blackout .... fuori tema tredici .... 15 Agosto 2004

le ragioni degli industriali.. adamello 1984.. Miller 15 giugno 2004..

fuori tema .. fuori tema uno.. fuori tema due.. fuori tema tre.. fuori tema quattro.. fuori tema cinque.. fuori tema sei.. fuori tema sette.. fuori tema otto.. fuori tema nove.. fuori tema dieci.. fuori tema undici.. fuori tema dodici.. fuori tema quattordici.. fuori tema quindici..



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fuori tema

tredici


Arno


da:la Repubblica 15 agosto 2004
di Stefano Benni

Il governo Berlusconi, oltre alla guerra e varie leggi utili a Mediaset, ha anche portato nel Paese un grande boom economico. Purtroppo una stampa totalmente asservita ai comunisti fa sì che gli italiani non percepiscano questa fortuna e si sentano bidonati e poveri. Fanno meno vacanze e invece di investire in anfiteatri come il loro premier, cercano di risparmiare in ogni modo......



Da La Repubblica di mercoledì 15 dicembre 2004 - UN PAESE AD PERSONAM - EZIO MAURO

C'è un'emergenza crimine nel Paese che preoccupa i cittadini, e che dovrebbe impegnare in prima linea il governo, con la sua cultura propagandistica da "tolleranza zero". No.
In piena emergenza, Forza Italia si trasforma ancora una volta in un manipolo aziendale per la tutela degli interessi personali di Cesare Previti, che incatena ai suoi destini la decenza di un partito, di una maggioranza parlamentare, di una coalizione, del governo: e purtroppo dell'Italia.

La Casa delle Libertà oggi prova in Parlamento a liberare ad ogni costo Cesare Previti, già condannato due volte per corruzione.
Non potendo più fermare i suoi giudici né camuffare il reato, si tenta di renderlo impunibile.

Come? Semplice. Si costruisce un fittizio "pacchetto anticrimine" per fingere di legiferare nell'interesse del Paese, e nel pacchetto si inserisce una norma che abbatte i tempi di prescrizione per molti reati pesanti come l'usura, il furto aggravato, l'incendio doloso, ma soprattutto la corruzione. Consentendo a Previti di trovare la strada su misura per evitare il suo giudice, a Berlusconi e a Dell'Utri di non ricorrere nemmeno in appello.

Che dire? Due cose soltanto.
Queste vicende possono compiersi solo in un Paese prono a tutto, dove una vera e propria complicità intellettuale permette che il reato criminale riduca la politica a servaggio, per cambiare in Parlamento la sua natura.
Un processo alchemico scellerato, che deforma lo Stato di diritto e dimostra la falsità del teorema che voleva Berlusconi "costretto" alle leggi ad personan.
Ora che è stato prosciolto, le leggi ad personam continuano, per quei soci-padroni capaci di tenere in ostaggio il lato più oscuro di un uomo che dovrebbe governare l'Italia, e la umilia con un Parlamento asservito.




lago di Campo


valle Adamé





Da La Repubblica di domenica 19 dicembre 2004 - di Michele Serra

Il centrosinistra litiga su tutto, ed è un difetto insopportabile.
Ma il centrodestra non litiga mai e digerisce compatto anche le peggiori porcherie come il salva-Previti, e questo non è neanche un difetto è una catastrofe morale.
Lasciamo da parte, per l'occasione i prudenti eufemismi e le bellurie dialettiche, e diciamo che votare quella roba è stato un gesto vergognoso, che c'entra assai poco con la destra e la sinistra e c'entra moltissimo con il servilismo imbelle nei confronti del Capo.
Passi per i fanatici, magari davvero convinti che la magistratura sia un covo di eversori che perseguitano gli innocenti.
Ma gli altri, i "moderati", gli alleati più presentabili, gli amabili conversatori, le persone perbene della maggioranza, come hanno potuto votare una roba del genere senza sentirsi la ridicola foglia di fico di una cricca che occupa lo Stato (disprezzandolo, tra l'altro) solo per aggiustare le proprie faccende private?
No, non c'è un regime: perché non ce n'è bisogno. Basta e avanza, per ridurre la politica a un club privé, l'illimitato conformismo dei peones, la furba vaghezza dei telegiornali (sempre più cronaca nera e rosa, sempre meno informazione politica), la remissività ipocrita di chi sapeva benissimo di votare una schifezza, ma lo ha fatto, eccome se lo ha fatto, per pura mancanza di dignità.

Venerdì 14 gennaio 2005 - Il Manifesto- Embrioni nel far west - di Ida Dominijanni

La legge contro la procreazione assistita generata dal parlamento italiano in un percorso a ostacoli durato sette anni è una legge incostituzionale, nefasta e inemendabile.
Non è solo liberticida, discriminatoria, moralista, conformista, antiscientista:
è sbagliata nell'impianto e nell'esito, nella sintassi e nella grammatica, nelle motivazioni e nei fini.
E' figlia di un parlamento ignorante, di uno stato etico, di una Repubblica confessionale, di un diritto penale massimo, di un patriarcato rancoroso.
...... (omissis) ......


Da La Repubblica di domenica 19 dicembre 2004 - di E. Scalfari

......... omissis ........
Concludo. Nell'ultimo anno e mezzo della legislatura il governo e la maggioranza che lo sostiene hanno evidentemente deciso di smantellare le strutture fondamentali della Costituzione e dello stato di diritto trasformando l'impianto liberal-democratico della separazione dei poteri e del loro reciproco equilibrarsi in un sistema di potere che riposa unicamente sulla dittatura di una maggioranza clonata e riprodotta in fotocopia come pura proiezione numerica di una autocrazia in avanzato stato di costruzione.

Era prevedibile che ciò accadesse date le caratteristiche del gruppo che si è formato nel '93 e che nel 2001 ha legittimamente conquistato il potere con la chiara e dichiarata intenzione di stravolgere le regole e rendere irreversibile quella conquista.

Se c'è un momento in cui si può dire senza tema di drammatizzare spinte emotive e moralistiche che la democrazia e lo stato di diritto sono in pericolo;
se c'è un momento in cui tutte le convenienze di gruppo e di partito debbono cedere alla tutela del bene comune, sia a destra che al centro e a sinistra, per impedire che la devastazione istituzionale e morale in corso arrivi a compimento;
se c'è infine un momento in cui, come ha scritto ieri Claudio Magris sul "Corriere della Sera" tutti gli uomini liberi si debbono unire contro uno scandalo e un'avventura di questa gravità;
ebbene quel momento è venuto.

Il nostro comune punto di riferimento non può che essere il presidente della Repubblica.
Da solo e con la sola forza che gli deriva dalla Costituzione egli sta adempiendo al suo compito.
Ancora pochi giorni fa l'ho udito dire che i suoi doveri sono quelli che la Costituzione e la sua coscienza gli impongono e che ad essi non verrà mai meno in nessun caso.
Non è mai stato un uomo di parte, il nostro presidente, e mai lo sarà.
Per questo il consenso che lo circonda è così vasto ed è questa la sua forza e la forza della nostra Repubblica.


valle Adamé


valle Adamé


valle Adamé


valle Adamé

Da il Venerdì di Repubblica del 18-02-2005 pag. 11 -- di Giorgio Bocca: Errori di ieri e propaganda di oggi

Dove vivono quelli che ridono e sfottono quando si parla di regime?
Li leggono i giornali italiani, le vedono le televisioni italiane?
Non si accorgono che il progetto di una Italia nera, reazionaria, lasciata alla prepotenza dei più ricchi, dei più forti è il tema di ogni giorno, di prossima attuazione, con un capo del governo neofascista, con presidente della Repubblica Silvio Berlusconi?

Una formazione a tenaglia che a proporla solo pochi anni fa sarebbe apparsa una provocazione assurda, una voglia di incubo per una democrazia nata dalla Resistenza, per uno Stato fondato sul patto dei cinque partiti del Comitato di liberazione.
La storia non è mai ferma, si dice, i cicli e i ricici sono inevitabili, ma il ritorno al peggio è sconsolante, un delitto contro la ragione, un pervicace attaccamento al menzognero.
Tornano con untuosa tenacia tutte le campagne diffamatorie del fascismo vecchio e nuovo, e anche a sinistra c'è chi ci cade.
Prendiamo la tragica storia delle foibe.
Furono una tetra pagina della guerra mondiale, una feroce vendetta degli sloveni sugli occupanti italiani.
Ma parlarne come si fa oggi dalla destra, estrapolate da quella storia è cattiva propaganda.
Le foibe, gli italiani gettati nelle grotte carsiche ci furono perché ci fu per venti e passa anni una occupazione fascista dell'Istria, una repressione della minoranza slava; perché ci fu una guerra alla Jugoslavia e un'occupazione in cui il nostro esercito assieme ai cetnici e agli ustascia commise delitti atroci sui partigiani ma anche sulla popolazione civile come anche l'Osservatore Romano ha voluto ricordare.

E a guerra finita i De Gasperi, i Togliatti, che erano politici ragionevoli, dovettero gestire nel modo migliore quel passato feroce in cui tutti si erano sporcati le mani di sangue.

Ragion per cui anche la sinistra accettò di stendere il silenzio sulle nostre e sulle altrui efferatezze, non ci fu nessuna indagine sul comportamento delle nostre truppe durante l'occupazione e si cercò di accettare anche l'esodo degli italiani dall'Istria come un inevitabile prezzo della sconfitta, perché fummo noi non altri a marciare su Lubiana e su Spalato.

Ma riaprire sessanta anni dopo quel passato, senza alcun vantaggio per il presente, senza il minimo giovamento all'attuale convivenza fra i due popoli e senza la necessaria contestualizzazione storica, fa sospettare che l'operazione nasca solo per dar fiato a un anticomunismo elettorale a comunismo morto e stramorto.

Mercoledì 11 maggio 2005 - La Repubblica - Chi sono i tiranni nelle società moderne - di Ian Buruma

...... (omissis) ......
Se ci saranno ancora dittatori, saranno probabilmente dei super Mogol, proprietari di reti televisive e di club sportivi, che parlano come predicatori evangelici, disprezzano la democrazia e mettono in guardia contro minacce e nemici.

Dei segnali premonitori possono già scorgersi in democrazie come l'Italia e la Thailandia, Paesi entrambi governati da magnati populisti proprietari di televisioni, sprezzanti verso l'indipendenza dei giudici e l'opposizione politica.

Sono grandi uomini con grandi idee, promettono di farla finita con i piccoli compromessi e i mediocri aggiustamenti dei politici.
...... (omissis) ......


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