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La volta precedente che l'ENEL decise, nella scelta del nucleare, di passare dalla "difesa" "all'attacco" (1986) arrivò..... Cernobyl....... speriamo che questo attuale ritorno non sia di cattivo auspicio.... chi si ricorda?.... di CREYS Malville Rapido: 1200 (400) MW (ENEL partecipa alla società NERSA, proprietaria della Centrale di Creys Malville, per il 33% per cui, dei 1200 MW di potenza utile, 400 MW sono di proprietà dell'ENEL.) ..... quanto spese l'Enel?..... quanti KWh ottenne?..... dal sito ENEL - 15 Ottobre 2007 L'espressione energia nucleare (anche detta, impropriamente, atomica) indica l'energia che viene liberata dalla trasformazione di nuclei atomici. Ai fini della produzione elettrica, l'unica trasformazione nucleare che libera energia d'interesse industriale è, almeno per ora, la fissione, che consiste, in pratica, nella “rottura” di nuclei pesanti, come quelli di uranio. Se, ad esempio, il nucleo di un isotopo pesante dell'uranio viene sottoposto a “bombardamento” di neutroni, si scinde in due grossi frammenti e, in più, produce energia e due-tre neutroni, che a loro volta possono “bombardare” altri isotopi di uranio innescando una reazione a catena. Ciò è proprio quanto accade in una centrale nucleare, ove il “combustibile” (tipicamente costituito da isotopi di uranio) viene sottoposto a reazioni a catena di fissione nucleare. Il calore prodotto in grande quantità viene asportato da opportuni sistemi di raffreddamento e trasferito a generatori di vapore, i quali, a loro volta, azionano convenzionali gruppi turboalternatori per la produzione di energia elettrica. L’impiego dell’energia nucleare in campo civile ha una storia piuttosto recente, avendo avuto inizio all’indomani della seconda guerra mondiale. Ed è una storia che potrebbe avere lunga vita davanti a sé dal momento che le riserve di uranio sono relativamente abbondanti sul Pianeta. Il suo sviluppo, invece, ha conosciuto una forte battuta d’arresto nel 1986 a seguito della catastrofe di Chernobyl, che spinse diversi Paesi a rivedere i propri programmi di sviluppo elettronucleare. In questo scenario l’Italia fece una scelta ancora più radicale: quella di rinunciare all’apporto fornito dalle centrali elettronucleari arrestando i tre impianti che erano in esercizio (Latina, Caorso e Trino Vercellese) e rinunciando alla realizzazione di un impianto che era in fase avanzata di costruzione (Montalto di Castro). Nonostante l’evento traumatico di Chernobyl, numerosi Paesi al mondo non solo non hanno spento le loro centrali nucleari, come ha fatto l’Italia, ma ne stanno progettando di nuove, sia in Europa (Francia, Russia e Finlandia) sia in Asia. Attualmente (2004) sono in esercizio 440 impianti nucleari in 31 nazioni per una potenza elettronucleare installata (vedi Tabella 2) di circa 360 GW. Tale potenza equivale a circa il 6 % della produzione di energia primaria nel mondo (vedi Tabella 1). Per quanto concerne invece la produzione di energia elettrica, la fonte nucleare contribuisce per circa 2.600 miliardi di kWh, pari al 17% dell’energia elettrica prodotta a livello mondiale dalle diverse fonti (2003). In Europa, dove tutti i principali Paesi sono dotati di centrali elettronucleari, il mix di generazione elettrica (vedi Grafico) vede il nucleare coprire una quota del 32%. Proprio le preoccupazioni ambientali che ne hanno segnato il cammino sono oggi all’origine di un rinnovato interesse verso l’opzione nucleare, che si sta manifestando in tutto il mondo e anche nel nostro Paese. L’assenza di emissioni inquinanti e di anidride carbonica nel processo di generazione di energia elettrica di una centrale nucleare rappresenta, infatti, un forte punto a favore verso una fonte che non concorre all’accumulo in atmosfera di gas climalteranti. In un momento storico in cui i Paesi dell’Unione Europea sono costretti a fare i conti con i costi derivanti dal rispetto degli impegni del Protocollo di Kyoto, l’Italia potrebbe pagare un conto più salato degli altri anche come conseguenza di una scelta che si è tradotta oggi in uno svantaggio competitivo. La stessa Germania che pure ha dichiarato che non intende sostituire le sue centrali nucleari via via che diventeranno obsolete continua a produrre oltre il 30% della sua energia elettrica da questa fonte e continua a spostare in avanti la data del cosiddetto phase out. Enel intende partecipare alla ricerca sulle nuove frontiere della produzione di energia elettrica, tra cui il nucleare, così come agli studi per l’utilizzo dell’idrogeno e delle fonti rinnovabili. A tal fine sono possibili collaborazioni scientifiche con partners europei sulle centrali nucleari di nuova generazione, volte al recupero da parte di Enel di competenze tecniche disperse dopo la moratoria nucleare decisa dall’Italia. Se Enel vuole avere un ruolo di rilievo anche in futuro nel mercato dell’energia elettrica in Europa non può non disporre del know how necessario alla gestione di centrali elettronucleari. A riguardo, Enel ha recentemente acquisito il controllo azionario (66%) della società elettrica Slovenské Elektràrne (SE), il maggior produttore di energia elettrica della Slovacchia e il secondo dell’Europa Centro-orientale, che dispone anche di centrali elettronucleari. |
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Enel parteciperà al programma francese EPR per il nucleare di nuova generazione ed entrerà con una posizione significativa nel mercato transalpino
L’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti e il primo ministro della Repubblica Slovacca Robert Fico hanno reso noto di aver raggiunto un accordo sulla costruzione del 3° e 4° gruppo dell’impianto nucleare di Mochovce. Il primo ministro della Repubblica Slovacca, ha inoltre informato Fulvio Conti delle intenzioni del governo di istituire in Slovacchia un Forum Europeo sull’energia nucleare. Bratislava, 23 febbraio 2007 - L’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti e il primo ministro della Repubblica Slovacca Robert Fico, in occasione dell’incontro odierno a Bratislava hanno discusso come procedere al completamento del 3° e 4° gruppo dell’impianto nucleare di Mochovce. In tale occasione, Fico e Conti hanno inoltre affrontato il tema del futuro dell’energia nucleare in Slovacchia. Slovenske Elektrarne a.s. si è impegnata negli ultimi mesi ad accelerare la raccolta di tutti i dati necessari per una valutazione dettagliata e complessiva del progetto. Su questa base, Slovenske Elektrarne avvierà i lavori di costruzione dell’impianto in modo tale da anticipare la data del completamento delle due unità. Il primo ministro ha accolto favorevolmente la decisione dell’Enel, ritenuta in linea con gli obiettivi strategici del governo Slovacco nel settore energetico. Il primo ministro della Repubblica Slovacca, ha inoltre informato il numero uno dell’Enel delle intenzione del governo di istituire in Slovacchia un Forum Europeo sull’energia nucleare. Una iniziativa già delineata al Presidente della Commissione Europea José Manual Durao Barroso in una lettera ufficiale. Il primo ministro è certo che la Slovacchia disponga dell’esperienza e delle risorse professionali necessarie per svolgere adeguatamente il ruolo di sede per la promozione della politica europea nel campo dell’energia nucleare in Europa. Un giudizio condiviso anche da Fulvio Conti. |
Prospettive globali sui cambiamenti climatici
Un'unica politica nazionale per l'energia |
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Il dibattito sul nucleare |
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Il 20 gennaio 2005, in occasione della inaugurazione della linea a 380 KV S. Fiorano -Terna- (Valcamonica) - Robbia - Atel - (Svizzera) da parte del Presidente del Consiglio, il quale è stato immortalato mentre manovra un risibile finto "coltello interruttore": immagini che TV di stato e private locali, con grande enfasi ci hanno propinato con dovizia di particlari, è stata diffusa la notizia circa la necessità, secondo "Lui", di ricorrere di nuovo al nucleare. Il giorno 8 febbraio 2005 alla trasmissione "governativa" porta a porta l'a.d. dell'Enel Scaroni ha affermato che, come a tutti i produttori di energia elettrica (ma non è vero !!) gli piacerebbe produrre energia elettronucleare perchè poco costosa! Con grande rammarico devo prendere atto che anche in questo campo il cosidetto "centrosinistra" non esprime una politica energetica diversa (nonostante le dichiarazioni di Fassino dell'8 febbraio 2005) dalla peggior destra che abbiamo avuto in Italia dopo la buonanima del "grande statista". |
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dal sito Enel |