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Valcamonica: 380 KV    Valcamonica:linee






centrale di Cedegolo: lato Ovest

centrale di Cedegolo: lato Nord




Torrevaldaliga Nord (CV)

La centrale termoelettrica Torrevaldaliga Nord è entrata in funzione tra il 1984 e il 1986.
L’impianto, della potenza nominale complessiva di 2.640 MW elettrici, è composto da quattro gruppi, della potenza di 660 MW elettrici ciascuno, alimentati con olio combustibile denso.
La produzione netta annua è pari a circa 10 TWh.
La Centrale è dotata di avanzati sistemi di abbattimento delle emissioni: ai filtri elettrostatici per l’abbattimento delle polveri si aggiungono i denitrificatori catalitici per l’eliminazione degli ossidi d’azoto.
Più in generale, la Centrale vanta una gestione ambientale allineata ai migliori standard internazionali, tanto che sin dal 1998 ha ottenuto la registrazione europea EMAS, uno dei primissimi casi in Italia.

Come ci si arriva
Per chi arriva da Nord: percorrere la SS1 in direzione Roma; superare lo svincolo autostradale A12 proseguendo verso Civitavecchia-Porto; dopo circa 400 mt imboccare lo svincolo per la strada statale Aurelia e proseguire fino alla deviazione per il centro commerciale La Scaglia; quindi direzione centrale.

Per chi arriva da Sud : percorrere l'autostrada A12 seguire le indicazioni per Civitavecchia-Porto; dopo circa 400 mt imboccare lo svincolo per la strada statale Aurelia e proseguire fino alla deviazione per il centro commerciale La Scaglia; quindi direzione centrale.




sezione turbina francis




Pietro Vannucci - Bastardo (PG)

La centrale di Bastardo, costruita dall'Ansaldo, è in funzione dal 1967; fu progettata dalla UNES per utilizzare come combustibile la lignite locale, ma ha funzionato ad olio combustibile fino al 1990, in quanto lo sfruttamento delle miniere di lignite si dimostrò subito economicamente non conveniente.

L'impianto è composto da due gruppi termoelettrici da 75.000 kW ciascuno, quindi complessivamente 150.000 kW equivalente alla potenza impegnata da circa 50.000 famiglie che hanno un contatore da 3 kW.

L’esercizio dell'impianto avviene nel rispetto di tutte le normative ambientali; inoltre dal 1990 è in funzione una rete di monitoraggio chimico-meteorologica dell'ambiente.
Dal 1988 a seguito di Convenzione con l’ex Ente di Sviluppo Agricolo in Umbria, Enel cede il calore di 800 m3/h di acqua di circolazione, mediamente a 22°C, ad una cooperativa agritermica di Gualdo Cattaneo (PG) per colture florovivaistiche in serra.
Grazie all'economicità del carbone l'impianto è in esercizio continuo ed è tra i primissimi in ordine di efficienza e produttività economica a livello nazionale.

Come arrivarci:
da Sud: uscita dall'autostrada A1 al casello di ORTE, prosecuzione con superstrada E45 (tratti Orte-Terni, Terni-Perugia uscita RIPABIANCA) strada provinciale 422 del Puglia in direzione Foligno per circa 15 km (località Ponte di ferro)

da Nord: uscita dall'autostrada A1 al casello di Valdichiana, prosecuzione con raccordo autostradale direz. Perugia fino Ponte San Giovanni superstrada E45 direz. Roma, uscita RIPABIANCA strada provinciale 422 del Puglia, in direzione Foligno per circa 15 km (località Ponte di ferro).


Rossano (CS)

La centrale di Rossano Calabro è ubicata nel territorio del comune omonimo in località Cutura ed era originariamente costituita da quattro sezioni a vapore da 320 MW ciascuna, entrate in servizio negli anni 1976-77.
Negli anni '95-'96 sono entrate in servizio 4 unità turbogas, ciascuna della potenza di 114 MW, con le quali si è attuato il ripotenziamento delle sezioni a vapore realizzando un ciclo combinato.

La centrale gestisce la Rete di Rilevamento Qualità dell'Aria ed è sede del Centro di Raccolta ed Elaborazione dei dati che vengono trasmessi in continuo dalle 8 stazioni dislocate nel territorio in un raggio di 25 km: le elaborazioni, correlate ai dati meteorologici e ai parametri di funzionamento delle unità, vengono resi disponibili in tempo reale all' Autorità di controllo.

Come arrivarci:
La centrale di Rossano è situata in località Sant'Irene sulla S.S. 106 bis, tra Rossano e Corigliano.

lago Salarno


girante


stazione elettrica


pian di neve


stazione elettrica


saracinesca


centrale idroelettrica


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Salarno


centrale idroelettrica

Porto Tolle (RO)

L’impianto di Porto Tolle è composto da 4 gruppi di produzione per una potenza totale di 2.640 MW.
La centrale è difesa lungo il suo perimetro da argini con sommità carreggiabile a quota 4,5 m s.l.m. che la proteggono sia dalle piene del Po sia dalle mareggiate dell’Adriatico.
I gruppi sorgono su un rilevato artificiale a quota 3 m s.l.m. costruito in conglomerato cementizio armato poggiante su una fondazione palificata.

Come arrivarci:
SS 309 Romea Ravenna-Venezia, svolta al bivio per Porto Tolle, la segnaletica da lì accompagna direttamente alla Centrale.




Porto Marghera (VE)

La costruzione dell’impianto di Porto Marghera risale al 1926, in coincidenza con la costituzione dell’area industriale veneziana.
In origine la Centrale era costituita da due gruppi da 15,4 MW. Nei primi anni ’30 la potenza installata saliva a ca 56 MW. Negli anni ’50 entravano in servizio le attuali due sezioni da 70 MW ciascuna. Alla fine degli anni ’60 le sezioni da 15 e 25 MW venivano demolite e la Centrale assumeva la configurazione attuale mantenuta fino agli anni ’80, quando vennero installati i nuovi elettrofiltri e la nuova ciminiera.

Attualmente l’Impianto termoelettrico di Marghera, utilizzando due sezioni da 70 MW per una potenza nominale complessiva di 140 MW, produce energia elettrica mediante la combustione di carbone il cui approvvigionamento avviene via mare. Nel 2002 la sua produzione netta è stata di 779 GWh.

La Centrale è dotata di sofisticati sistemi di prevenzione dell’inquinamento e di riduzione dell’impatto ambientale. Il sistema di gestione ambientale è stato riconosciuto conforme alla norma UNI EN ISO 14001 con ottenimento della relativa certificazione nel dicembre del 2000, cui ha fatto seguito nel settembre 2002 il conseguimento della registrazione EMAS.

Come arrivarci
Per chi proviene da Venezia: dopo il cavalcavia di Marghera, al primo semaforo di Via Fratelli Bandiera svoltare a sinistra e quindi imboccare la prima a destra (Via dell’Elettricità). Dopo circa 2 Km, al bivio con via Cruto, sulla sinistra si trova l’ingresso della centrale.

Per chi proviene dalla Statale Romea: percorrere Via Fratelli Bandiera in direzione Venezia. Svoltare a destra per Via Ghega. All’incrocio svoltare a destra (Via dell’Elettricità). Dopo circa 200 m, al bivio con via Cruto, sulla sinistra si trova l’ingresso della centrale.


lago Salarno


turbina




vasca impianto Anapo


Salarno


diga Gleno


diga Gleno


girante


centrale idroelettrica


girante


centrale idroelettrica


centrale idroelettrica


alternatore


girante

Centrale Federico II - Brindisi

La centrale è ubicata nel territorio del comune di Brindisi, sulla costa a circa 12 km dalla città in località Masseria Cerano, e occupa un'area di circa 270 ettari.
È costituita da quattro sezioni a vapore da 660 MW ciascuna, entrate in servizio nel periodo compreso tra ottobre '91 e novembre '93, per un totale quindi di 2640 MW installati. Per il contenimento delle emissioni le unità sono dotate dell'intera gamma di impianti di ambientalizzazione: sistema di bruciatori per la diminuzione degli NOx già in fase di combustione, denitrificatori, desolforatori nonché precipitatori elettrostatici per l'abbattimento delle polveri.

La centrale gestisce la Rete di Rilevamento Qualità dell'Aria ed è sede del Centro di Raccolta ed Elaborazione dei dati che vengono trasmessi in continuo dalle 7 stazioni dislocate nel territorio circostante: le elaborazioni, correlate ai dati meteorologici e ai parametri di funzionamento delle unità, vengono resi disponibili in tempo reale all'Autorità di controllo.

Come arrivarci:
La centrale "Federico II" di Brindisi si raggiunge percorrendo la superstrada Brindisi-Lecce, uscire a Cerano e seguire la segnaletica.


Porto Corsini (RA)

L’impianto di Porto Corsini è stato realizzato dalla società SADE alla fine degli anni '50 e il primo parallelo risale al 13 febbraio 1959. Negli anni 90 è emersa la necessità di rinnovare gli impianti ormai giunti quasi al termine della loro vita e di adeguarli alle più moderne tecnologie.

Infatti i quattro gruppi di produzione, due da 70 MW e due da 160 MW, ad olio combustibile, sono entrati in servizio negli anni 1960-1966.
L’esercizio commerciale dei gruppi di produzione inizierà entro il primo semestre 2003. La centrale dopo la trasformazione è costituita da due moduli a ciclo combinato, alimentati a metano, da 380 MW circa ciascuno.

Dal punto di vista dell’impatto ambientale, le nuove tecnologie disponibili, unite all’utilizzo del gas naturale, permettono di aumentare notevolmente il rendimento del ciclo termico (dal 36-38% al 56%).
La superficie della centrale sarà inferiore a quella precedente, lo scarico termico, le emissioni di ossidi di azoto ed i fanghi dell’impianto trattamento delle acque subiranno una consistente diminuzione, mentre saranno eliminate le ceneri e le emissioni di anidride solforosa e delle polveri.

Il nuovo impianto così descritto è in grado di produrre oltre 6 miliardi di KWh annui, corrispondenti a circa un quarto dei consumi di energia elettrica di una regione come l’Emilia Romagna. Particolare attenzione, infine, è stata riservata all’aspetto architettonico della centrale che viene sottoposto ad un restyling teso a migliorare "l'impatto visivo".

Come arrivarci
La centrale di Porto Corsini è ubicata nella zona industriale ad una distanza di circa 12 km dal centro storico della città di Ravenna, sulla sponda sinistra del canale Candiano, tra il litorale Adriatico e la pineta di San Vitale.

Arriva in centrale via mare
Per raggiungere la centrale è a disposizione dei visitatori una nave con partenze:
dalla Darsena di Ravenna (dogana) ore: 10-12-14-16
dalla centrale: ore 11-13-15-17-19



Centrale Eugenio Montale - La Spezia

Con decreto del 26 gennaio 1960, la Società Edisonvolta era autorizzata alla costruzione di una centrale termoelettrica a La Spezia. Al primo gruppo di produzione da 310 MW, entrato in servizio il 28/08/62, seguirono altri tre gruppi per complessivi 1835 MW. Si trattava di generatori particolarmente moderni per dimensioni e caratteristiche, tanto da costituire al tempo la maggiore centrale d’Europa.

Dal 1968, con l’entrata in servizio del 4° gruppo, la produzione annua è stata mediamente di circa 8 milioni di MWh pari al 5% della produzione nazionale.
Già dagli anni ’70 l’Enel, subentrata nel 1963 all’Edisonvolta, costituiva una rete di monitoraggio della qualità dell’aria nel comprensorio spezzino e, in accordo con le Autorità Locali, predisponeva un modello comportamentale per l’esercizio della centrale che teneva conto di eventuali fenomeni di inquinamento atmosferico.

Il 29 gennaio 1997 venivano autorizzati i lavori di adeguamento ambientale della centrale consistenti nella sostituzione delle unità 1 e 2 con gruppi di generazione in ciclo combinato, ad alto rendimento, alimentati a metano e nella realizzazione di un impianto di desolforazione e di denitrificazione che consentisse l’esercizio di un solo gruppo termoelettrico tradizionale policombustibile per una potenza complessiva di circa 1300 MW.

Il progetto marmettola Da ottobre del 2002 è stato messo in servizio un impianto per la desolforazione dei fumi di nuova concezione con importanti benefici per l'ambiente.
Due processi industriali distinti, la desolforazione dei fumi e la produzione di marmo, vengono accoppiati e resi sinergici a tutto vantaggio dell’ambiente. Il marmo è un materiale calcareo di particolare pregio e purezza (il famoso marmo bianco di Carrara, caro agli scultori fin dall’antichità, è praticamente carbonato puro); la sua lavorazione prevede molte fasi: segagione, lucidatura, etc., che vengono effettuate con abbondante impiego di acqua e producono uno slurry di polvere di marmo, detto marmettola, che non può essere disperso nell’ambiente e deve essere messo a discarica.

L’idea base dell’innovazione sviluppata è un’armonizzazione ecologicamente vantaggiosa dei due processi che consenta di impiegare il residuo del marmo negli impianti di desolforazione delle centrali termoelettriche. L’analisi sistemica dei processi e lo studio della loro relazione con l’ambiente e il territorio, hanno attivato un circolo virtuoso di straordinario interesse.

I vantaggi ambientali ottenuti:

  • eliminazione di cave di calcare
  • eliminazione di discariche
  • eliminazione di lavorazioni energivore
  • riduzione del consumo di acqua
  • riduzione del trasporto di materiali polverulenti
Il progetto si è sviluppato in tre fasi. La prima, effettuata in laboratorio, è consistita nella caratterizzazione chimico-fisica della marmettola e nella valutazione della sua reattività.
La seconda fase del progetto è consistita nella valutazione della disponibilità di marmettola in Italia, con particolare riguardo alle aree dove sono presenti centrali Enel. La disponibilità di residui di buona qualità è risultata significativa (oltre 850.000 t/anno) in relazione ai potenziali consumi (400.000 t/anno) negli impianti di desolforazione dell’Enel.
La terza fase è consistita nella dimostrazione industriale della fattibilità del processo.

Come ci si arriva
Le principali vie di comunicazione sono costituite dall’Autostrada A12 Genova-Livorno, A15 Parma-La Spezia e dalla Via Aurelia.

Dall’autostrada l'uscita è S.Stefano Magra dal quale si raggiunge la centrale percorrendo il raccordo autostradale per La Spezia, fino all’uscita per la zona industriale, quindi Via Valdilocchi.
Dalla Via Aurelia lato NO si attraversa la città della Spezia raggiungendo Viale S. Bartolomeo e deviando poi per Via Valdilocchi.
Dalla Via Aurelia dal lato SE si attraversa la città di Sarzana, Arcola e raggiungendo Via Valdilocchi.



Centrale Alessandro Volta - Montalto di Castro (VT)

A seguito del referendum popolare del 1986, la prevista centrale nucleare fu riconvertita a una di tipo termoelettrico convenzionale i cui lavori iniziarono nel 1990.

È il più grande impianto termoelettrico italiano ( 3600 MW) ed è costituito da quattro sezioni ciascuna delle quali è composta da un gruppo a vapore e da due gruppi turbogas.

Il gruppo a vapore genera energia grazie al vapore prodotto dalla combustione di olio combustibile o gas metano; i turbogas generano energia grazie a gas ad alta temperatura e pressione, prodotti dalla combustione del metano.
Ogni sezione può funzionare in ciclo semplice o in assetto ripotenziato; in quest’ultimo caso il calore residuo dei fumi del turbogas viene utilizzato per produrre vapore da sfruttare nel relativo gruppo a vapore.

Come arrivarci
Da Nord e da Sud percorrere la SS 1 Aurelia uscita Montalto di Castro



scarico - supporto


centrale idroelettrica


alternatore - regolatore






diga Arno: "bolognino" inciso
foto L. Cervelli

centrali idroelettriche - polimi - prof. Berizzi -

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foto L. Cervelli

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Last updated 10.6.2008