
vasca impianto Anapo

Salarno

diga Gleno

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centrale idroelettrica

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Centrale Federico II - Brindisi
La centrale è ubicata nel territorio del comune di Brindisi, sulla costa a circa 12 km dalla città in località Masseria Cerano, e occupa un'area di circa 270 ettari.
È costituita da quattro sezioni a vapore da 660 MW ciascuna, entrate in servizio nel periodo compreso tra ottobre '91 e novembre '93, per un totale quindi di 2640 MW installati. Per il contenimento delle emissioni le unità sono dotate dell'intera gamma di impianti di ambientalizzazione: sistema di bruciatori per la diminuzione degli NOx già in fase di combustione, denitrificatori, desolforatori nonché precipitatori elettrostatici per l'abbattimento delle polveri.
La centrale gestisce la Rete di Rilevamento Qualità dell'Aria ed è sede del Centro di Raccolta ed Elaborazione dei dati che vengono trasmessi in continuo dalle 7 stazioni dislocate nel territorio circostante: le elaborazioni, correlate ai dati meteorologici e ai parametri di funzionamento delle unità, vengono resi disponibili in tempo reale all'Autorità di controllo.
Come arrivarci:
La centrale "Federico II" di Brindisi si raggiunge percorrendo la superstrada Brindisi-Lecce, uscire a Cerano e seguire la segnaletica.
Porto Corsini (RA)
L’impianto di Porto Corsini è stato realizzato dalla società SADE alla fine degli anni '50 e il primo parallelo risale al 13 febbraio 1959. Negli anni 90 è emersa la necessità di rinnovare gli impianti ormai giunti quasi al termine della loro vita e di adeguarli alle più moderne tecnologie.
Infatti i quattro gruppi di produzione, due da 70 MW e due da 160 MW, ad olio combustibile, sono entrati in servizio negli anni 1960-1966.
L’esercizio commerciale dei gruppi di produzione inizierà entro il primo semestre 2003. La centrale dopo la trasformazione è costituita da due moduli a ciclo combinato, alimentati a metano, da 380 MW circa ciascuno.
Dal punto di vista dell’impatto ambientale, le nuove tecnologie disponibili, unite all’utilizzo del gas naturale, permettono di aumentare notevolmente il rendimento del ciclo termico (dal 36-38% al 56%).
La superficie della centrale sarà inferiore a quella precedente, lo scarico termico, le emissioni di ossidi di azoto ed i fanghi dell’impianto trattamento delle acque subiranno una consistente diminuzione, mentre saranno eliminate le ceneri e le emissioni di anidride solforosa e delle polveri.
Il nuovo impianto così descritto è in grado di produrre oltre 6 miliardi di KWh annui, corrispondenti a circa un quarto dei consumi di energia elettrica di una regione come l’Emilia Romagna. Particolare attenzione, infine, è stata riservata all’aspetto architettonico della centrale che viene sottoposto ad un restyling teso a migliorare "l'impatto visivo".
Come arrivarci
La centrale di Porto Corsini è ubicata nella zona industriale ad una distanza di circa 12 km dal centro storico della città di Ravenna, sulla sponda sinistra del canale Candiano, tra il litorale Adriatico e la pineta di San Vitale.
Arriva in centrale via mare
Per raggiungere la centrale è a disposizione dei visitatori una nave con partenze:
dalla Darsena di Ravenna (dogana) ore: 10-12-14-16
dalla centrale: ore 11-13-15-17-19
Centrale Eugenio Montale - La Spezia
Con decreto del 26 gennaio 1960, la Società Edisonvolta era autorizzata alla costruzione di una centrale termoelettrica a La Spezia. Al primo gruppo di produzione da 310 MW, entrato in servizio il 28/08/62, seguirono altri tre gruppi per complessivi 1835 MW. Si trattava di generatori particolarmente moderni per dimensioni e caratteristiche, tanto da costituire al tempo la maggiore centrale d’Europa.
Dal 1968, con l’entrata in servizio del 4° gruppo, la produzione annua è stata mediamente di circa 8 milioni di MWh pari al 5% della produzione nazionale.
Già dagli anni ’70 l’Enel, subentrata nel 1963 all’Edisonvolta, costituiva una rete di monitoraggio della qualità dell’aria nel comprensorio spezzino e, in accordo con le Autorità Locali, predisponeva un modello comportamentale per l’esercizio della centrale che teneva conto di eventuali fenomeni di inquinamento atmosferico.
Il 29 gennaio 1997 venivano autorizzati i lavori di adeguamento ambientale della centrale consistenti nella sostituzione delle unità 1 e 2 con gruppi di generazione in ciclo combinato, ad alto rendimento, alimentati a metano e nella realizzazione di un impianto di desolforazione e di denitrificazione che consentisse l’esercizio di un solo gruppo termoelettrico tradizionale policombustibile per una potenza complessiva di circa 1300 MW.
Il progetto marmettola
Da ottobre del 2002 è stato messo in servizio un impianto per la desolforazione dei fumi di nuova concezione con importanti benefici per l'ambiente.
Due processi industriali distinti, la desolforazione dei fumi e la produzione di marmo, vengono accoppiati e resi sinergici a tutto vantaggio dell’ambiente. Il marmo è un materiale calcareo di particolare pregio e purezza (il famoso marmo bianco di Carrara, caro agli scultori fin dall’antichità, è praticamente carbonato puro); la sua lavorazione prevede molte fasi: segagione, lucidatura, etc., che vengono effettuate con abbondante impiego di acqua e producono uno slurry di polvere di marmo, detto marmettola, che non può essere disperso nell’ambiente e deve essere messo a discarica.
L’idea base dell’innovazione sviluppata è un’armonizzazione ecologicamente vantaggiosa dei due processi che consenta di impiegare il residuo del marmo negli impianti di desolforazione delle centrali termoelettriche. L’analisi sistemica dei processi e lo studio della loro relazione con l’ambiente e il territorio, hanno attivato un circolo virtuoso di straordinario interesse.
I vantaggi ambientali ottenuti:
- eliminazione di cave di calcare
- eliminazione di discariche
- eliminazione di lavorazioni energivore
- riduzione del consumo di acqua
- riduzione del trasporto di materiali polverulenti
Il progetto si è sviluppato in tre fasi. La prima, effettuata in laboratorio, è consistita nella caratterizzazione chimico-fisica della marmettola e nella valutazione della sua reattività.
La seconda fase del progetto è consistita nella valutazione della disponibilità di marmettola in Italia, con particolare riguardo alle aree dove sono presenti centrali Enel. La disponibilità di residui di buona qualità è risultata significativa (oltre 850.000 t/anno) in relazione ai potenziali consumi (400.000 t/anno) negli impianti di desolforazione dell’Enel.
La terza fase è consistita nella dimostrazione industriale della fattibilità del processo.
Come ci si arriva
Le principali vie di comunicazione sono costituite dall’Autostrada A12 Genova-Livorno, A15 Parma-La Spezia e dalla Via Aurelia.
Dall’autostrada l'uscita è S.Stefano Magra dal quale si raggiunge la centrale percorrendo il raccordo autostradale per La Spezia, fino all’uscita per la zona industriale, quindi Via Valdilocchi.
Dalla Via Aurelia lato NO si attraversa la città della Spezia raggiungendo Viale S. Bartolomeo e deviando poi per Via Valdilocchi.
Dalla Via Aurelia dal lato SE si attraversa la città di Sarzana, Arcola e raggiungendo Via Valdilocchi.
Centrale Alessandro Volta - Montalto di Castro (VT)
A seguito del referendum popolare del 1986, la prevista centrale nucleare fu riconvertita a una di tipo termoelettrico convenzionale i cui lavori iniziarono nel 1990.
È il più grande impianto termoelettrico italiano ( 3600 MW) ed è costituito da quattro sezioni ciascuna delle quali è composta da un gruppo a vapore e da due gruppi turbogas.
Il gruppo a vapore genera energia grazie al vapore prodotto dalla combustione di olio combustibile o gas metano; i turbogas generano energia grazie a gas ad alta temperatura e pressione, prodotti dalla combustione del metano.
Ogni sezione può funzionare in ciclo semplice o in assetto ripotenziato; in quest’ultimo caso il calore residuo dei fumi del turbogas viene utilizzato per produrre vapore da sfruttare nel relativo gruppo a vapore.
Come arrivarci
Da Nord e da Sud percorrere la SS 1 Aurelia uscita Montalto di Castro
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