blackout .... fuori tema due .... 25 Luglio 2004
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da " E' arrivato Buttiglione con la piuma sul cappello"
di Eugenio Scalfari
.......................... (omissis) .................... Che fossero imbroglioni lo si diceva da tempo. Ma ora c'è la prova autentica, la prova provata, fornita dal neoministro Siniscalco, già direttòre generale del Tesoro nei tre anni di Tremonti all'Economia e da un paio di settimane suo successore. Dice Siniscalco (in Consiglio dei ministti e nel Documento di programmazione finanziaria approvato dallo stesso Consiglio) che: c'è un buco da ripianare di 24 miliardi; senza una manovra di quella dimensione il nostro deficit viaggerebbe a 4 punti e mezzo in rapporto col Pil; il medesimo Pil, che nell'anno in corso avrà sì e no un progresso dell'1,3 per cento, non si schioderà da un magro 2,2 nei tre anni successivi; in quei tre anni ci vorranno ulteriori manovre correttive pari a un totale di 27 miliardi, più quella appena effettuata di 7,5 miliardi. Il totale generale nel quadriennio 2004-2008 sarà dunque di 51 miliardi di euro, pari a 110 mila miliardi di vecchie lire, più almeno 12 miliardi se si vogliono ridurre le imposte secondo il progetto Berlusconi. E siamo a 63 miliardi di euro, ma ancora non sono nel conto i soldi (molti) mancanti alla scuola, alla sanità, al rilanclo delle imprese, alla formazione e agli ammortizzatori sociali; il tutto stimabile a un minimo di altri 15-20 miliardi (i soli ammortizzatori sociali pesano, ridotti al minimo, per 7 miliardi, dei quali ne erano stati stanziati nel bilancio 2004 soltanto 800 milioni ridotti a 300 dopo la stangatina votata l'altro ieri dalle Camere). E siamo a 81 miliardi (160 mila miliardi di lire). Ma non è ancora finito. Il debito pubblico sarà a 106 miliardi nel 2005 secondo l'ottimistica valutazione di Siniscalco. ll quale stima indispensabile ridurlo a 100 entro il 2008 per far fronte agli impegni europei e alle richieste delle agenzie di rating. Come? Con alienazioni di patrimonio (immobili e privatizzazioni) dell'ammontare di 75 miliardi nel trienmo 2005-2008. È possibile? Secondo me no, sulla base dell'esperienza passata e considerato che, salvo disfarsi delle azioni dell'Eni, dell'Iri e della Finmeccanica ed i pochi immobili di pregio da cartolarizzare, non c'è trippa per gatti. Insomma una rovina, un abisso finanziario per colmare il quale non si vedono le risorse disponibili salvo una cura da cavallo da imporre ai contribuenti di tutte le classi di reddito, con ripercussioni inevitabilmente depressive sul ciclo economico. E dire che ancora un mese fa gli speaker della maggioranza, suffragati dal premier e da Tremonti, davano del farneticante a chi dai banchi dell'opposizione e dalle colonne della libera stampa avvertiva dell'incombente catastrofe. Distraendo l'opinione pubblica con ridicoli diversivi tele guidati. Urge una domanda al buon Siniscalco: lui, direttore generale del Tesoro, che cosa ha fatto in questitre anni? Chi ha avvertito del disastro? Perché è rimasto a condividere questa vera e propria rapina della pubblica ricchezza? E che cosa ha fatto (o non fatto) il ragioniere generale dello Stato cui spettava il compito di registrare una tale rovina di giorno in giorno crescente? Una risposta sarebbe non solo opportuna ma assolutamente dovuta. .......................... (omissis) .................... da "La Repubblica" di Domenica 25 Luglio 2004 - pag. 15 |