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Società Idroelettrica Piemontese

S I P

GRTN A.U. G.M.E. Borsa E.E.


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1899: viene fondata la Società Industriale elettrochimica di Pont Saint Martin, poi SIP - Società idroelettrica Piemontese

A differenza di quanto scritto per la Società Adamello e per la Sade, per la SIP non ho trovato documenti originali per cui riporto nel sito notizie reperite online e quindi tratte da altri siti.

dal sito Enel - paesaggi elettrici

ELETTRIFICAZIONE DELLA VAL D'AOSTA

Il processo di elettrificazione della Valle d'Aosta è strettamente legato all'azione della SIP (Società Idroelettrica Piemontese) costituita nel 1899 per iniziativa di una società svizzero-tedesca e del Credito Italiano, ma rilanciata nel 1918 per opera di un gruppo di industriali biellesi che acquisirono la Società industriale ed elettrochimica di Pont Saint Martin, proprietaria di una centrale di produzione idroelettrica sul fiume Lys.

La SIP, dopo quell'acquisizione, delineò un articolato disegno di espansione, sia annettendo varie società e ditte individuali che avevano i propri impianti di produzione in Valle d'Aosta e in Piemonte, sia promovendo la realizzazione di nuove centrali di produzione.

L'uomo giusto per attuare un tale disegno fu individuato in Gian Giacomo Ponti, un ingegnere laureato al Politecnico di Torino con una lunga esperienza di lavoro negli Stati Uniti presso la General Eletric Company.

Con la guida tecnica e imprenditoriale di Ponti e la partecipazione, come azionisti, di istituti di credito di livello nazionale come la COMIT, il Credito Italiano, la Cassa di Risparmio di Torino, la SIP si affermò in breve come uno dei maggiori gruppi elettrici del paese con impianti in Val d'Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige e partecipazioni azionarie in una pluralità di società elettriche, tra cui spiccavano per la loro importanza la SADE, la Edison, la Terni, la SME.

In Val d'Aosta la SIP intervenne con una serie di impianti di notevole capacità produttiva, per i quali vennero mobilitati progettisti e tecnici di fama nazionale: nella valle del Lys, l'ingegnere Angelo Omodeo realizzò, all'inizio degli anni '20, la nuova centrale di Pont Saint Martin e l'impianto di Gressoney, alimentato dal bacino artificiale di Goillet; nel corso degli anni '20, l'architetto milanese Giovanni Muzio progettò l'architettura delle centrali di Covalou, di Maen, di Promeron (in Valturnenche) e di Isollaz (lungo il torrente Evancon).

In Val d'Aosta operavano come produttori di energia elettrica alcune industrie di rilievo sia locale che nazionale: tra queste la Cogne, la Acciaierie Cravetto, la Montecatini.

Con la Cogne, che possedeva gli impianti di Champagne, Aymaville, Chavonne e di Grand Eyvia, la Edison definì rapporti societari per contrastare il crescente sviluppo della SIP in Val d'Aosta e in Lombardia.

Le politiche espansionistiche della SIP furono energicamente sostenute dal suo Presidente Rinaldo Pansaresa (contemporaneamente presidente dell'Italgas) che ampliò gli interessi della società dall'elettricità, al gas, alla chimica, alla telefonia, all'editoria e alla radiofonia.

Lo sviluppo e le continue acquisizioni della SIP comportarono un progressivo indebitamento (in particolare nei confronti della COMIT).

Sulla soglia degli anni '30 la situazione finanziaria divenne insostenibile, assumendo dimensioni decisamente politiche al punto da richiedere un intervento diretto dello Stato.

Il salvataggio della SIP fu pilotato dall'IRI, (l'Istituto per la Ricostruzione Industriale istituito nel 1933 e presieduto da Alberto Benuduce).

Nel nuovo assetto della SIP accanto all'azionista pubblico di maggioranza, l'Iri, troviamo i maggiori gruppi industriali e finanziari del momento (Agnelli, Motta, Cini e Pirelli).

Usciti di scena Ponti e il vecchio gruppo dirigente, la nuova sistemazione della SIP comportò un ridimensionamento e un rinnovo del management che venne scelto (con la consulenza dell'ingegnere Giuseppe Cenzato presidente della SME e amico personale di Beneduce) sulla base di specifiche competenze tecniche e amministrative.

Alla presidenza venne chiamato Giancarlo Vallauri, docente al Politecnico di Torino; la direzione amministrativa fu affidata ad Attilio Pacces e quella tecnica a Luigi Selmo proveniente dalle SME di Cenzato.

Con il riassetto del gruppo ripresero gli investimenti nel settore idroelettrico con nuovi impianti di produzione: tra questi Perreres, Bard, realizzati negli anni '40 e quelli di Avise, Quart, Valpelline, Sandren e Zuino, realizzati nel corso degli anni '50.




passo Salarno


passo Salarno


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dal sito ........ Evoluzione telefonia in Italia.....
Nel 1925 Viene fissata la ripartizione del servizio telefonico in cinque zone.

Per la cosiddetta sesta zona, la rete telefonica interurbana e internazionale, si decide (14 giugno) la costituzione dell’Azienda di Stato per i Servizi Telefonici (ASST).

Alla nuova azienda statale, dipendente dal Ministero delle Comunicazioni, sono attribuiti anche compiti di sorveglianza e di controllo sull’attività delle cinque concessionarie di zona.

A luglio vengono approvate le concessioni alle cinque società nelle zone così distribuite:



  • STIPEL (Società Telefonica Interregionale Piemontese e Lombarda),
  • TELVE (Società Telefonica delle Tre Venezie),
  • TIMO (Telefoni Italia Medio-Orientale),
  • TETI (Società Telefonica Tirrenia) e
  • SET (Società Esercizi Telefonici),
  • 1a zona Piemonte e Lombardia
  • Tre Venezie, Friuli, Zara
  • 3a zona Emilia, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise
  • 4a zona Liguria, Toscana, Lazio, Sardegna
  • 5a zona Italia meridionale e Sicilia


Nel 1928la SIP, che già controlla la STIPEL, acquisisce anche il controllo di TIMO e TELVE, concentrando nelle proprie mani oltre metà del settore telefonico e diventando uno dei più rilevanti gruppi economici del Paese.

SIP (Società Idroelettrica Piemontese) era la ragione sociale assunta il 19 aprile 1918 dalla Società Industriale Elettro-Chimica Pont Saint Martin, la quale, costituita il 20 giugno 1899 con funzioni puramente locali (lo sfruttamento di una piccola centrale idroelettrica e la distribuzione di energia elettrica in prevalenza nel distretto industriale di Biella), negli anni Venti aveva esteso i suoi interessi al settore telefonico.

I tecnici STIPEL realizzano il telefono duplex che consentirà un significativo incremento dell’utenza e che negli anni seguenti avrà una grandissima diffusione.

Viene progettata ed eseguita la posa di un cavo sotterraneo (detto cavo Ponti, dal nome del presidente della SIP) sul tracciato Torino-Milano-Laghi, che avrà successive estensioni, rendendo possibile l’automatizzazione integrale di tutte le località della provincia di Milano.



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dal sito Enel - paesaggi elettrici

ELETTRIFICAZIONE DELLA LIGURIA

L'elettrificazione della Liguria è fortemente legata alle vicende della Società Elettrica Riviera di Ponente e della Compagnia Imprese Elettriche Liguri (CIELI).

La prima, fondata nel 1905 per opera dell'ingegnere Rinaldo Negri con una consistente partecipazione di capitali stranieri (in particolare finanziarie svizzere e tedesche), si afferma ben presto con la realizzazione di importanti impianti sia idroelettrici che termoelettrici.

Le centrali di produzione idroelettrica erano localizzate sui fiumi Roia e Argentina (gli impianti di Airole, di Bevera e di Argentina), mentre quelli termici a La Spezia e Savona.

Lo sviluppo del settore elettrico era sostenuto non solo dalla domanda per i servizi di illuminazione e di trasporto (tra le imprese collegate alla società di Riviera di Ponente troviamo la Unione Italiana Tramways), ma da una crescente richiesta da parte delle industrie siderurgiche in pieno sviluppo in Liguria (tra queste il gruppo Ansaldo che sotto la guida della famiglia Perrone, tentò a più riprese di assicurarsi il controllo della società presieduta dall'ingegner Negri).

Il primo conflitto mondiale richiese alle società elettriche un maggiore impegno produttivo.

La Società Elettrica Riviera di Ponente estese la sua influenza verso la riviera di Levante e la provincia di Alessandria e di Parma con nuovi impianti e nuove alleanze con le società distributrici locali.

Con la guerra ci fu, inoltre, un rapido ricambio delle partecipazioni finanziarie con l'uscita degli istituti finanziari stranieri e l'ingresso della COMIT che da allora determinò le politiche della Negri.

Quest'ultima si trovò agli inizi degli anni '20 in aperto conflitto con la Società Idroelettrica Piemontese (SIP), che insieme alla Edison era il maggior gruppo italiano.

La SIP, che operava in Val D'Aosta e in Piemonte e aveva impianti in Alto Adige, aveva promosso numerose iniziative per espandersi in Liguria.

Per contrastare la SIP la Negri si alleò con la Edison di Giacinto Motta ed Ettore Conti.

Definito un accordo con la SIP (che in seguito allo sviluppo commerciale della Negri si rese disponibile per le necessarie forniture elettriche) e stabilito un rapporto diretto con l'Ansaldo, la Negri, pur consolidandosi, perse gradualmente la sua autonomia.

Nel 1923 entrò a far parte del gruppo Edison, che la fece dirigere dall'ingegner Tito Gonzales, amico personale di Motta.

Nel 1926 gli subentrò Natale Balsamo.
L'ingresso di quest'ultimo coincise con l'uscita definitiva di Rinaldo Negri dalla Compagnia Elettrica Riviera di Ponente che, nel 1927, assunse il nome di Compagnia Imprese Elettriche Liguri (CIELI).

Gonzales e Balsamo continuarono a valersi dell'opera degli esperti collaboratori di cui si era circondato Negri: tra questi l'ingeger Aleardo Fraccaroliper la progettazione e costruzione degli impianti e l'ingegner Dario Profumo responsabile dell'esercizio.

Con il nuovo assetto societario la CIELI si espanse con continuità, realizzando nuovi impianti sia in Liguria (Caroso, Lago, S. Michele, Tigliolo, Chiesuola) che nelle provincie di Cuneo e di Parma.

Nel 1924 la CIELI incorporò la maggior parte delle imprese elettriche operative in Liguria, tra queste: la Società per le forze idrauliche della Liguria (con la centrale di Borzonasca), l'Unione Interregionale Produttori di Energia Elettrica e la Elettrica Ligure Piemontese.

Tra le società di una certa consistenza che continuarono ad operare in Liguria fino alla nazionalizzazione elettrica vanno ricordate la Società Idroelettrica Riviera di Levante (con la centrale Ponte Vizzà), la Falck (con la sua centrale di Cairo Montenotte) e la Società Emiliana di esercizi elettrici (con la centrale di Pescia).



turbina pelton Hydroart



Last updated 20.11.2007