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1899: viene fondata la Società Industriale elettrochimica di Pont Saint Martin, poi SIP - Società idroelettrica Piemontese
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dal sito ........ Evoluzione telefonia in Italia..... |
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Nel 1928la SIP, che già controlla la STIPEL, acquisisce anche il controllo di TIMO e TELVE, concentrando nelle proprie mani oltre metà del settore telefonico e diventando uno dei più rilevanti gruppi economici del Paese. SIP (Società Idroelettrica Piemontese) era la ragione sociale assunta il 19 aprile 1918 dalla Società Industriale Elettro-Chimica Pont Saint Martin, la quale, costituita il 20 giugno 1899 con funzioni puramente locali (lo sfruttamento di una piccola centrale idroelettrica e la distribuzione di energia elettrica in prevalenza nel distretto industriale di Biella), negli anni Venti aveva esteso i suoi interessi al settore telefonico. I tecnici STIPEL realizzano il telefono duplex che consentirà un significativo incremento dell’utenza e che negli anni seguenti avrà una grandissima diffusione. Viene progettata ed eseguita la posa di un cavo sotterraneo (detto cavo Ponti, dal nome del presidente della SIP) sul tracciato Torino-Milano-Laghi, che avrà successive estensioni, rendendo possibile l’automatizzazione integrale di tutte le località della provincia di Milano. |
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dal sito Enel - paesaggi elettrici ELETTRIFICAZIONE DELLA LIGURIA L'elettrificazione della Liguria è fortemente legata alle vicende della Società Elettrica Riviera di Ponente e della Compagnia Imprese Elettriche Liguri (CIELI). La prima, fondata nel 1905 per opera dell'ingegnere Rinaldo Negri con una consistente partecipazione di capitali stranieri (in particolare finanziarie svizzere e tedesche), si afferma ben presto con la realizzazione di importanti impianti sia idroelettrici che termoelettrici. Le centrali di produzione idroelettrica erano localizzate sui fiumi Roia e Argentina (gli impianti di Airole, di Bevera e di Argentina), mentre quelli termici a La Spezia e Savona. Lo sviluppo del settore elettrico era sostenuto non solo dalla domanda per i servizi di illuminazione e di trasporto (tra le imprese collegate alla società di Riviera di Ponente troviamo la Unione Italiana Tramways), ma da una crescente richiesta da parte delle industrie siderurgiche in pieno sviluppo in Liguria (tra queste il gruppo Ansaldo che sotto la guida della famiglia Perrone, tentò a più riprese di assicurarsi il controllo della società presieduta dall'ingegner Negri). Il primo conflitto mondiale richiese alle società elettriche un maggiore impegno produttivo. La Società Elettrica Riviera di Ponente estese la sua influenza verso la riviera di Levante e la provincia di Alessandria e di Parma con nuovi impianti e nuove alleanze con le società distributrici locali. Con la guerra ci fu, inoltre, un rapido ricambio delle partecipazioni finanziarie con l'uscita degli istituti finanziari stranieri e l'ingresso della COMIT che da allora determinò le politiche della Negri. Quest'ultima si trovò agli inizi degli anni '20 in aperto conflitto con la Società Idroelettrica Piemontese (SIP), che insieme alla Edison era il maggior gruppo italiano. La SIP, che operava in Val D'Aosta e in Piemonte e aveva impianti in Alto Adige, aveva promosso numerose iniziative per espandersi in Liguria. Per contrastare la SIP la Negri si alleò con la Edison di Giacinto Motta ed Ettore Conti. Definito un accordo con la SIP (che in seguito allo sviluppo commerciale della Negri si rese disponibile per le necessarie forniture elettriche) e stabilito un rapporto diretto con l'Ansaldo, la Negri, pur consolidandosi, perse gradualmente la sua autonomia. Nel 1923 entrò a far parte del gruppo Edison, che la fece dirigere dall'ingegner Tito Gonzales, amico personale di Motta. Nel 1926 gli subentrò Natale Balsamo. L'ingresso di quest'ultimo coincise con l'uscita definitiva di Rinaldo Negri dalla Compagnia Elettrica Riviera di Ponente che, nel 1927, assunse il nome di Compagnia Imprese Elettriche Liguri (CIELI). Gonzales e Balsamo continuarono a valersi dell'opera degli esperti collaboratori di cui si era circondato Negri: tra questi l'ingeger Aleardo Fraccaroliper la progettazione e costruzione degli impianti e l'ingegner Dario Profumo responsabile dell'esercizio. Con il nuovo assetto societario la CIELI si espanse con continuità, realizzando nuovi impianti sia in Liguria (Caroso, Lago, S. Michele, Tigliolo, Chiesuola) che nelle provincie di Cuneo e di Parma. Nel 1924 la CIELI incorporò la maggior parte delle imprese elettriche operative in Liguria, tra queste: la Società per le forze idrauliche della Liguria (con la centrale di Borzonasca), l'Unione Interregionale Produttori di Energia Elettrica e la Elettrica Ligure Piemontese. Tra le società di una certa consistenza che continuarono ad operare in Liguria fino alla nazionalizzazione elettrica vanno ricordate la Società Idroelettrica Riviera di Levante (con la centrale Ponte Vizzà), la Falck (con la sua centrale di Cairo Montenotte) e la Società Emiliana di esercizi elettrici (con la centrale di Pescia). |