blackout .... fuori tema tre .... 28 luglio 2004



home page


.... 1945 ....

Miller 15 giugno 2004..    le ragioni degli industriali..    adamello 1984..
fuori tema ..  fuori tema due..  fuori tema tre..  fuori tema quattro..
fuori tema cinque..  fuori tema sei..  fuori tema sette..  fuori tema otto..
fuori tema nove..  fuori tema dieci..  fuori tema undici..  fuori tema dodici..
fuori tema tredici..  fuori tema quattordici..  fuori tema quindici..  fuori tema sedici..
fuori tema diciassette..

termo geotermo eolico solare

fuori tema

tre


.... 1915 ....


di chi è questa citazione ? - perchè fa paura ? ....

....sempre con l'America, ancor prima di sapere dove va l'America....



29 luglio 2004



intervento di Clinton alla Convention democratica di Boston del 27 luglio 2004 (1)



"Se voi che avete votato per Bush nel 2000 siete soddisfatti di come va l'America nel mondo e in casa, tornate pure a votarlo, prego".

"Ora che sono diventato ricco, con il mio libro, ricevo assegni di rimborso alle tasse dal governo e stavo per mandare un biglietto di ringraziamento a Washington quando mi sono reso conto che quei soldi erano i vostri soldi, sottratti alle vostre scuole, alla polizia, ai benefici per i reduci che mandiamo in guerra e mi sono vergognato.

Che strano, i repubblicani che erano tanto cattivelli con me quando ero presidente, ora che sono un ricco pensionato mi coprono di soldi".
Orgasmi e ovazioni in sala..

(1) da "l'ombrello di Clinton" di V. Zucconi - La Repubblica del 28 luglio 2004


lago di Campo


lago di Campo



da La Repubblica del 18 febbraio 2005 - l'amaca di Michele Serra -

Dunque non era Berlusconi, il "mostro bavoso" sbattuto in prima pagina dall'Unità.

E' bastata una rapida ricerca d'archivio per stabilire che la definizione corretta (correttamente riportata dal quotidiano di Furio Colombo era "mascalzone bavoso", l'autore di tanta gentilezza semantica era il senatore Paolo Guzzanti sul Giornale, e soprattutto il destinatario era Romano Prodi.

E così, l'arma del delitto sventolata dal premier in tivù aveva le impronte digitali del senatore Guzzanti e del quotidiano di famiglia del Cavaliere.
E la vittima era il capo dell'opposizione.

Pazzesca, no?
Davanti a milioni di italiani, che non hanno alcuna facoltà di verificare i fatti, Berlusconi adopera le grevi ingiurie di un suo greve collaboratore contro Prodi, dicendosene vittima.
Che sia una menzogna o un ridicolo infortunio, poco importa: è comunque un rovesciamento così diabolico della verità da risultare insostenibile perfino in un paese abituato alle balle come il nostro.

Per Berlusconi scusarsi con l'Unità sarebbe il minimo, ma è contrario ai suoi principi razziali. Riflettere sui toni da treppiedista che abbondano, da anni, sui giornali a lui contigui, sarebbe ugualmente impossibile, perché il premier considera opinioni i suoi insulti, e insulti le opinioni altrui.

E poi i fatti cadranno presto in prescrizione: esiste da tempo, implicito, un lodo Berlusconi che prevede, per il solo Berlusconi, la più allegra irresponsabilità di parola.

da La Repubblica del 19 febbraio 2005 - l'amaca di Michele Serra -

Ci si chiedeva ieri, retoricamente, tra pochi amici amanti delle buone opere: riuscirà Silvio Berlusconi a scusarsi con l'Unità, da lui accusata in televisione di averlo insultato quando poi si è scoperto che l'autore dell'insulto era Paolo Guzzanti sul Giornale, e il destinatario era Prodi?

Ci si rispondeva, sempre retoricamente, che no, Berlusconi non si sarebbe scusato con i "cumunisti" e non lo avrebbe fatto per le ragioni razziali, o castali, o religiose, o psico patologiche che gli impediscono di considerare la sinistra facente parte del consesso umano.

Lì siamo rimasti, alla diffamazione senza se e senza ma, e anche senza vergogna, accolta dall'allegra comunità mediatica italiana come un divertente disguido, una bizzarra gaffe delle sue.

Domani è un altro giorno, e sempre con i pochi amici del bar resteremo in vana attesa di un bigliettino, una dichiarazioncina, una telefonatina nella quale il premier, che quando vuole sa perfino essere educato, domandi scusa a Furio Colombo per l'involontaria bugia, certamente provocata dalla frettolosa compulsazione degli appunti fornitigli da entusiasti e incauti collaboratori.

Avendo tempo da perdere, noi che a differenza di Berlusconì non abbiamo mai niente da fare, aspetteremo quel segno di buona volontà anche dopo domani; per non dire martedì, mercoledì, giovedì...




home page