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CROCEFISSO - se è la legge a decidere -
Il simbolo è all'esame della consulta
di Francesco Merlo
( ... omissis - riporto solo la parte finale dell'articolo -)
Dobbiamo difendere la croce anche dai neofanatici della croce che la vorrebbero strumento di disquisizioni teologali, di dottrine che discriminano la donna, che condannano i gay al fuoco eterno, dopo averli asfissiati con dibattiti sulla vita e sulla morte.
E vorrebbero lasciarla sui muri a simbolo di un Dio europeo contrapposto al Dio degli arabi che sta nel Maghreb e nel Mashreq, a quello degli ebrei che sta in Israele, a quello dei buddisti che sta in Asia, al Confucio che sta in Cina.
Vorrebbero che Dio abitasse in Europa, vorrebbero cioè ridurgli l'agibiità, ridimensionarlo e rimpicciolirlo, rinchiudero nella fortezza della croce.
Se è questo che rischia di tornare ad essere la nostra croce, allora i magistrati la tolgano pure dai muri.
Se avesse messo meno croci sui muri e meno Dio nelle costituzioni e nelle carte dei diritti, l'umanità avrebbe fatto meno guerre e sicuramente le guerre sarebbero state meno feroci, perché il disprezzo di Dio è il peggio che possa capitare a un nemico.
Il disprezzo di Dio annichilisce, mentre quello della moglie, di un vicino di casa o del razzista di turno sono relativamente sopportabili, disprezzi limitati e contingenti.
Il disprezzo di Dio è assoluto.
Dinanzi al disprezzo di Dio l'unica arma possibile è un altro Dio.
E quando si muovono gli Dei la catastrofe è assicurata, cielo e terra si mescolano, arrivano diluvi, cataclismi, campi di concentramento: l'ira di Dio.
da "La Repubblica di mercoledì 17 novembre 2004
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