2005 - di Michele Serra

La stretta berlusconiana sulla Rai rivaluta, e di molto l'uso della parola regime, tanto sconci sono alcuni scampoli dell'informazione televisiva: vedi il terrificante "Punto e a capo" sui fatti di Genova.

Eventuali confronti con l'epurato Santoro sono tecnicamente irnproponibili:
non solo perché Santoro, a fronte del giornalista Masotti, era un mostro di pluralismo, quanto perché gli esiti professionali e commerciali delle due trasmissioni sono agli antipodi.
Santoro valeva milioni di spettatori, Masotti è un desertificatore dell'audience.

Questa, a ben vedere, è la più clamorosa prova a carico dello stato maggiore berlusconiano.

Smaschera il presunto efficientismo del governo-azienda, evidentemente disposto a perdere audience (tanto, è denaro pubblico,..) pur di garantirsi il controllo politico dell'informazione. Secondo la logica sbandierata dal berlusconismo una trasmissione di destra che facesse ascolto dovrebbe essere benedetta, e una di destra che non facesse ascolto inesorabilmente bandita.

Invece a chiudere i battenti sono stati programmi di grande seguito, ma considerati "comunisti", rimpiazzati da programmino megafono di nessun successo.

Non è affatto vero, dunque, che questo sia il governo del profitto.

E' il governo del potere a qualunque costo.

Comandare è meglio che fottere, e perfino meglio che fare quattrini.




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Da La Repubblica di venerdi 31 dicembre 2004 - di Romano Prodi

.......(omissis)......
Mercoledì, purtroppo, anche i Presidenti delle Camere hanno dato il loro contributo a creare un clima di allarme per la democrazia nel nostro Paese.
E quello che è peggio lo hanno fatto quasi in sordina, approfittando di una giornata nella quale giustamente prevaleva il dolore per le sciagure che hanno colpito milioni di uomini e centinaia di connazionali.
Una giornata, inoltre, nella quale è stata approvata una legge finanziaria ingiusta ed iniqua, e contemporaneamente è stata realizzata un'altra, ennesima, lottizzazione fra i partiti di governo, con conseguente indiscriminato aumento di viceministri e sottosegretari.

In queste condizioni, di fronte a Presidenti delle Camere che indeboliscono con le loro scelte una delle più autorevoli istituzioni di garanzia che l'Italia abbia, non posso che gridare forte tutta la mia indignazione e dire che non è questa l'Italia che noi vogliamo e che gli italiani meritano.
Vincere le prossime elezioni diventa ogni giorno di più per me, per l'opposizione e per tutti i nostri concittadini un impegno senza risparmio non solo per governare meglio l'Italia, ma anche per salvare la democrazia e la dignità del Paese.




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Last updated 28.2.2005