blackout .... fuori tema dodici .... 14 Settembre 2005
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da la Repbblica di mercoledì 14 settembre 2005 L'ULTIMA LEGGE AD PERSONAM di EZIO MAURO
Quando dicevamo che l'agonia politica di Berlusconi sarà una stagione terribile,
in cui maturerà il peggio, non immaginavamo questo: |
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Da Il Manifesto di sabato 3 settembre 2005 - di ROBERTO ZANINI: Sul tetto del mondo Sono poveri, per lo più neri. Li chiamano sciacalli e li prendono a fucilate, gli agenti spareranno per uccidere perché la proprietà è più importante della vita, l'ordine più della giustizia. E' la costituzione materiale del paese e guai a chi la tocca, del resto dio creò gli americani e Samuel Colt li rese liberi, perché meravigliarsi se liberamente si sparano addosso? Per lo stesso motivo la benzina non può essere calmierata, non c'è crisi che tenga, la famosa mano invisibile ne forma il prezzo e chi lo raddoppia non è uno sciacallo ma un accorto imprenditore, lo stato stia alla larga. Non avete i soldi? Andate a piedi. L'uragano Katrina non ha, in effetti, avuto pietà. Ha scoperchiato il tetto della prima potenza mondiale e messo a nudo il terzo mondo che custodiva in seno, nemmeno tanto nascosto. Un paese povero, violento, disperato, vendicativo. Un gorgo d'acqua ha risucchiato centinaia di migliaia di marginali verso il vorticoso centro di una tragedia fatta di acqua, classe e colore della pelle. Se fosse un nero allagato della Louisiana ciascuno di noi spaccherebbe i vetri del negozio di fronte, e qualcuno anche della villa in quel bel quartiere sempre e soltanto sognato. Sono sommersi da sempre e scrivono aiuto sui tetti malmenando l'ortografia di help e please, i salvati avevano la macchina e i soldi per l'albergo ed hanno disciplinatamente obbedito all'ordine di evacuazione. Il loro paese dice poveretti ma corre a fare il pieno, prima che il maledetto gallone aumenti ancora. La solidarietà è roba da cantanti e ex presidenti. Vedremo il concerto per il Mississippi come una volta quello per il Bangla Desh e non sarà un caso. All' Onu, dove è poco diplomatico che gli USA siano in coda a una classifica, i funzionari raccontano da anni che gli indicatori di sviluppo dei neri o del sud americano valgono l'Angola o l'India. Letto bene? L'Angola. L'India. Una superpotenza di marzapane ha visto la fiaba che raccontava trasformarsi in orrore e la strega Katrina reclamare le prede come in una qualsiasi Thailandia. Una superpotenza che vive di favole, di debiti e di raffinata - questo sì - tecnologia bellica non ha saputo che fare. Venti a duecento all'ora e acqua a tonnellate ne hanno spazzato via la crosta, sotto c'era l'inferno e lo sapevano tutti, ma adesso lo si vede in prime time, una riga sotto la legge marziale e i saccheggi si legge di palazzinari senza scrupoli che riversavano edifici al posto di mangrovie e paludi, di lobbisti che tagliavano la manutenzione degli argini per finanziare il taglio delle tasse, di presidenti che negano persino l'esistenza del riscaldamento globale. Ma questa volta gli Stati Uniti non sembrano stringersi intorno al comandante in campo, al leader eletto - beh, eletto... - per dare vita al Nuovo secolo americano. La Louisiana vada a picco, l'Alabama segua pure, noi non abbiamo soldi, ci pensi qualcun altro. E' il federalismo, bellezza. Da noi, quelli di Forza Etna sono diventati forza di governo. L'uragano è riuscito persino a ritirare un po' di truppe dall'Iraq. Invece di sparare ai check-point di Baghdad spareranno a quelli di Baton Rouge, quindi non è una grande notizia, ma milioni di persone in piazza non c'erano riuscite e migliaia di morti annegati sì. Bush dice "è inaccettabile" ma inaccettabile è lui, l'occidente che lo ha prodotto, le circostanze che lo hanno portato sul tetto del mondo. Adesso l'acqua è arrivata anche là, mentre a New Orleans infuria una tempesta umana. Da La Repubblica di domenica 28 agosto 2005 - di E.SCALFARI: I complici del Governatore .....(omissis).....Risiko bancario, politica degli ostaggi in Iraq: due fattispecie lontanissime per argomento l'una dall'altra, ma unificate da un effetto di grave caduta della credibilità del nostro Paese sul mercato finanziario e nella politica estera. Ho scritto più volte che siamo da quattro anni governati da un gruppo di dilettanti avventuristi. Purtroppo se ne ha ogni giorno la deprimente conferma. |
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Da La Repubblica di mercoledì 24 agosto 2005
- Tutti contro Charles Darwing - l'America si scopre "neo creo" di Vittorio Zucconi ..............omissis............... Pieno fondamentalismo, dunque. Teo con, neo con, ora neo creo, sono volti diversi di una evoluzione tipicamente e ironicamente darwiniana, che favorisce il successo e la sopravvivenza degli organismi capaci di profittare meglio dell'ambiente nel quale esistono. E oggi l'ambiente pagante è la destra culturale, religiosa e politica, avida di ritorni a un passato rassicurante, semplice e gerarchico, nel quale rifugiarsi perché passi la nottata di un tempo inquietante, confuso e complicato. |
| - Martedì 12 luglio 2005 - Il Manifesto - ...lettere... -pag. 11 - ……..(omissis)…….. Ma se ci prendiamo per i fondelli da noi, e non abbiamo neppure il coraggio di dirci, che il "nostro stile di vita" non è, "la nostra democrazia", e che usiamo la seconda come foglia di fico, per nascondere il fatto che è il primo, a cui non abbiamo nessuna intenzione di rinunciare, ebbene, dobbiamo arrenderci all'evidenza: chi, sino ad ora il nostro stile di vita lo ha pagato per noi, non è più disponibile a farlo e ci sta dicendo, che morto per morto lui, vuole anche la nostra morte. In fondo è di semplice identificazione, il bivio che abbiamo innanzi: vogliamo continuare a vivere democratici e pasciuti come abbiamo fatto negli ultimi decenni?, bene nessuno ce lo potrà impedire, se da oggi, il conto lo paghiamo noi. Se invece pretendiamo di continuare a farlo pagare ad altri, dobbiamo sapere che quegli altri non ci stanno più, e che l'escalation del terrore, che per noi è già al massimo, per loro è solo al minimo, perché non hanno più nulla da perdere. Crediamo di farcela a fermarli, massacrandoli prima che arrivino ai nostri metrò?, solo perché siamo più determinati e cristiani di loro? Se non si cambia tattica e non si aggiorna, modificandolo nel profondo, il nostro obiettivo strategico, l'Occidente con la maiuscola non ha scampo. È già successo, e a civiltà in proporzione, molto più "forti" della nostra. Vittorio Melandri |
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Da la Repubblica di mercoledì 8 giugno 2005 - pag. 11 ,
- Di Carlo Brambilla - intervista a Enzo Biagi
..............omissis............... Ci sarebbe da ridere... "Se non fosse il capo del governo. Il vero sogno di Berlusconi è un regime. Questa è la verità. Uno di quelli che mi attacca di più si chiama Fabrizio Cicchitto, ovvero "l'itala gente dalle molte vite", come dice il poeta. Parte lombardiano e approda a Forza Italia. Chissà che tormentato percorso morale e ideologico. Provo per lui una sincera compassione. E' difficile reggere molte parti in commedia. Certo tra Riccardo Lombardi e Silvio Berlusconi c'è molta differenza". Berlusconi sostiene che i giornali raccontano un sacco di bugie sul suo conto. "E straordinario. La sua è una storia meravigliosa per chi cerca un soggetto per la televisione. Come raccontando una montagna di balle uno diventa presidente del Consiglio. Un caso così non c'è in tutto il mondo. D'altra parte tutti i Paesi hanno i governi che si meritano". Da La Repubblica di venerdì 1 aprile 2005 - RIBELLIAMOCI A CHI CANCELLA LA COSTITUZIONE - CORRADO AUGIAS - .....(omissis)...... non hanno avuto il coraggio di far spiegare bene ai loro telegiornali l'importanza (la gravità) dei cambiamenti e che manca solo una sbrigativa procedura all'approvazione definitiva. Gustavo Zagrebelsky ha scritto su questo giornale: "Una costituzione del governo non è una costituzione perché non ne ha la legittimità necessaria" C'è anche un altro modo di vedere la cosa, terra terra. Dei quattro uomini che hanno preparato la bozza uno apparteneva a un piccolo partito dove con il tricolore ci puliscono per terra, uno a un partito che alla stesura della Costituzione del '48 non partecipò per indegnità, uno a un partito il cui capo confessa spensierato di non avere il senso dello Stato, uno a un partito che dell'altra Costituzione fu parte fondamentale (lo dimostra la reazione del vecchio Andreotti) ma che evidentemente è di temperamento flessibile. Quattro persone, riunite in una baita col pulloverino sulle spalle se mai facesse freddo durante la passeggiata, hanno fatto a pezzi la legge fondamentale rimontandola secondo le istruzioni del loro suggeritore. Davvero la nostra fibra è così molle da meritare tutto questo? |
| Last updated 28.2.2005 |