blackout

home page


generatore asincrono


termo nucleo geotermo eolico solare

dati di alcune centrali idriche enel

da web-site enel


turbina idraulica

enel produzione

parco idroelettrico in Italia

FOTOVOLTAICO-ENEL    IDRO-ENEL 1    TERMO-ENEL    TORNA IL NUCLEARE!!    ENEL-IDRO

Valcamonica: 380 KV    Valcamonica:linee






centrale di Cedegolo: lato Ovest

centrale di Cedegolo: lato Nord




Impianto idroelettrico di Aviasco nel territorio comunale di Valgoglio (BG) - da oltre 80 anni produce energia elettrica

L'edificio, realizzato in muratura e pietra nel 1925 in stile neomedievale (di rilievo i contrafforti connessi al corpo di fabbrica), è di indubbio valore ambientale e architettonico.
I particolari costruttivi e le decorazioni dell'interno fanno pensare alla scuola eclettica di Camillo Boito così attenta ai temi della tradizione e dell'ambientalismo.

La centrale è alimentata, mediante una condotta forzata, dalle acque provenienti da cinque laghi artificiali che costituiscono un complesso di straordinario valore ambientale e paesaggistico.
La condotta forzata ha inizio sul lago Nero, connesso ai vicini laghi Campelli ed Aviasco;
più a valle vengono immesse le acque regolate dal Lago Sucotto e dal lago Cernello.

La producibilità media annua è di 25,3 milioni di chilowattora, sufficienti al fabbisogno di circa 10.000 famiglie.


Taccani - Trezzo sull'Adda (MI)

La centrale costituisce uno dei più notevoli esempi di archeologia industriale (risale infatti ai primi anni del '900).
Situata in un pregevole sito naturale (Parco Adda Nord) La centrale si trova nel comune di Trezzo sull'Adda in provincia di Milano.
La centrale di Trezzo è del tipo ad acqua fluente (Fiume Adda) e ha una potenza efficiente di 10,871 MW. La sua producibilità media annua è di 59,4 GWh.

Come arrivarci
Autostrada Milano Venezia - uscita Trezzo Sull'Adda - seguire indicazioni per la centrale (seguire anche le indicazioni per la "Canottieri Tritium" che rimane di fianco alla centrale).



sezione turbina francis




Impianto idroelettrico di Zogno.

Dopo circa 3 anni di riammodernamento del macchinario e delle strutture, incluso il recupero conservativo dell'edificio, inizierà a produrre di nuovo energia rinnovabile da immettere nella rete elettrica nazionale.

Le vecchie turbine dei primi del novecento sono andate in pensione e sono state sostituite con altre macchine idrauliche di moderna concezione ad alto rendimento.

In particolare l'intervento di rifacimento è consistito in:
  • demolizione e rimozione dei 4 vecchi gruppi turbina-alternatore ad asse orizzontale e relativi quadri elettrici di bassa e media tensione che sono stati sostituiti con 4 nuovi gruppi turbina alternatore ad asse verticale
  • installazione di nuove paratoie alla vasca di carico
  • manutenzione straordinaria degli sgrigliatori della vasca di carico
  • manutenzione straordinaria del canale di scarico
  • rifacimento di alcuni tratti del canale di derivazione
  • costruzione di una nuova traversa ed opera di presa: la nuova traversa è dotata di una paratoia a settore da 8 m con funzione di sghiaiatrice e di 4 paratoie automatiche a ventola da 12,5 metri ciascuna accoppiate 2 a 2 senza pile intermedie, in modo da dare luogo a due luci da 25 metri in caso di una sua completa apertura durante gli eventi di piena;
    è inoltre dotata di scala di risalita dei pesci e delle opere necessarie al rilascio del deflusso minimo vitale.
L'impianto, situato nella media Valbrembana, utilizza parte delle acque del fiume Brembo derivate dal bacino posto nel comune di S. Pellegrino, che vengono prelevate da un canale adduttore situato in sponda destra e convogliate dopo un percorso di circa 7 km nel bacino di carico della centrale con una pendenza media dello 0,8%.

Il salto medio utile tra bacino di carico ed il canale di scarico è di 57 metri.

La centrale di Zogno, entrata in servizio nel 1903, è costituita da un edificio austero con elementi architettonici classicheggianti.
Le facciate esterne presentano una decorazione graffita, su intonaco a tre colori, raffigurante un intreccio di conduttori elettrici legati su isolatori.
Al centro dell'edificio è presente una meridiana.
Le pareti interne della sala macchine sono completamente decorate in tempera stile liberty e nella parete verso il locale officina in due nicchie sono stati realizzati due graffiti rappresentanti il cavallo vapore in visione industriale.

La producibilità media annua dell'impianto è pari a 40 milioni di chilowattora, corrispondente al fabbisogno medio di oltre 13.000 famiglie ed alla mancata emissione in atmosfera di 28.000 tonnellate di CO2 rispetto ad una analoga produzione con combustibili fossili.

lago Salarno


girante


stazione elettrica


pian di neve


stazione elettrica


saracinesca


centrale idroelettrica


generatore-turbina idraulica


Salarno


centrale idroelettrica

La centrale di Carona.

E' entrata in servizio nel 1924, costituita da 2 edifici austeri con elementi architettonici classicheggianti.
Sulle pareti interne della sala macchine è possibile ammirare i pregevoli affreschi, raffiguranti le planimetrie e lo schema generale degli impianti idroelettrici della valle.

Alla fine degli anni '80 i tre gruppi turbina/alternatore originali, sono stati sostituiti da un unico gruppo di potenza pari a 48 mila chilowatt.

Il sistema idraulico che alimenta la centrale di Carona comprende 9 laghi: Diavolo, Fregabolgia, Val di Frati, Sardegnana, Colombo, Gemelli, Marcio, Pian Casere, e Pian del Becco, in grado di contenere complessivamente circa 22 milioni di m3.

La producibilità media annua dell'impianto è pari a 83 milioni di chilowattora, sufficienti al fabbisogno di circa 35.000 famiglie.


Vigevano, Pavia - Centrale idroelettrica

La centrale idroelettrica di Vigevano ha una potenza di 5400 kW.
Per alimentarsi utilizza parte delle acque del fiume Ticino che poi vengono riutilizzate per uso irriguo dal Naviglio Sforzesco.

L'impianto si compone in realtà di due diversi impianti: la centrale vecchia e la centrale nuova.
La centrale vecchia risale al 1904 e vi sono installati 5 gruppi Francis ad asse orizzontale.
La nuova centrale è stata costruita nel 1994 a fianco della vecchia centrale.


Il lago artificiale di Valvestino.

E' creato dalla diga di Ponte Cola, i cui lavori sono stati ultimati nel 1962.

La diga, alta 124 metri, ha uno sviluppo al coronamento di 283 metri e una capacità di invaso di 52 milioni di m3.

Dalla diga di Ponte Cola parte una condotta forzata che va ad alimentare la centrale di produzione e pompaggio di Gargnano, situata nell'omonimo comune a 70 m slm sulla sponda occidentale del lago di Garda.

L'impianto, costruito in caverna, è del tipo a pompaggio e ha una potenza efficiente di 137,2 MW;
la sua producibilità media annua è di 79,8 GWh, pari al fabbisogno di circa 30.000 famiglie.


Vulci, Viterbo - Centrale idroelettrica

L'impianto di Vulci è stato costruito nel 1923.
È alimentato dalle acque del Fiora. La potenza è pari a 4,5 MW.
L'area di pertinenza della centrale oggi è un'oasi naturalistica gestita dal WWF.


lago Salarno


turbina




vasca impianto Anapo


Salarno


diga Gleno


diga Gleno


girante


centrale idroelettrica


girante


centrale idroelettrica


centrale idroelettrica


alternatore


girante

Presenzano, fabbrica di energia.

La centrale idroelettrica, situata tra le province di Caserta e Isernia, ha una fondamentale importanza nella produzione di energia per la vicinanza con la principale rete dorsale italiana.


IL PERCORSO DELL’ENERGIA

I due cicli dell’energia idraulica in una centrale idroelettrica di generazione e pompaggio.

Nell’impianto idroelettrico di Presenzano l’energia idraulica “primaria” viene accumulata nel bacino a monte.
Durante il funzionamento in generazione, l’acqua attraversa le gallerie in pressione e le condotte forzate e arriva in centrale.
Qui agisce sulle pale della turbina che, a sua volta, trasforma l’energia idraulica in energia meccanica di rotazione trasmessa, mediante un albero, all’alternatore.
Tocca a quest’ultimo trasformarla in energia elettrica.

Grazie al trasformatore, l’energia elettrica viene immessa sulle linee a 380 kV della rete di trasmissione.
Durante la notte, avviene il processo inverso.
L’energia elettrica viene prelevata dalla rete attraverso il trasformatore e fornita all’alternatore che, in questo caso, funziona da motore.
Il motore trascina l’albero e trasmette l’energia meccanica alla turbina che, girando in senso inverso, funziona da pompa:
prima preleva l’acqua dalla vasca inferiore, poi la rimanda al bacino superiore.

L’impianto

Gli impianti di pompaggio riqualificano l’energia elettrica.
Infatti, nelle ore diurne (quelle in cui c’è maggiore richiesta) producono energia pregiata, mentre di notte (quando la richiesta dell’utenza è di gran lunga minore) utilizzano l’energia disponibile per il pompaggio.

Caratteristica fondamentale dell’impianto di Presenzano è la sua posizione - pressoché baricentrica rispetto ai grandi centri urbani di Roma e Napoli – che permette di regolare la rete nell’Italia centro-meridionale.

La centrale, inoltre, è poco distante dal tracciato dell’elettrodotto a 380 kV che rappresneta la principale dorsale di trasporto d’energia della rete italiana.
L’impianto ha una potenza elettrica massima resa in generazione di circa 1.000 MW, in grado di alimentare, nelle ore di maggiore richiesta, l’equivalente di 350.000 utenze domestiche.

I principali componenti tecnici

Vanno a formare l’impianto idroelettrico di Presenzano:

  • 2 bacini di accumulo dell’acqua, uno superiore, l’altro inferiore
  • 2 gallerie di derivazione
  • 4 condotte forzate
  • 1 centrale in caverna composta da 4 gruppi reversibili generazione/pompaggio
  • 1 stazione elettrica all’aperto
GLI ELEMENTI DELL’IMPIANTO IDROELETTRICO

Breve viaggio alla scoperta del bacino, della vasca e della centrale di Presenzano

I volumi d’acqua pompati nelle ore notturne dalla vasca inferiore sono immagazzinati nel bacino superiore di Césima.
Per la sua realizzazione si è provveduto allo sbarramento del vallone di Césima (che nel suo corso basso è chiamato anche Rio Rava) con una diga in rockfill dell’altezza di 45 metri e della lunghezza al coronamento di 285 metri.
La capacità occorrente è stata ottenuta ampliando quella disponibile naturalmente, mediante scavi per un totale di 2,9 x 106 m3 circa.

Vasca

La vasca inferiore è invece situata nella piana a est dell’abitato di Presenzano e ha il compito di accumulare i volumi d’acqua turbinati in centrale durante il giorno.
È realizzata per intero artificialmente mediante scavi (5,3 x 106 m3) e arginature perimetrali realizzate in tout-venant calcareo prelevato da una cava appositamente aperta sulle pendici del massiccio di Césima.

Gallerie

Dal bacino di Césima partono 2 gallerie in pressione, il cui tracciato si sviluppa attraverso formazioni calcareo-dolomitiche.
Al termine di ciascuna delle due gallerie si trova un pozzo piezometrico (identico per le due derivazioni) del tipo differenziale con camere di alimentazione inferiore e di espansione superiore.

Condotte forzate

Le quattro tubazioni metalliche, collegate ognuna a un gruppo turbina/alternatore della centrale, sono installate all’aperto su un’unica sede per la prima parte del loro sviluppo.
Terminano in quattro discenderie indipendenti in galleria fortemente inclinata

Centrale

Ubicata di fronte al serbatoio inferiore, è costituita da 4 pozzi separati (diametro interno di 21 metri e profondità di 72 metri e mezzo, disposti alla distanza di 40 metri l’uno dall’altro).
In ogni serbatoio è installato un gruppo binario ad asse verticale, formato da un generatore/motore da 300 MVA accoppiato a una turbina reversibile monostadio da 250 MW.
I pozzi sono collegati in sommità da un corpo di fabbrica anch’esso interrato.
Sul piazzale della centrale (168 metri e mezzo sul livello del mare) sono installate due gru elettriche a portico da 250 tonnelate (scorrevoli su appositi binari) a servizio dei pozzi e dell’annessa officina di premontaggio.

Dati tecnici

Stazione elettrica Nella stazione elettrica, che si trova all’aperto, su un piazzale a due livelli retrostanti la centrale, sono installati quattro trasformatori elevatori da 300 MVA, una sezione a 380 kV con tre linee di collegamento alla rete (in futuro si prevede la realizzazione di una quarta linea).
A garantire l’alimentazione dei servizi ausiliari della centrale contribuisce una stazione di trasformazione 220/10/12 kV, dietro la centrale e collegata alla locale rete a 220 kV.


ATTENZIONE PER L’AMBIENTE

La storia di un impianto che si è posto l’obiettivo della salvaguardia del paesaggio circostante.

L’impianto di Presenzano si sviluppa in parte nel territorio del comune di Sesto Campano, in provincia di Isernia, e in parte nel comune di Presenzano, in provincia di Caserta.

Quella della centrale idroelettrica è una storia recente.
I lavori di costruzione iniziarono infatti il 1° luglio del 1981.
Nove anni dopo toccò all’allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, inaugurare la centrale, dando il via alla rotazione del primo gruppo: era il 5 luglio del 1990.

L’impianto di Presenzano cominciò a lavorare a pieno regime il 23 gennaio 1997, raggiungendo i 1.000 MW, il valore massimo della potenza installata.
L’attenzione per l’ambiente è stato uno degli aspetti fondamentali della costruzione dell’impianto.
Il progetto di una centrale a pozzo ha ridotto al minimo i corpi di fabbrica affioranti sopra il piano di campagna.
Sui pendii esterni, inoltre, è stata posta notevole cura nel predisporre la stesura di un adeguato manto vegetale.
A confermare la preoccupazione per il territorio circostante, bisogna ricordare che l’insediamento dell’impianto non ha modificato il regime dei corsi d’acqua della zona.

Le portate necessarie al funzionamento della centrale di Presenzano, infatti, sono costituite da modesti apporti idrici occorrenti a reintegrare i volumi evaporati e ad evitare eventuali fenomeni di eutrofizzazione dell’acqua invasata nei bacini.

Per quanto riguarda il fondo e le sponde dei due serbatoi, infine, si è proceduto alla impermeabilizzazione grazie ad un manto di conglomerato bituminoso steso su opportuni strati filtranti.
Questi ultimi garantiscono un sistema di drenaggio che consente il controllo e la misura di eventuali perdite del rivestimento.





scarico - supporto


centrale idroelettrica


alternatore - regolatore



Cogolo (TN) - ENEL: VENERDI’ 17 AGOSTO SARA’ “CENTRALE APERTA” A COGOLO

Centrale di Cogolo

L’appuntamento presso l’impianto idroelettrico Enel situato in Val di Peio, quest’anno sarà particolarmente ricco, e conterà sulla collaborazione del Comune di Peio, dell’Associazione Linum e dell’Ecomuseo della Val di Pejo.

Da oltre 80 anni, infatti, il moto di turbine ed alternatori della centrale accompagna la vita della valle.

A tutto questo farà da sfondo lo storico impianto idroelettrico che potrà essere visitato da chiunque voglia conoscere più da vicino questo importante impianto di produzione di energia elettrica, quali tecnologie applica e come si integra nel territorio circostante.

Il programma di Centrale Aperta, che si terrà venerdì 17 agosto, dalle 10 alle 17, offrirà la possibilità di assistere alla tradizionale tessitura e tintoria della lana delle Alpi con erbe e bacche del territorio animata dall’Associazione La Ventessa.

L’ingresso a “Centrale aperta” è libero e gratuito.

La centrale di Cogolo

La centrale di Cogolo, entrata in servizio alla fine degli anni ‘20, con le sue peculiarità artistiche ed architettoniche di inizio ‘900, è una vera e propria finestra di conoscenza dello sviluppo dell’industria elettrica in Trentino e nella valle di Pejo ed è fra i più interessanti esempi di architettura industriale ed uno dei siti più pregevoli del territorio trentino.

All’esterno l’edificio assume i caratteri delle costruzioni montane, con largo impiego di elementi costruttivi e decorativi in legno.

All’interno, la sala macchine è impreziosita da decorazioni a graffito del sistema idroelettrico del Careser e di Pian Palù.
La cura dei dettagli e le decorazioni interne rendono l’impianto di produzione particolarmente suggestivo.

La centrale, con una potenza installata di 100 megawatt ed una producibilità media annua di 200 milioni di chilowattora è in grado di fornire l’energia elettrica sufficiente al consumo annuo di circa 75.000 famiglie.



Le acque del lago Delio alimentano la centrale di generazione e pompaggio di Roncovalgrande
attraverso due condotte forzate sotterranee ciascuna con una portata di 80 m3 /sec.
Il bacino ha una capacità di invaso di circa 10 milioni di m3.
L’impianto è progettato anche per accumulare nel lago Delio, mediante pompaggio nelle ore notturne e nei giorni festivi, le acque prelevate dal lago Maggiore e quindi utilizzarle in generazione nelle ore diurne di maggiore richiesta.



da: web-site Enel - 07/11/2007 Domodossola

PALLANZENO: ENERGIA SEMPRE PIU' VERDE NELLE CENTRALI "STORICHE" DELL'OSSOLA

Ha ripreso la produzione il primo impianto installato nella Valle Antrona nel 1926.

Enel rafforza la propria presenza nel rispetto dell’ambiente in un territorio ricco di storia e di bellezze naturali come la Valle Antrona.
Infatti, dopo i lavori di ammodernamento e ambientalizzazione dell’impianto, è stato effettuato con successo il primo parallelo del nuovo gruppo 1 della centrale idroelettrica di Pallanzeno ed è rientrato in servizio il gruppo 3, che sarà utilizzato fino al completamento del nuovo gruppo 2.

L’impianto rinnovato avrà una potenza totale di quasi 42 migliaia di kW ed una producibilità annua di circa 140 milioni di kWh.

L’impianto idroelettrico di Pallanzeno, classico esempio di architettura industriale che richiama il modello ottocentesco di palazzo aristocratico, è il primo impianto istallato nella Valle Antrona.
Entrato in esercizio nel 1926, si sviluppa nel territorio dei comuni di Antrona Schieranco, Viganella, Seppiana e Pallanzeno, in provincia di Verbania.

È stato realizzato insiema alle maestose centrali progettate in tutta la valle ossolana dall’architetto Piero Portaluppi, come Crevola e Verampio, anch’esse oggetto di rinnovamento.

L’impianto sfrutta le acque del torrente Ovesca, del canale di scarico della centrale di Rovesca e quelle di tre piccoli rii su un salto che va dalla quota media delle opere di presa pari a 790 m.s.m. fino alla quota di restituzione pari a circa 239 m.s.m. ed una portata derivabile di 8 m3/s.
I lavori di rinnovamento dell’impianto si sono svolti in gran parte durante il fermo totale della Centrale. Questi hanno interessato sia la manutenzione straordinaria delle opere civili che la sostituzione del macchinario elettromeccanico, i trasformatori e i relativi sistemi di automazione e controllo.






diga Arno: "bolognino" inciso
foto L. Cervelli

centrali idroelettriche - polimi - prof. Berizzi -

parco idroelettrico in Italia


incisione
foto L. Cervelli

enel produzione

home page

Last updated 8.6.2008